5.31.2016

Pesca a spinning con una suora

Nella vita ci sono personaggi unici; Non rari ma unici e anche pazzi. Se una testata giornalistica di settore ne conosce uno di questi che gravita anche in quel settore lo deve per forza intervistare!!!!!!! Ne và della professionalità di questa testatavisto che io sono il re dei pazzi...!!!!!!
 

Nel mondo della pesca vi è anche Gianmichele Baroni del 1977 fiorentino DOC; Chi conosce i fiorentini bene drizza già le orecchie o meglio aguzza la vista. Se poi nel profilo Facebook mette pubblicamente che è sposato con "Capitan Trinchetto (che esiste sul serio) " la cosa diventa interessante sul serio. Se guardi le foto di pesca e vedi che azzanna un luccio la storia diventa meglio che quelle di pesca di Hemingway. Alla fine ti accorgi che è il maestro ideologico di Vasco Rossi e Bukowski(https://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Bukowski) assieme dato che è il solista alla chitarra del gruppo musicale "The Sexual Disorders"!!!!!!!!!!!!




Lo riteniamo l’ essere più intelligente in quanto il più demente (o il contrario)

 
Sì, sono piuttosto intelligente. Ma soprattutto amo l’ italiano corretto: "va" si scrive senz’ accento. E di punti esclamativi -già brutti di per sé- se ne mette solo uno. Ma non dovresti essere un giornalista?

 
No cara suora..sono un articolista di pesca e un pazzo come te


 

Mannaro da quanto tempo peschi?"  
 
      Da quando avevo dieci anni. Che tecniche usi, che pesci preferiti hai, le tue esperienze di pesca? Dicci tutto!!!!"
(E dai con i punti esclamativi). Ho preso il mio primo cavedano a spinning quando avevo undici anni, e da allora è la mia tecnica preferita (se si esclude due anni da moschista, tre i tredici e i quindici anni). Preferisco i pesci grossi. Un giorno la psichiatria ci spiegherà cosa devo compensare, esattamente. Comunque, lucci e siluri.
 
La tua storia sentimentale con Capitan Trinchetto quale è? Lo hai mai tradito? Hai le corna? Per Noi di P&P vi siete prostituiti a Pavia per un certo periodo…….
 
Anche i puntini di sospensione son bruttissimi, e ne vanno messi tre. Né due né quattro: tre. Io e Micetto siamo una coppia aperta e dai gusti variegati: a me piace la topa, a lui la fava.

 
Della canna da spinning detta "Tunnel" che impressioni hai avuto?
 
Ottime: riesco a incagliare a distanze assurde. Ma per lo più pesco a casting, e l’ unica canna col tunnel che posseggo è una Velox Queen donatami dal Maestro Cazzola in cambio del numero di un pajo di massaggiatrici cinesi della zona di Prato.

 
Per quanto riguarda l’ Irlanda abbiamo impressioni positive. Tu che ci sei stato dal vero cosa ci dici a riguardo? Ne vale la pena? (http://www.pescaepesca.org/2012/06/pesca-in-irlanda-pikepride.html)
 
Certo che ne vale la pena. Ne vale la pena anche per capire un pajo di cose: primo, che la quantità di pesce NON garantisce le catture. Non è vero che all’ estero son tutti bravi. Secondo, per la compagnia di Stefano Vallongo, uno che parla poco e che fa e inventa molto. L’esatto contrario di ciò che succede in Italia nel campo della pesca al luccio. Seconda cosa, la complessità della pesca a questo pesce, sul quale si sono dette bestialità per anni.
 





_Sei andato solo in Irlanda all’ estero?


Bah, son stato un po’ dappertutto. Finlandia, Estonia, Olanda, Austria, Canada. E anche tipo vicino a Poggiomerdoso, sì, proprio lì dove (sulle rive del lago Vendicativo) fanno la Sagra del Coglione d’ Orso.


 


-Domanda secca: Arno?
E’ un fiume che nasce dal monte Falterona, attraversa Arezzo, Firenze, Empoli e Pisa e si getta nel Tirreno. Ed è la prova che il catch and release funziona: nessuno porta a casa un pesce dagli anni sessanta ed è sempre stato uno dei fiumi più popolati e pescosi d’ Europa, anche quando era veramente tanto inquinato.

