8.19.2015

Pesca coi bigattini a galleggiante

Pesca coi fili fini tipo lo  0.06/0.08/0,10 ? NO GRAZIE!!! Nelle zone che frequento maggiormente  che sono poi il novarese, basso biellese e vercellese vi sono ancora abbastanza cavedani 
ma anche parecchie carpe, qualche trota di discesa o immesse dalle associazioni specie del  Fishing Tour che è una unione di una parte di acque della FIPSAS Novara e una parte di H20 del CAGeP (Coordinamento Associazione  Gestionali Piscatorie) di cui fui consigliere fondatore  e della prima legislazione ad inizi anni 2000; Direi anche purtroppo visto che attualmente molti punti del regolamento non mi piacciono affatto ed anche altre cose ma questa è una altra storia. Soprattutto sono giunti e proliferati  molti barbi dell’ est che si ibridano con  quelli nostrani rendendo quasi impossibile la loro identificazione certa; L’ importante è che non difficile agganciare pezzi da 1 a 2 Kg , abbastanza comune soggetti di 3 Kg,
e non raro pesci da oltre 3 kg fino ad arrivare al record , da me accertato di un esemplare di kg 5.850 preso nel Sesia a Romagnano a ledgering.

E io dovrei pescare collo 0.10? Rischio di perdere il 50% dei pesci agganciati? NO GRAZIE.
Inoltre è ora di sfatare la storia che i cavedani e/o i pesci in generale vedano il filo!!*** E’ logico che i grandi marchi e i loro proprietari (andate a cercarli nei nomi famosi della pesca al colpo….) abbiano interesse a vendere fili che arrivano allo 0.20 partendo dallo 0.06 passando di 0.02 (e talvolta anche meno) ed ami  microscopici sempre in scalette facendo credere che lo xx vada bene per tale pesca, lo yyy vada bene per tale altra pesca e lo kkk  per una altra e via discorrendo in modo ch eil pescatore li compri tutti o quasi a seconda della tipologia di pesca che fa in quel momento o del pesce che vuole insidiare.
Non sono nato imparato manco io e quando i cavedani oltre i 300 gr rappresentavano il  30% della popolazione ittica italiana usavo anche io tali fili e ami fini innescando un bigattino singolo.
Ma poi avvennero molti anni fa 2 episodi
A)     A Romagnano Sesia
a fine settembre  in un giorno pescando con la fissa da 7 metri , filo dello 0.10 e amino 4 pesci mi spaccarono di cui una era di sicuro una bella trota. Ci tornai qualche giorno dopo, appena prima della chiusura del salmonide ma come finale misi uno 0.14 ed innescai vermi di letame. La grossa trota (Kg 1.850) riabocco, non fece la scema ed arrivo al guadino con il mio cuore che batteva a 1000.
L’ importante del discorso non è questo ma che assieme alla trota presi anche un gran numero di cavedani
B)      Ad inizi anni 2000 mi recai in Austria varie volte  invitato da Adriano Gargantini (http://www.trophyclub.it/) che gestiva un Hotel in Carinzia cercando di attirare clienti per i funghi ma soprattutto per la pesca. Io essendo già allora noto nelle riviste di pesca ed in internet ero naturalmente ospite assieme ad amici e famiglia. Un bel culo direte…..Beh le spese di viaggio cioè 1300 km circa di carburante ed autostrada me le beccavo io….Non so alla fin fine chi ci guadagna fra quello che passava a me cioè camere cmq vuote dato che non ci andavo in alta stagione e vitto serale o Lui dalla pubblicità e direi corretta (dato che là i pesci  CI SONO!!) attraverso i miei scritti.

La questione era che ci invitava a pescare minimo collo 0.18 e galleggianti grossi con ami del N 12-14 innescando grappoli di bigattini dopo abbondante e precisa pasturazione a sfarinati o bigattini in retine o sfusi a secondo dei casi . E oltre alle decine e decine  di kg di Nasen ,Breme,

barbi e specie assortite come trote iridee e fario, coregoni, salmerini prendevamo anche cavedani e roba da anche 2 kg. MA I CAVEDANI AUSTRIACI SARANNO MICA PIU’ SCEMI DI QUELLI ITALIANI????

