12.04.2015

Pesca a spinning con Marco Altamura

Prologo

Prima dell’ avvento di internet coi suoi forum, siti e blog di pesca si poteva leggere solo sulla carta stampata su riviste generalmente mensili; La prima fù Alieutica nata a fine 1958 e defunta nel 1969. In seguito le più seguite furono “Pesca In” ma ancor di più PESCARE dell’ editoriale Olimpia che arrivo a 110.000 copie mensili anche. Marchi,  Giannini,  Albertarelli,  Pragliola, G.D.Bocchi , R. Cazzola furono fra i principali scrittori assieme a tanti altri validi collaboratori   (e qualcuno non affidabile ad onor del vero) che hanno letteralmente scritto la storia della pesca sportiva in Italia fra cui io e Marco(Chissà se hanno mai pubblicato un articolo in un numero insieme?). Tutta la casa editrice che contava 15-20 riviste (pesca,caccia,francobolli, mumistatica, armi) oltre a un po’ di libri falli definitivamente il 3 gennaio 2012 dopo una serie di traversie avute dopo   la morte del proprietario cioè il signor Cacciapuoti lasciando un mucchio di debiti compreso gli emulomenti ai dipendenti e collaboratori. Io per fortuna li prendei tutti gli "sghei" visto che a causa di una malalingua lecchina che girava per la redazione di Firenze (La redazione di "Il Pescatore era a Milano) fui estromesso a metà 2008 dopo 8 anni anche se avevo oramai 50-60 pagine ingombro (testo+foto) annuali.

Dicci qualcosa di te Marco
Marco Altamura nato a Milano 54 anni fa e residente a Milano, architetto e pubblicista. Ho collaborato per oltre un ventennio scrivendo articoli sulla pratica dello spinning con diverse testate del settore pesca. Attualmente scrivo per alcuni blog di pesca e pagine FB. Ho iniziato a pescare nel lontano 1966 all’età di 5 anni con la canna fissa; seguivo mio padre e catturavo pesce bianco. Nel 1975 a 14 anni ho iniziato la mia storia di lanciatore e oggi, dopo 40 anni di spinning, posso definirmi un antesignano di questa splendida attività. A quei tempi bastavano una manciata di artificiali e si catturava tanto e di tutto: trote, persici, lucci, cavedani e black bass. Non c’era ancora l’invasione dei pesci alloctoni. Per la passione per lo spinning ho viaggiato molto sia in Italia che all’estero; avendo però una casa sulla sponda piemontese del lago Maggiore, frequento principalmente i bacini prealpini quali il Maggiore, l’Orta, il Mergozzo, il Varese, il Comabbio ed il fiume Toce con i suoi affluenti. Il Toce mi ha regalato bellissime catture del mio pesce preferito, la trota lacustre, che risale questo fiume e lo popola fino alla diga di Prata. Pesco anche nell’Anza e nell’Ovesca.

Come è la situazione nel compresorio delle acque del VCO (Verbano Cusio Ossola)?


Purtroppo ricordo i favolosi anni ’80 quando il Maggiore vantava uno stock ittico invidiabile: in primis tantissime alborelle che richiamavano ogni specie di predatore. Le catture erano abbondanti ed il divertimento assicurato. Poi in un decennio la situazione è precipitata improvvisamente a causa del prelievo indiscriminato di alborelle che venivano pescate con le famigerate bedine ( reti lunghe chilometri ) e vendute all’estero per la fabbricazione di mangimi per animali. L’avvento dei pesci alloctoni ( soprattutto gardons ) ha fatto il resto. Ricordo che all’inizio degli anni ’80 ero l’unico pescatore che praticava lo spinning nel lago di Mergozzo; insidiavo black bass ( l’esemplare da 2 kg era all’ordine del giorno! ),
BB a Mergozzo
trote lacustri ( il lago non era ancora inquinato geneticamente dalle immissioni scellerate di trote pronta-pesca di dubbia provenienza ), lucci e persici reali.

Posso tranquillamente affermare di essere stato il primo lanciatore a fare uso delle antesignane esche in gomma provenienti dagli Usa con risultati facilmente immaginabili. Per quanto riguarda il Cusio, dopo l’operazione di “liming” effettuata alla fine degli anni ’80, questo lago è rinato a nuova vita e si è ritornati a catturare pesci fino ad allora completamente estinti: in primis persici reali, ma anche trote, lucci e ultimamente anche lucioperca.