 




Segue sotto



 

Quante luccie hai preso colla tua corta canna? Almeno una indicazione ce la devi dare……
"Lucce" si scrive senza "i". Ma la licenza media l’ hai trovata nel Dixan? Non tantissime, in realtà: gli ultimi anni li ho passati a drogarmi, ubriacarmi, trombare e suonare. Mio marito Trinchetto ne ha prese una gran quantità.

Ho la canna letteralmente consumata cmq

 




Segue sotto

 


 




io ho come obiettivo di pesca vera l’ Alligator Gar (http://www.pescaepesca.org/2012/07/luccio-esox-lucius.html). Verreste anche tu e Trinchetto nel caso….?  
Sei fissato da anni col gar. Guarda che i cazzi finti li vendono anche qui.
 




Nota di servizio: Nelle foto in articolo vi è solo Suor Balordo Mannaro. Le sue oltre 2000 foto le potete vedere nel suo profilo Facebook al link


http://www.facebook.com/suorbalordo.mannaro








Vi è anche il suo numero di telefonino………


 

 

 

 

 


 

5.25.2016

Bigattino o Gianin o cagnotto (Sarcophaga carnaria



La mosca carnaria (Sarcophaga carnaria Linnaeus, 1758) è un dittero della famiglia delleSarcophagidae.
La larva, detta bigattino o baco di sego, è di colore biancastro ed è lunga qualche millimetro. Durante il ciclo precedente alla metamorfosi si ciba di carne in putrefazione.  Nasce dalla larva della mosca carnaria, (vengono da mosche selezionate e, grandi, tenute in moscai) . La mosca carnaria depone le sue uova nella carne in putrefazione, e dopo pochi giorni queste si schiudono ed escono le larve, di colore bianco. (successivamente posso venire prendendo colore esternamente).

La Sarcophaga carnaria è vivipara. Infatti depone le sue larve nella carne in putrefazione(carcasse di animali morti, avanzi di cibo, ecc.) le quali crescono in brevissimo tempo.
Le larve, in capo a pochi giorni (in condizioni ottimali di cibo e temperatura), si impupano per uscire poco dopo sotto forma di mosca adulta.
Il bigattino è molto usato nella pesca sportiva grazie alla sua longeva vivacità, alla sua appetibilità e al suo bassissimo costo(6 euro nel 2016 dal mio negoziante) oltre al fatto di essere facilmente reperibile .
Il suo utilizzo può essere limitato o abolito in determinati contesti di pesca.
Numerosi studi medici hanno evidenziato come la larva di mosca non contenga, ne all'interno ne all'esterno sostanze nocive all'essere umano, eccetto per i soggetti allergici alla larvetta.
La carica batterica del bigattino è infatti paragonabile a quella di qualsiasi altra esca viva. Per ciò che concerne invece la possibile emanazione di miasmi nocivi, va detto che le prove sperimentali condotte in laboratori specializzati, hanno evidenziato che l'esca in questione produce spontaneamente un secreto sterilizzante con funzione autoimmunitaria che gli permette di disinfettare la sostanza organica con cui viene a contatto, per un discreto raggio di superficie circostante.
Cavedano con bigattini

Una diceria riguardante tale esca, accusa i bigattini di divorare il pesce dall'interno o di attaccarli dall'esterno .....Quando peschiamo con la larva, solitamente la usiamo sia per pasturare sia sull'amo. Le larve gettate in acqua che si depositano sul fondo, per alcuni minuti presentano una frenetica attività in acqua salata, nonostante essa si trovi fuori dall'ambiente abituale in cui cresce e vive.
Il bigattino non è affatto una larva assalitrice, e si nutre per cui solo di organismi morti, per cui è letteralmente impossibile che attacchi la fauna ittica, specialmente in un ambiente naturale che non è il suo.
Per ciò che concerne invece il fatto che divori i pesci dall'interno una volta che è stata ingerita, è totalmente fuori discussione poiché nello stomaco dei pesci c'è una cosuccia chiamata succo gastrico che distrugge le larvette nel normale processo di digestione.
Capita a volte di trovare nelle interiora dei pesci qualche bigattino vivo, ma sono quelle larve ingoiate dal pesce poco prima di essere allamato, cioè quelle immesse come pasturazione per le quali i succhi gastrici non hanno avuto il tempo di compiere il loro lavoro.
Basta guardare con più attenzione per trovare invece dei bigattini morti, probabilmente ingeriti abbastanza prima della cattura per i quali i succhi hanno fatto già il loro lavoro. Inoltre se cosi’ fosse non vi sarebbe  più un pesce specie in acqua dolce visto i miliardi e miliardi di “gianin” o “cagnotti” immessi in essa. Personalmente ad ogni uscita immetto un KG di bigattini….se pensate che anni fa i possessori di licenza erano circa 2.000.000 ed ipotizzando che almeno il 50% lo usasse fate Voi…