Inoltre teniamo in considerazione che tutti o quasi sapevano di cavedani anche enormi  presi colla frutta, colle budella di pollo, col mais, colle bacche tipo le more
, coi vermi grossi ecc ecc sia  fondo dia a passata con fili esagerati cioè dallo 0.20 allo 0.40.

Guardate la foto sotto con che razza di amo è stato preso questo cavedano.


Tendendo in considerazione tutti questi fattori giunsi alla conclusione che il pesce veda o no il filo*** di sicuro il cavedano è un attento osservatore e specie in acque ferme, di poca o media corrente, in acque chiare e basse nota la differenza di calata e di andazzo nell’ acqua dal nostro singolo innesto del bigattino a quello in pastura;  il seppur poco peso di un amo dello 0.22 montato su un fluttuante , ma sempre interferente, 0.08 è diverso da quelli in calata dalla sfiondata o usciti dalla retina e quindi lo snobba.
Innescando su ami del N 12/14/16 un bel po’ , diciamo 7-8-9  ed anche più bigattini  questa sarà una esca diversa come lo erano i vermettini del caso A. 
Insomma è come se foste a prendere l’ aperitivo e vi mangiaste le noccioline che ci sono sul banco e giungesse la barman con dei tranci di pizzetta non li mangeresti? Del resto è noto che già da molto tempo alcuni pasturano coi bigattini incollati e pescano con una palla di bigattini sull’ amo od addirittura a carpfishing si fa uno speciale innesto con con grappoli di bigattini fuori dal’ amo.

Quindi da allora a passata, tranne quando insidio minutaglia, monto in qualsiasi caso minimo minimo lo 0.16 ed innesco i bigattini a grappolo; le generose dimensioni del filo mi permettono di portare al guadino anche trote di fondovalle e carpe di medie dimensioni ( intendo roba dai 2 ai 5 Kg)
e pure in spot pieni di ostacoli in acqua tipo il mio amato Terdoppio ed anche barbi e cavedani di grosse dimensioni ed anche in corrente.

La fisima del filo fine la lascio ai garisti e loro seguaci  ideologici che non ragionano; prova ne è i parecchi barbi che prendo con svariati piercing (ami nel labbro voglio dire) che hanno spaccato il sottile terminale dei soggetti citati in precedenza.




***Possono anche vederlo il filo ma di sicuro non sanno cosa è e a cosa serve e manco associano il filo alla loro cattura visto e considerato che nei tanti No Kill gli stessi pesci vengono catturati diverse volte












8.16.2015

Blog di pesca: Fishing articles of old

Eccovi miei antichi pensieri risalenti ad inizi anni 2000 e scritti in spinning online di Giuseppe Boschetti e Michele Marziani  (http://pescambiente.blogspot.it/2015/04/pesca-col-marziano.html
Che potete anche leggere al link:

Ma senza foto_



---Pesca controcorrente


Quando dico contro corrente non intendo una forma di recupero contro la corrente dell'acqua ma semplicemente dico così per non intitolare il "pezzo giornalistico" malafede. Infatti intendo sfatare incominciando adesso una serie di luoghi comuni determinati anche dalla stampa giornalistica che mi sembrano fatte ad arte per vendere dei prodotti.
Cominciamo con il detto "il pesce vede il filo".
Ma se ho visto prendere cavedani con lo 0.22, barbi con lo 0.40, delle carpe è meglio non parlare su cosa abboccano e lo stesso per i siluri. Inneschi a passata un bel verme e prendo cavedani con il terminale 0.14-0.16. Innesco sullo stesso amo del 18 un bel bigattino e non prendo più niente. 