Quale è la tua acqua preferita?
Il Toce è senza dubbio il mio corso d’acqua preferito per la presenza contemporanea dei due nostri endemismi più pregiati, la trota marmorata e la trota lacustre; lo frequento dalle sorgenti alla foce in lago. Non è un fiume molto prodigo di catture, ma sa regalare pesci unici per bellezza e purezza genetica.
Esperienze all’ estero?
La mia vera passione è il salmone e precisamente quello dell’Atlantico ( Salmo Salar);  in Europa l’ho pescato in diversi Paesi quali Inghilterra, Scozia, Irlanda, Svezia, Norvegia e Finlandia. La pesca del salmone Atlantico è quanto di più affascinante esista ed il pesce oppone una strenua difesa fatta di evoluzioni aeree e di fughe che sprigionano una potenza in canna senza pari. Sicuramente il mio pesce preferito, seguito a distanza dalle nostre trote lacustri che gli assomigliano sia morfologicamente che caratterialmente.

Nylon, trecciato o nano fil?
Apprezzo la qualità e le caratteristiche dei moderni trecciati in Dyneema e li abbino a canne piuttosto “morbide” con azione parabolico-progressiva; quando pesco la trota di lago però sono solito usare il monofilo abbinato ad una canna più scattante con una marcata azione di punta. Il Nanofil non mi convince del tutto.
Le tue esche preferite?
Nella pratica dello spinning utilizzo tutto ciò che il mercato mi mette a disposizione anche se ho una predilezione per i minnow ( affondanti, suspending e galleggianti ) con i quali affronto tutti i predatori. Per la pesca alla trota lacustre preferisco usare i minnow lipless ( senza paletta direzionale ) e gli ondulanti a forma allungata che mi consentono lanci lunghissimi con la possibilità quindi di sondare una grande massa d’acqua. I cucchiai rotanti li uso molto in torrente e fiume per insidiare le trote ed in lago per i persici reali. Considero lo spinnerbait un vero jolly per la pesca del black bass ma lo utilizzo spesso anche per insidiare il luccio. Anch’io sono stato contagiato dalla “rivoluzione morbida” ed utilizzo le soft bait in torrente per le trote ed in lago per lucioperca, persico reale e luccio.

Come vedi la diffusione di tutti questi termini e metodi pesca  anglofoni diffusi come novità ? Personalmente 40 anni fà alle lanche di Cascinazza caratterizzate di molteplici caneletti di 2-3 metri di larghezza mi avevano insegnato lo jo-jo con semplici rotanti….adesso mi pare lo chiamano “flipping”

Secondo me siamo stati troppo contagiati anche dalla terminologia anglofona; se penso che più di 30 anni fa catturavo black bass da capogiro con rotanti ed ondulanti mi viene da sorridere al solo sentire questi termini. La specializzazione portata al parossismo, come tutte le cose esagerate non funziona; lo spinning è fatto di pochi e semplici concetti.
Come giudichi la Convenzione Italo-elvetica (http://www.cispp.org/)che per chi non lo sapesse emana leggi di pesca nelle acque in comunione colla Svizzera e perciò il pescatore deve attenersi a quelle leggi e non alle leggi italiane o svizzere. Dette acque sono i laghi Maggiore e di Lugano e il fiume Tresa.

Ho potuto toccare con mano che sul Maggiore e sul Ceresio, dove vige la convenzione italo-elvetica per la gestione delle acque, qualche pesce in più è possibile incontrarlo anche se la maggioranza delle semine fatte dagli svizzeri staziona in acque elvetiche. Secondo me la pesca in generale è diventata troppo cervellotica e complicata in queste zone: per pescare sul Maggiore in provincia di Novara vige un diverso regolamento ed una diversa tassa da quelli necessari per pescare nel VCO e questo non facilità certo le cose. Tra un po’ saremo costretti a farci accompagnare a pesca  da un legale per interpretare correttamente i regolamenti vigenti.

Il pesce che sogni di catturare?
Direi che la maggior parte dei pesci sportivi delle acque dolci temperate li ho catturati. Piuttosto diciamo che mi piacerebbe catturare ( anche se di dimensioni più contenute ne ho catturati molti ) un Salmo Salar alias salmone atlantico delle coste nord-orientali del Canada ( Quebec ), dove questo pesce può raggiungere facilmente i 20 Kg di peso e più.
Agone a spinning...una rarità
Un consiglio per i giovani
Il consiglio che mi sento di dare a chi si avvicina a questa splendida disciplina è quello di praticare il proprio sport con passione e dedizione totali nel rispetto dell’ambiente e degli altri pescatori e soprattutto di non sentirsi mai “arrivati”, fare tesoro delle esperienze fatte sul campo e porsi continuamente degli obiettivi. La mia grande passione mi ha portato a diventare un perfezionista attento anche ai più piccoli ( apparentemente! ) dettagli; solo così si può crescere ed arricchire il proprio bagaglio di esperienza. In quest’ottica la cattura assume una valenza quasi secondaria, non più unico e solo scopo ma la diretta conseguenza di una serie di step ben eseguiti. Il difficile non è fare una cattura eccezionale, questo può accadere a chiunque: il difficile è catturare sempre ed in ogni ambiente con continuità e regolarità e MAI casualmente

Video in https://www.facebook.com/marco.altamura2/media_set?set=vb.1851903078&ty









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