Poiché questa diceria ha spopolato tra i pescatori, qualche buon ricercatore si è preso la briga di fare degli studi scientifici sull'argomento.
Pesce di mare con bigattini

L'organo che ha commissionato la ricerca è stato l'Anpre, (Associazione nazionale produttori rivenditori esche) con la supervisione scientifica dell' Istituto di Zooculture dell'Università di Bologna.
Il test è stato fatto sottoponendo alcuni pesci di allevamento,
alimentandoli parte con pellets di farina di pesce e altri con il semplice bigattino, il tutto per 6 mesi.

L'analisi del sangue effettuata su 10  pesci delle due differenti vasche, ha dimostrato che i paramentri ematici, epatici ed enzimatici erano nella norma per i pesci allevati nella vasca del bigattino, e leggermente alterati negli altri.

Il controllo bisettimanale dello stato di salute generale dei pesci(colore, sopravvivenza, dimensione e peso), ha dimostrato che gli esemplari allevati a pellet hanno avuto un incremento di peso leggermente superiore agli altri e la mortalità, in seguito ad una infezione da saprolegna,(una malattia cutanea che in genere contraggono gli avannotti negli allevamenti è stata leggermente inferiore negli esemplari allevati con bigattini , anche se non era possibile somministrare loro un cibo medicato come si è solito fare con i pellets.

Non è mai stata riscontrata la presenza di bigattini ne di ferite nello stomaco dei pesci morti successivamente sottoposti ad autopsia.
 Esso prima della trasformazione in mosca diventa Caster che si possono utilizzare anche loro per a pesca; I più chiari affondano mentre quelli scuri galleggiano.


Il bigattino viene colorato con appositi coloranti non tossici, esistono in commercio liquidi e in polvere, per colorarli, vengono tenuti in movimento, fuori frigo,  per delle ore , questo per far si che sfregandosi tra loro, la colorazione impregni la pelle dei cagnotti.
Solamente il bigatto di color pink è impregnato di colore all'interno, perchè alimentato con carne preventivamente bagnata nel colore e, siccome il cagnotto allo stato di larva si ciba di carne, questo si impregna del colore della carne.
 I bigattini che si utilizzano per la pesca sono di allevamento, con fabbriche distanti da luoghi abitati, visto il tanfo che creano ! Con le ultime normative sanitarie, le fabbriche, devono avere pure un apposito inceneritore per bruciare carni marce. Le carni migliori per la produzione sono quelle vaccine, ma ultimamente con le norme specifiche sulla carne, si usano carcasse di polli o tacchini, e quindi avremo dei bigattini un po’ meno belli, ma altrettanto validi. Per la produzione, alcuni produttori usano il pesce, ma sarà un prodotto diverso e non comparabile in pesca con quello prodotto dalle carni animali. Per utilizzarle come esche le larve della mosca carnaria devono essere conservate a bassa temperatura ( da zero gradi a + 2 ) e, prima di essere messi in commercio devono stare qualche giorno in movimento fuori frigo. Una volta tirati fuori dal frigo vanno tenuti in un sacchetto di stoffa (sacca porta bigattini) e, in un luogo areato. Avendo un piccolo frigo tipo da  camper è consigliato metterli in bacinelle larghe non coperte. Un consiglio per il trasporto del bigattino a lunghe distanze e per diversi giorni, metterlo sottovuoto, fa sì che non si muova e così camperà di più, non è respirando e muovendosi che campa di più. Basterà farlo riprendere per un’oretta e avrete sempre bigatti freschi senza utilizzo del frigo, naturalmente intendo per alcuni giorni ! Una piccola aggiunta di segatura(se non li si vuole incollare) odi apposita polvere impedisce al Gianin di arrampicarsi sulle pareti del contenitore in caso che questi sia umido. Accade anche che sono in luogo caldo si sfreghino fra loro emettendo una sostanza liquida dal  cattivo odore che gli permette di attaccarsi e di scalare il recipiente.
Bigattini possono diventare galleggianti se bagnati  per un po’….come esempio mettiamo che peschiamo in acqua col sacchetto delle larve al collo e questi si bagni.
 Dei  pescatori sono allergici al bigattino ( con più o meno grado di allergia), ma c’è in commercio una apposita polvere antiallergica;, va inserita nelle larve qualche ora prima dell’uso , per molti pescatori che non vogliono rinunciare è un bel ritrovato ! Funziona, ma nel provare rimanete vigili 