Quale è la deduzione logica allora: il pesce non vede il filo ma nota la differenza di caduta e di andazzo nella corrente del bigattino innescato rispetto a quelli usati per la pasturazione. Infatti il peso specifico dell'amo rispetto al bigattino è molto maggiore a quello di qualsiasi altra esca e l'attrito dell'acqua su un filo di "alto diametro" fa sì che il pesce ma forse dire il cavedano esclusivamente noti la differenza fra il bigattino innescato e quelli usati per la pastura.
Perciò sarebbe almeno logico quando si dice "il pesce vede il filo" mettere almeno delle virgolette e non fare credere alla gente che usare uno 0.06 in pesche diverse da quella destinata al cavedano in acque chiare sia meglio che usare lo 0.08-0.10.
Perché tanto ormai lo sappiamo tutti che molti pezzi giornalistici sono fatti ad uso e consumo delle case produttrici di materiale da pesca o di grossi magazzini.


---Aipo muovi il c….

Cosa fanno per la gestione delle acque i vari produttori & c. ?
Il 30 Giugno 2001, sono andato per volta a pescare con Giuseppe. Il luogo è stato il lago Ripalta ad Asigliano che vi propongo come itinerario TOP nell' apposita sezione. Un discreto numero di Black Bass aveva abboccato agli artificiali specialmente di Boschetti che è un "principe" di detta specie. Ma cosa c'è ne frega di quello che fate tu e il Boschetti direte voi? Il fatto è che detto lago è rimasto l' unico posto buono nel raggio di parecchie decine di Km! Qualche posto decente resiste e la nostra redazione fa del suo meglio per proporveli ma di posti direi "sicuri" nisba mentre fino a pochi anni fa………..Inoltre essendo anche consigliere e adetto CAGeP (coordinamento Associazioni gestionali Piscatorie) ho ricevuto in settimana delle e-mail da parte di gruppi (Pesca Ambiente di Fossano e Fly della Toscana) in cui mi si chiedeva aiuto od informazioni su come combattere le dighe e i prelievi idrici .La mia mente girava ed il mio spirito era sempre più malinconico al pensiero che più che più formare raggruppamenti di protesta (molti difficili da organizzare) e inoltrare denunce, senza molte possibilità di successo, non si potesse fare.
La pesca è allo sfascio! Inquinamenti vari che hanno raggiunto l' apice negli anni ""70 ma che seppur in modo "episodico" continuano ad esistere, alluvioni disastrose a causa di cementificazioni selvagge
, siluri e cormorani che non sono neanche classificati extra-comunitari con tanto di espulsione presunta e per buon ultimo una vera invasione di richieste per la costruzione di centraline idroelettriche stanno distruggendo quello che resta del patrimonio ittico italiano.
Le associazioni di pesca serie (non ci metto la FIPSAS fra queste) si stanno battendo ma più tanto non riescono a fare anche perché le istituzioni se ne fregano ed i verdi sono solo a caccia di voti e ben si sa che gli uccelli (niente battutine ironiche per favore) tirano di più dei pesci.
Ed allora cosa fare? Io ci ho pensato molto ed un buon vinello mi ha aperto la mente su chi ha più interesse che la pesca continui in maniera almeno decente.
Forse ci voleva poco, forse il messaggio non giungerà a chi di dovere ma
AIPO muovi il c…….
Chi è l' AIPO? Ma i produttori di materiale da pesca. Industriali e commercianti che vivono sulla pesca e che quindi si devono dare da fare per sostenere la stessa. Se la pesca è in declino anche loro sono in declino e quindi in nome di "DIO DENARO" di cui loro sono i più diretti benificiari SI DIANO DA FARE!!!!!!

---L' ora del terrore

Arriva l'autunno ma anche .......

Fino a qualche anno fa l'autunno era il momento che aspettavo con impazienza. Si avvicinavano le piogge autunnali e i pesci ritornavano a muoversi con frenesia alla ricerca delle larve trasportate dalle acque sempre alte . Ogni minimo calo di livello che permetteva di stare in pesca era un momento buono per fare belle catture di cavedani, barbi, lasche, savette, pighi e minutaglia varia. Avevo il mio bel da fare a stare dietro a questo e quel torrente per trovare i posti migliori assieme alla ricerca dei funghi chiodini che a me piacciono come i porcini. Qualche giorno di ferie era già riservato a ottobre fin dall' inizio dell' anno.
Ora invece arriva "
l' ora del terrore"! Le pioggie si abbattono più copiose e in minor tempo che prima; Fiumi e torrenti trasportano masse d' acqua incredibile che travolgono tutto, pesci compresi, incanalate come sono da cementificazioni scellerate e non trovando più casse d' espansione naturali vanno a fare distruzione dove è più labile la protezione delle rive.
Laghetti a pagamento vicini a qualche corso d' acqua vengono spazzati via dalla furia delle acque e qualche pesce del Turbeistan, immesso come attrazione, và ad ingrossare la già lunga schiera di pesci stranieri che popola le nostre acque. 
E si grida alla calamità naturale ricominciando di nuovo a cementificare e a ritornare sugli errori di prima. Ma di errori si tratta o di soldoni?
Da più parti infatti si è segnalato l' inutilità di massicciate da tutte le parti e invece si continua sulla stessa strada. Allora viene da pensare che Verrà fuori anche "massiciata pulita" fra un po'. Guariniello ittico DOVE SEI?
Inoltre a chi danno in appalto sti' lavori; ho visto lame spianate con la ghiaia, l' altro giorno ho sentito che nel Po a Casale con le ruspe

buttavano le piante in acque adirittura! A Cameri vi è una diga di pietre sul Ticino per dare acqua al Naviglio Langosco. Quando il fiume và in piena la diga logicamente crolla, vanno le ruspe a risistemarla e tutti si pensa che mettano le pietre del fiume. NO, la rifanno con ghiaione! Cosi' altri EURO anche per la ghiaia senza contare che essendo di poco peso và a tappare i buchi e le lame del tratto seguente del fiume. A Formigliana sul Cervo hanno fatto delle risaie a 50 mt dal torrente e una bella massicciata a protezione della risaia. Ripeto: A protezione della risaia!!!!!!
E il vero terrore deve ancora incominciare!!!!!!
Le temperature dopo si abbassano, l' acqua torna normale ed ecco apparire LORO, 
I terminator alati.
A migliaia si abbattono sui sopravissuti e ne decimano le file in maniera impietosa ed anzi si pavoneggiano di fronte a esseri dalle due gambe che si credono fautori della verità assoluta in campo ambientale e che comunemente si fanno chiamare verdi. 

Ma il loro vero colore sarebbe il 
grigio come la nebbia che ofusca il loro cervello e fa considerare degli uccelli alloctoni meglio dei pesci.
A Sondrio ai maledetti (non oso neanche nominarli) gli hanno sparato. E dalle altre parti ? Perché gli uffici Pesca-la FIPSAS-le associazioni non si attivano anche loro con una seria campagna contro questo fragello alato che ha dato il colpo finale alla già depauperata fauna ittica del nostro continente?



I canali vanno in asciutta e se non sono gestiti da associazioni chi pensa a salvare i pesci che si sono immessi? Tu, amico pescatore, forse che non sai neanche quando e dove?
TU PAGA E ZITTO!!!!!!
Anche perché sono capaci di fare anche nella tua regione una legge regionale come quella lombarda nuova dove non hanno stabilito subito le misure minime e i periodi di divieto demandandoli a dopo con il risultato che non si sa se attualmente (settembre 2001) valgono quelli di prima o adirittura non ci sono.
E della storia che in una riserva di caccia, anche le acque nella riserva, in periodi di caccia, diventano riserva anche loro che ne dici amico pescatore?
Non la so bene però sembra che ci sia in discussione anche questa!!!


_---Basta con stè trote

BASTA BASTA BASTA BASTA CON STE' TROTE!

Ma possibile che nel mondo delle acque esistono solo trote!

Io personalmente preferisco e di molto prendere prendere un bel barbo o un bel pigo che quattro trote di cui cinque sono di immisione. 
Non capisco sinceramente questo accanimento alla ricerca della trota; alla ricerca della trota autoctona da parte dei "Puristi"; non capisco tutto quello spendere di soldi da parte di associazioni, province, ecc. allo scopo di tentare di salvare ceppi autoctoni di trota. 
MI SEMBRA UNA BATTAGLIA GIA' PERSA IN PARTENZA. 
Io amo prendere tutti i tipi di pesce e faccio distinzione di essi sulla capacità difensiva di una specie rispetto all'altra oppure alla difficoltà di cattura.