 Se in pesca, da fastidio il pesce piccolo o desiderate che il bigattino abbia una calata più morbida, dovete metterlo per qualche minuto in acqua bollente, scolarlo e, metterlo in frigo, questo procedimento va fatto il giorno prima della pescata, altrimenti andrebbero in deperimento e, a male, non si mantengono. Per “stirarli ed ucciderli, nel periodo cado lasciateli al sole e saranno utili da inserire nella pastura. Il bigattino affogato è molto usato pure nelle pasture da fondo. Come di sicuro saprete in commercio esistono pure bigattini da pastura, (non selezionati e meno costosi) non belli per innescare ma utili economicamente per chi deve usarne in grandi quantità. Oltre a quelli da pastura ci sono pure i raparini o, maialini, bigattini piccolissimi usati per pescare l’alborella o, insidiare con inneschi particolari certi pesci furbetti ! Per fare degli ottimi raparini da alborella, bisogna tenerli fuori frigo una settimana e, tenerli in una vaschetta con della sabbia di mare, saranno più resistenti nella pesca e attiranti. Notare che all’ occhio umano l’ acqua, oltre a deviare la luce, l'assorbe, infatti i vari colori dello spettro sono assorbiti a profondità diverse, in relazione alla loro lunghezza d'onda. 
Gli inneschi possono essere molteplici anche se il migliore per me è quello appuntando il "gianin" appena appena nella parte più grossa. 

I primi colori ad essere assorbiti, sono quelli a bassa frequenza, cioè i rossi, mentre i blu e i grigi, essendo colori ad alta frequenza, penetrano fino in profondità. Dagli studi fisico-chimici, che scienziati e ricercatori hanno fatto sugli occhi e sulle retine dei pesci, è emerso che la maggioranza di loro riesce a vedere un immagine nettamente messa a fuoco, riescono a rilevare anche il minimo movimento ed hanno una buona abilità di visione dei contrasti e della luminosità di un soggetto. Non solo. Ulteriori esperimenti effettuati in laboratorio hanno evidenziato che reagiscono in modo differente ai colori. Tali esperimenti sono stati realizzati in ambienti ottimali, acqua molto limpida per esempio. C'è chi predilige il rosso, chi l'arancio, eccetera. 


Sarà proprio cosi’? Personalmente il rosso mi sembra attirante un pò di più ma anche il giallo qualche volta; Per gli altri colori non ho fatto esperimenti sufficientemente validi.

Esca ottima per tutti i ciprinidi è appetita anche dalle trote e dai temoli.
A seconda della velocità e profondità dell’acqua possiamo metterli in pasturazione a mano, colla fionda,
con i feeder,
  nelle retine dette “caramelle” che possono essere in metallo o materiale degradabile

Una volta messe le esche chiudere sopra come fatto sotto
e per ultimo incollarli.
Nasen con bigattini


http://pescambiente.blogspot.it/2012/01/incollare-bigattini-di-michele-moscati.html

Video


https://www.youtube.com/watch?v=8byLs9565tI

5.23.2016

Pesca a Mosca-gare tecniche

Iscrizione

Il giorno 22 maggio 2016 mi sono recato al campo sportivo di Sagliano Micca(BI) ove sapevo che era presente il  mio vecchio amico Giovanni Tacchini (http://pescambiente.blogspot.it/2016/02/uno-sparo-sul-fiume-pam.html) per una gara di lancio tecnico con canna da pesca a mosca. Presenti dei big come Riccardo Carrara della Orvis di Torino, Maurizio Bellinaso della S.N.L. U.N.Pe.M  e  Massimo Pulze.