Ebbene devo dire che la trota iridea ha notevoli capacità difensive ma il grosso difetto di essere alloctona e secondo me di essere una preda molto molto molto facile da catturare per un pescatore di media esperienza.
Altresì la cugina fario vanta una più difficile abboccata se disturbata (è molto più diffidente sarebbe meglio dire) ma una difesa meno agguerrita. Il preferire l'immissione di una o dell'altra specie dipende attualmente solo dalle leggi e dal costo minore dell'iridea rispetto alla fario visto che ambedue (salvo rari casi) risultano sterili nei soggetti di allevamento.
Il problema stà proprio qua: Sono STERILI al 99% tutte le trote o "cattive madri"  e quindi neanchè quelle che si salvano dalle mattanze post-immissioni non offrono nessun beneficio all' ambiente che loro presenza. E se per caso (non tanto per caso) sono immesse in acque normali fanno più danni che vantaggio.
Ma un barbo, che tira di più, ha l'aria più simpatica, è più economico anche vedendola sotto il punto di vista di una sua più probabile immissione (non è molto buono da mangiare) è forse da buttare via? 

MA PERCHE' ALLORA NON IMMETTIAMO PIU' BARBI O ALMENO PREMIAMO SUGLI ALLEVATORI PER LA LORO RIPRODUZIONE ARTIFICIALE LASCIANDO UN PO' PERDERE QUESTA BENEDETTA TROTA? 
MA POSSIBILE CHE I PESCATORI DEBBANO ESSERE CONSIDERATI TUTTI DEI "PEZZENTI" CHE NON HANNO I SOLDI PER ANDARE A COMPRARE 3 TROTE AL SUPERMERCATO PER MANGIARLE? 

E' appunto questa mentalità che bisogna cambiare

. Perdere qualche socio "avido" per una gestione più consona alle esigenze delle acque. Personalmente alla prossima assemblea APD chiederò di trasformare tutte le Fario in Iridee(Tanto è lo stesso) e con il risparmio immettere barbi-pighi ecc. Mi sembra il primo passo che possà fare come associato anche perché non sarebbe meglio tentare di ripolare i nostri disastrati fiumi con pesci meno pregiati ma di sicura riproduzione, che impegnino di più il pescatore alla loro ricerca, che lo facciano divertire alla loro cattura(tirare fuori un bel barbo è certamente "godurioso come agganciare una iridea e un cavedano bello tira come una fario) e che sicuramente inducano a una loro reintroduzione in acqua più una una "culinaria" trota? Le trote le lasciamo alla montagna e basta.

--Parità di diritti


E ora di pensare seriamente a piani di reintroduzione di TUTTI i pesci !

Ieri sono andato prima sul naviglio di Ivrea, poi sul Sesia ad Oldenico e infine sul Rovasenda a Villarboit, alla ricerca di arborelline per la pesca con il vivo.
Ritengo che almeno a passata peschi decentemente (adesso mi porto dietro pure gli occhialie faccio montaturine da 10-12 pallini per mezzo grammo ) ed allora come mai non ho visto neanchè un arborella? In questo periodo pochi anni fa le arborelle ti becchettavamo sul mais adirittura!

E NOI PENSIAMO ALLE TROTE?
Ho preso 2 cavedani medi (reimessi) nel Rovasenda ma manco un vaironcello, un gobione, un barbetto (quello finiva nel mio acquario ) E noi pensiamo alle trote?
Nel Sesia l' acqua era limpida; Ho visto 4 grosse carpe di un 5-6 kg. ma manco un vaironcello, un cavedanello ecc E NOI PENSIAMO ALLA TROTA?
E ora di pensare seriamente a piani di reintroduzione di TUTTI i pesci che stanno subendo gravi regressi e non solo pensare alla Trota a cui anch'io ambisco ma come normale preda e non in una visione "soave" di essa.
Il pescatore deve capire che non esiste solo la Trota come preda seria da reimmettere e pensare ad equilibrare un ambiente perduto. Perché và da sé che è inutile salvaguardare la Marmorata se poi essa non trova il cibo preferito (i piccoli vaironi). Cosa mangia stà poveretta poi?
Basta con le aperture dove si immettono tonnellate di Trote Sterili che dopo 4 giorni sono già state tutte prese. Ed ai lucci non pensiamo? Qua tanto è lo stesso pensarci o no dato che anche se fosse non troverebbero più cavedanelli da mangiare.
BASTA BASTA BASTA CON STE' TROTE!!!!! NOI CAVEDANI associati CON I BARBI, le TINCHE (le carpe sono quasi al livello delle Trote), I PIGHI
, LE SAVETTE, I GOBIONI, LE ARBORELLE e i VAIRONI uniti in regolare associazione detta "i dimenticati" alleati della spett. ass "i dimenticati pregiati" che è formata da LUCCI, CARPIONI, AGONI,BOTTATRICI, STORIONI, CHEPPIE

CHIEDIAMO

PARITA' DI DIRITTI
















8.10.2015

Pescare nel Cervo a Formigliana


Dopo oltre 3 anni decido ad inizio agosto di tornare a pescare sul torrente Cervo avendo avuto notizie di un discreto numero di catture di cavedani e barbi oltre delle solite carpe e ancora, purtroppo, di siluri anche fino ai 20 Kg.

Cosi' decido di andarci agli inizi di agosto in un Week End di caldo allo stato puro. La mattina del sabato sono sul posto già alle 6 e alla domenica , visto il pomeriggio nuvoloso (ma molto afoso), ci torno un paio di ore e passa. A Formigliana la lama è veramente imponente; Lunga un km almeno e larga sui 40 metri con profondità anche superiore ai 5 metri in alcuni punti e sbarrata da una diga per far fuoriuscire una roggia.
Le postazioni non sono molte dalla parte orografica destra cioè quella massificata molto tempo fa e ricoperta da canne; Una dopo 300 metri e le altre  3 o 4 quasi a fondo lama. Dopo la diga vi è una lama non molto ampia e profonda ma comunque pescabile e poi la ex celeberima “Lama dei purcot" cioè lama dei Porcelli. In alcune occasioni un paio di rogge ne sporcano l’acqua rendendola più o meno torbida e parecchie volte a monte di Formigliana uno scaricatore del Canale Cavour pensa bene di renderla di colore indefinibile. In altri giorni invece si ha sensazione di un torrente poco inquinato: Un rebus!!!! I pesci ci sono ancora però; Carpe e barbi parecchi con esemplari di mole, in diminuzione i cavedani anche anche se ancora presenti con qualche grosso soggetto
, siluri presenti ma non molto radicati con catture fino a 15-20 kg , qualche luccio si vocifera e ho notato una discreta presenza di minutaglia, specie a vale dellla diga, con la GRANDISSIMA cattura di una pseudorasbora a ledgering.
Psedorasbora*
 Incontro anche un mio ex conoscente  di Vigliano e gli volevo filmare  la cattura di una carpa sorella di quella presa da me poco prima a valle ma la macchina foto era scarica.. Un principiante che non riconosce manco tutti i pesci , che non sa le leggi e colla mentalità da vecchio visto che aveva già preso 3 bei cavedani 2 gg prima e li aveva tenuti portandoli in negozio per sapere che cosa erano.... .(quelli della foto precedente) Ho dovuto avvertirlo che vi è un limite massimo di giornaliero ….Comunque un gran “Fortunello” a pesca!!!
In questi spot finali siamo nel regno della pesca a fondo che si attua usando attrezzature da ledgering; Sia col feeder con corrente, sia Method con acqua ferma o quasi come in questo week end od agendo con montature tradizionali che prevedano piombo piatto, piccolo gommino di gomma salvanodo, girella e finale e lancio di pastura vicino all' esca che in periodi caldi è il mais (Che però riduce le catture a carpe e cavedani e quindi consiglio di mettere una canna a method con mais ed una altra sempre con method e pastura ma innescando vermi medio/grossi che possono attirare siluri ed anche barbi). Volendo ci si può cimentare anche alla passata ma non conviene nella lama principale a meno che l' acqua sia un po' abbondante; Condizioni che in quel week end non vi erano stante la perdurante siccità dei mesi di luglio e agosto del 2015. A valle della diga però è possibile.