-Gianni in che qualità eri presente visto che non ti ho visto in azione? La gara si svolgeva all’interno della 5^ Festa Piemontese dei Pescatori a mosca ideata da U.N.Pe.M. Piemonte. All’interno erano previste due gare: una di costruzione che si svolgeva al Circolo Vallet di San Paolo Cervo e dedicata a Massimo Bindi, coordinata dalla Thymallus Aurora Fly Fishing Club e la Gara di Lancio Tecnico a Sagliano Micca coordinata da U.n.Pe.M. Piemonte, Riccardo Carrara della Riccardo Carrara Fly Fishing School e Maurizio Bellinaso della Scuola Nazionale Lancio di U.N.Pe.M. Inoltre, sempre al Vallet, abbiamo premiato la Provincia di Biella per il Miglior No Kill del Piemonte anno 2015 per il tratto del Cervo Campiglia Cervo. Medaglie per i primi 3 classificati Aggiungo io che i premi erano buoni per una giornata di pesca in riserve di pesca sorteggiati ancor prima dell' inizio della gara.



- Ci puoi spiegare come avviene una gara di lancio? Il  Il regolamento adottato è quello della International Casting Sports Federation e sono state scelte due prove: Trout Distance e Trout Accurancy. La prima consiste in una gara di distanza, l’altra in una gara di precisione


-L’ attrezzatura è uguale per tutti? Sì, si è utilizzata un’attrezzatura da pesca con canna da 9 piedi (m. 2,70) e coda di topo del n. 5 con particolari caratteristiche tecniche note a tutti i concorrenti

-Come viene determinato il punteggio? Nella prova di distanza vengono effettuate due prove. La somma delle distanze determina un primo punteggio. Nella gara di precisione occorre centrare 4 cerchi multipli posti a diversa distanza entro un certo tempo. Meno tempo si impiega più sale il punteggio. Determinante è  anche il posizionamento della mosca all’interno del cerchio


-I soldi incassi a cosa servono?  La domanda mi fa sorridere ma voglio rispondere ugualmente. I pochi soldi incassati serviranno a coprire tutte le spese organizzative fra cui l' affitto del campo sportivo. Ancora non so se avanzerà qualcosa, se sì contribuirà sicuramente ad iniziative ambientali per le quali dovremo comunque autotassarci per poterle portare a termine. Certamente sai che noi non gestiamo acque e non riceviamo nessun contributo da nessuno, Enti pubblici o privati che siano. Tutto ciò che facciamo è frutto di autotassazione dei nostri volontari che, oltre al proprio tempo, mettono a disposizione le proprie risorse economiche per un fine comune.

-Come si propone l’ UNPeM nei confronti delle gare di pesca a mosca effettuate sui pesci? Siamo decisamente contrari alle gare che portano alla soppressione del pesce, mentre per quelle in cui ne è prevista l’immediata liberazione dopo la misurazione siamo più tolleranti. Ciò non toglie che dal nostro punto di vista la vera manifestazione agonistica è il Lancio Tecnico, per la quale è necessaria una preparazione atletica pari a molte altre discipline.
Gara con pesce


Ti ringrazio e buona vita.  Grazie. Per un attimo ho pensato volessi augurarmi Buona P….a. Ciao a tutti

5.21.2016

Storie di pesca

Foto di contorno. Fatti veri.

Questa anguilla la avevo in acquario ma quella presa era uguale o quasi

Correva l’ anno 1975 o giù di li’ e il sottoscritto assieme al padre Bruno (che pesca all’ inferno da molti anni adesso) si recarono colla Ducati 125 (mai capito perché non comprò mai l’ auto visto che aveva la patente C…) al Terdoppio prima di Caltignaga con le bilance da pesca legate in qualche modo alla moto. 130x130 cm con maglia del N 2 cioè di 2 cm….avevano voglia di roba medio grossa e non di vaironi. La maglia del N 2 era abbastanza leggera da sollevare. Un paio di cavedani finirono subito nel cestino seguiti da una bella tinca che fulminai nonostante passasse sull’ angolo.
Mio padre cestino una trota fario di dimensioni più che ragguardevoli. Il Terdoppio allora, almeno dal ponte di Cameri-Novara Veveri a monte fino alla Badia di Bulzago (frazione di Bellinzago)  lo conoscevamo palmo a palmo e vi era di tutto eccetto savette e pighi e poche lasche e barbi; Le specie predominanti erano i vaironi e i lucci. Per ‘ esocide si usava la tecnica illustrata nell’ articolo http://pescambiente.blogspot.it/2015/12/pescare-colla-bilancia-in-acque-dolci.html.
Ne avvistai uno di un 40 cm circa e chiami mio padre che mi disse “Aspetta un attimo che ci sono 2 barbi che girano”. “Due barbi qua?” Pensai….. Dopo qualche minuto un altro lucciotto si mise dall’ altra parte della mia bilancia e io sempre più nervoso chiamavo a squarciagola mio padre e lui di risposta” ANGUILLA ANGUILLA”…Una Anguilla di 2400 gr era passata sulla sua bilancia e ci volle 30 minuti solo per metterla nel cestino….altro che barbi!!!!

Un altro giorno sempre verso Caltignaga ma più a monte e sull’ Agogna incominciamo a trovare dei funghi Armillaria mellea detti comunemente chiodini. Riempi una borsa di plastica, riempine una altra e non sapevamo più dove metterli e cosi le reti della bilancia divennero dei contenitori e credo che molta gente fù allibita quando tornammo in moto al mio paese natale cioè Cameri passando nel bel mezzo della piazza con io che avevo le reti da pesca piene di funghi….ah ah ah

Negli anni della mia adolescenza passavo molto tempo alla Pontisella del Terdoppio detta anche Centrale di Veveri pescando nei canali Cavour, Quintino Sella oppure nel canalino di Veveri o nel Terdoppio (un incrocio micidiale di acque)
pescando, facendo il bagno e colloquiando cogli adddetti alla centrale e agli altri pescatori; Uno di questi si portava dietro la moglie che era molto molto BONA che prendeva il sole sotto la cascata del torrente.
Lui oltre a parlare di politica (un fascista….) lodava la moglie per la bontà. Un giorno la donna era da sola, la vidi e me ne andai a zonzo. Al ritorno la signora non vi era più ma l’ asciugamano si’ e dietro a degli alberi rumori e movimenti strani. Mi soffermai un attimo e vidi la signora uscire assieme ad un baldo giovane…Buona si’ ma anche troia…..
Un giorno il giovane (8-9 anni) Marco P. riusci a farsi portare dal padre Renato (presidente APD Novara e CAGeP) sul Sesia Romagnano per imparare a pescare colla tecnica del morto manovrato alla svizzera.
Dopo un po’
-Papà papà ho preso il fondo”
Ti ho sempre detto che non devi tirare come uno scemo quando agganci il fondo…
-Papà papà grido dopo Marco colla canna flessa al massimo
Uffà come te lo devo dire di non tirare cosi’
-Papà non sono io che tiro
UN IBRIDO FARIO MARMORATA DI 6500 Gr…l’ ha ancora congelata nel frezeer da 20 anni.



Pesca nel lago Verney in Val d' Aosta



Sta iniziando l' apertura della pesca nei laghi alpini e vi propongo quindi Il lago Verney (in francese lac du Verney) è uno tra i più grandi laghi dellaValle d'Aosta. Di origine glaciale ha sede nel vallonedi La Thuile, poco distante dal colle del Piccolo San Bernardo. Il Lago è uno dei più grandi laghi della Valle d’Aosta, uno splendido specchio d’acqua, i cui colori oscillano tra il verde e il blu, posto a 2.088 mslm e quasi 200.000 mq tra il Becco dei Rousses, il promontorio del Piccolo San Bernardo e il monte Chaz Dura.

Raggiungibile in auto nei periodi da giugno a ottobre, costituisce un pezzo di storia dell’ambiente creato dall’opera dei ghiacciai, con un ecosistema caratterizzato da particolari equilibri biologici, grazie al quale sulle sponde vive una ricca varietà di flora. Subito attorno alla conca profondamente scavata dal ghiaccio, le rive ospitano carici, eriofori e sfagni; mentre la depressione circostante riempita dai detriti ha formato un'area di torbiera e di palude con giunchi, asperelle, ranuncoli. Il modellamento glaciale ha infine lasciato, ai lati, depositi morenici ricchi di risorgive, ottimo habitat per sassifraghe e primule.E' l' acqua a più alta quota dove ho immerso la lenza qualche volta assieme a "Gabox" e "Titta Di Girolamo" e fatto una escursione colla moglie.

Per il 2016 la PESCA CONSENTITA DALL'ULTIMA DOMENICA DI GIUGNO ALLA 2^ DOMENICA DI OTTOBRE
orario consentito dalle ore 7.00 alle ore 20.00
Comprende il lago Verney (Piccolo San Bernardo) e suo emissario fino al ponte in cemento alla confluenza con il torrente Breuil, in Comune di La Thuile.  È meta di molti pescatori francesi, data la vicinanza con il confine di Stato. In inverno vengono fatte immersioni subacque da "brivido".
Battuto dai venti del colle, unisce alla pescosità eccezionale la possibilità di sperimentare la pesca d'alta montagna. Anche in piena estate è vivamente consigliato portarsi in auto maglioni pesanti e giacche a vento. Non servono stivali lunghi ma stivaletti corti oppure scarponi che non lascino trapelare acqua. 