Se vogliamo insidiare solo le carpe è consigliabile usare il Method in entrambe le canne pressando pastura idonea dove avremo inserito dei chicchi di mais sminuzzati e magari del pellet.
Alcune fiondate dello stesso ,ma intero, nella zona dove lanciamo l’esca aiuterà i ciprinidi a mantenersi in zona. Filo dello 0.30 in bobina del potente mulinello e finali dello 0.25 sono sufficienti per salpare le prede a meno che si incroci nel grosso siluro; Ami dorati del N 8 per rendere l’esca (il mais) più mimetica ma ciò vuol dire essere super raffinati che non è nel mio stile dato che ho appurato che il fare i troppo tecnologici e raffinati serve ad un tubo in molte tecniche. I barbi europei si sono aggiunti ai nostrani e in questa pesca useremo pasturatori classici da 50 a 120 gr , a seconda della corrente, ben riempiti di bigattini.
Se si svuotassero troppo in fretta una o due foglie di qualche pianticella messa all’ interno degli stessi fanno si che la fuoriuscita delle larve sia più lenta. Lanciamo sempre nello stesso punto e spesso; qua non vi è nessuna limitazione per i “cagnotti”! I fili saranno un po’ ridimensionati rispetto al Method ma sarà meglio non scendere sotto lo 0.20 come finale ed avere sempre il guadino a portata di mano. Nelle ore serali si ricerchi qualche siluro a usando grossi vermoni avendo la consistente possibilità di allamare anche altri pesci . Questi sono ben disponibili anche verso il calamaro , quelli decongelati sono ottimi, innescati su grossi ami ma è una pesca di selezione e taglia fuori le grosse carpe (anche Over 10) presenti.
Cattura di sabato mattina


Mi torna alla mente un episodio di qualche anno fa che merita di essere raccontato a dimostrazione della imprevedibilità della pesca. Appena a valle della diga padre e figlio pescavano a passata con fili abbastanza robusti per la tecnica.

Il padre aggancia e porta al guadino una marmorata sui 2 kg certamente finita nel torrente dal canale Cavour attraverso lo scaricatore a monte. Il
figlio dice di insidiare i barbi ed infatti ha una montatura raggruppata verso il basso. Non li prende e decide di provare per i cavedani; Smonta la lenza e cambia tutto adottando fili, ami e disposizione dei piombi più adatti al furbo ciprinide. Qualche sfiondata di bigattini e via. Indovinate cosa prende quasi subito.......

Lo spinning è da fare specie in autunno e inverno verso qualche luccio usando grossi rotanti o minnows ma non illudiamoci molto anche se alle stesse esche posso darci i siluri. Negli ultimi anni, specie da Quinto a valle, nel periodo freddo escono dei grossi cavedani fino a un paio di kg che assalgono minnows di 5-7 ed anche oltre cm, ma dovremmo utilizzare attrezzature più leggere.


Comunque il sabato mattina ho voluto provare un 90 minuti nella lama stretta dopo la diga ma sia a ledgering, sia a passata ho preso solo roba piccola;
La cosa in se stessa è non piacevole al momento ma riflettendoci bene è una fortuna dato che negli ultimi anni (a parte i barbi) di minutaglia se ne prendeva molto raramente in qualsiasi altra acqua.




Come arrivare



Si consiglia di uscire al casello di Carisio della Torino Milano e svoltare a destra. Dopo un 1 km si sarà al Crocicchio andremo a destra verso Vercelli. Alla rotonda di Formigliana girare a sinistra e circa 300 metri prima del ponte (al limite tornate indietro) svoltate a destra per una strada che sembra asfaltata ma che diventa subito un buon sterrato e costeggia il Cervo fino alla diga. Dopo si può ancora proseguire un po’ e girando a sinistra si arriva sotto la cascata quasi in auto. Se non si gira un sentiero in mezzo ad alti arbusti si arriva alla lama dei porcelli (detta cosi’ perché dall’ altra sponda vi era un allevamento di suini. Se si volesse andare alla lama dei porcelli dalla sponda opposta passare il Cervo e subito dopo girare a destra per una strada asfaltata fino a dopo l’ allevamento (in disuso) e poi prendere a destra la prima sterrata e si è subito giunti in loco. Però vi è una sola postazione e non molto comoda ma generalmente pescabile a passata col galleggiante.