: Negozio Pesca: Pino Sport Caccia Pesca
11100 Aosta (AO) - Via Festaz Bonifacio, 61 Tel 0165 41418
Vendita buoni (25 euro circa) e licenza governativa
località
telefono
giorno chiusura
Ancien Bazar
via Collomb, 35 - La Thuile
0165/884166
mercoledì
Bar Rist. Ottoz
Colle P.S. Bernardo - La Thuile
335/205223
nessuno (aperto 15/6-10/9)
Uff. Turismo La Thuile
via Collomb,36 - La Thuile
0165/884179
nessuno
Albergo Edelweiss
Viale M. Bianco,1/3 -
Pré Saint Didier
0165/87024
nessuno(chiuso dal 26/04-al 15/06)

Per imbucare il tagliando la cassetta è applicata vicino alla porta di entrata del fabbricato adiacente al lago. Ulteriori informazioni presso il Consorzio Pesca Valle d'Aosta Corso Lancieri 15/D 11100 Aosta Email: info@consorziopesca.vda.it Tel: (0165) 40752 
Fax: (0165) 1845152                        


                                                                                                                   Per raggiungere il lago bisogna andare a La Thuille e prendere la strada per il piccolo San Bernardo; Ad un certo punto sulla destra vi è un posteggio sterrato con vicino una casetta con una cassetta tipo quella delle poste dove imbucare il buono.
Moltissime le sanguinerole nel sottoriva .
Vista la presenza di salmerini (alcuni dicono anche nati in loco da Salmerini Fontanilis cioè alloctoni immessi)
esclusiva  e di salmonidi, sia fario, sia iridee anche di taglia, la tecnica principale da applicare è lo striscio con bombarde pesanti che permettano di lanciare molto lontano.
Come innesco naturale le camole del miele oppure si può usare l’apposita pasta modellata in maniera che ruoti durante il recupero. Amo del N 6/8 e finali dello 0.16/0.18/ o i nano fil  con lenza madre di poco superiore; Questa attrezzatura permette lunghi lanci ma anche di salpare esemplari di mole dato la possibilità di agire colla frizione o con l’ antiritorno aperto come uso io per godermi meglio il pesce ed avere maggiore sensibilità. In giornate favorevoli si può benissimo stare nella stessa postazione mentre quando dopo un 30 minuti non si avranno abboccate conviene fare una pesca di ricerca lungo il perimetro dello specchio d’acqua. Cosa che deve avvenire d’altronde di norma pescando a spinning ove l’ artificiale di maggior resa risulta senz’altro lo stretto ondulante di forma allungata color argento lungo 5-7 cm.
All’ occorrenza si può apporre un piombo a 2 metri dall’ amo avendo cura di fermare la gittata col dito per evitare ingarbugli. Essendo presenti pesci anche di buona taglia e volendo selezionarne la stessa conviene aumentare la dimensione dell’ ondulante. Qualche rotante del N 3 e minnows piccoli /medi affondanti o Shad Rap possono tornare utili.
Molti pescano anche a mosca. Un trucco è unire 2 ondulanti uguali in uno solo in modo di avere la stessa superficie ma doppio peso.
e qualcuno col buldo che permette di lanciare lontano e tenere l’esca alla profondità desiderata.

. Negozio Pesca: Pino Sport Caccia Pesca
11100 Aosta (AO) - Via Festaz Bonifacio, 61 Tel 0165 41418
Cosa vedere: Il vecchio ospizio dei Monaci Mauriziani, oggi ristrutturato e adibito a centro culturale e di informazioni turistiche sulla strada che porta al colle del piccolo san Bernardo.
Dove mangiare ed alloggiare: La Thuille è una rinomata meta turistica  non vi sono problemi di alloggio e “pappa” tranne che i prezzi non sono proprio modici.
Cattura di Gabox

Video

https://www.youtube.com/watch?v=ZfqtiEOHHwc

CT della nazionale Master pesca al colpo. Massimo Ardenti

Siamo questa volta con Massimo Ardenti nato il 09/01/1958 a ROMA e residente a ROMA Esso è un pluridecorato garista di pesca al colp...