Licenza: Basta la governativa
Ufficio Caccia e pesca Vercelli al link
http://www.provincia.vercelli.it/index.php?show=detail&ID=861

consultare anche


http://www.provincia.vercelli.it/index.php?show=page&ID=45

http://www.provincia.vercelli.it/index.php?show=detail&ID=2982

http://www.provincia.vercelli.it/index.php?show=detail&ID=630

Per le zone No Kill

http://www.provincia.vercelli.it/index.php?show=detail&ID=2499











Negozi di Pesca: Vicino allo spot nessuno e bisogna recarsi fino a Vercelli dal fornito Luciano Pesca
a Vercelli (VC) - Strada Casale, 42 Tel 0161 212214
E' situato a pochi metri dal Sesia questo negozio è meta dei garisti al colpo della zona e offre anche ampia gamma di articoli per fondo, spinning e quanto altro. Aperto la domenica mattina.

Ristorazione:


In località Crocicchio a 1 km dal casello di Carisio Troviamo Ovidio con specialità lumache e rane e e altri 2 ristoranti e bar di cui uno proprio sulla rotonda.

Per  solo un panino e bevande vi è un bar in un largo spiazzo sulla circonvalazione di Formigliana dove è situato anche un negozio di tabacchi e giornali.

A Vercelli acquistare i biscotti Bicciolani che sono i speziati a base di cannella, cardamomo, coriandolo, garofano, pepe bianco e pepe nero. Naturalmente anche il riso. Piatti tipici sono quelli a base di riso fra cui spicca la “Panissa” con lardo, salame sottograsso, vino Barbera, fagioli e parmigiano. Tipico ma in disuso era il brodo di rane. Nel rione Cappuccini a settembre si effettua la sagra della rana. http://www.rionecappuccini.vc.it/la%20Rana.htm

Ufficio Caccia e Pesca Vercelli Via XX Settembre 45 Tel 0161/590431 http://www.provincia.biella.it/on-line/Home/Sezioni/Cacciaepesca.html

Vercelli ha vocazione agricola specie nella coltivazione del riso. La chiesa di Santa Andrea vicino alla stagione è uno dei migliori esempi di arte gotica dell’ Italia. Da vedere anche il duomo, la Basilica e il salone duecentesco in via Ferraris. Resta dopo Torino la città più piacevole da girare in centro.






8.06.2015

Pesca al lago di Cavedine (TN)

Lo scarso sfruttamento turistico ha conservato le caratteristiche di naturalità originarie di questa frazione, che si distingue per il silenzio e la serenità dei luoghi.Il lago di Cavedine è citato nel racconto "Senso" di Camillo Boito. Il Lago di Cavedine. Formato da uno spumeggiante torrente Rimone(io lo chiamerei canale)
, si trova a 28 km da Trento e a 24 da Riva del Garda, all’altitudine di 241 metri, è lungo 2,5 km, largo 0,6 km, profondità massima m. 24, ha una superficie di oltre 1 kmq ed una circonferenza di km. 6.  Bello per tanti motivi. Incastonato in una sorta di dolce valletta naturale, chiusa a sud da una collinetta, con lo sfondo a nord della Paganella e ad ovest degli strapiombi della Valle del Sarca. Lo si può “circumnavigare a piedi” percorrendo il bordo di una strada poco frequentata dalle auto, ad est; per un sentiero boscoso, ad ovest. Ottimo punto di partenza per escursioni a piedi nelle marocche, le pietrose “ruine” dantesche che conservano ancor oggi impronte di dinosauri, vero e proprio paesaggio lunare di rarissima bellezza.

SUPERFICIE  1,1 kmq
LUNGHEZZA 600 m.
QUOTA S.L.M. 240 m.
PROF. MAX. 60 m.
BACINO IDROGRAFICO del Fiume Sarca
Tipi di pesce più presente
COREGONI
TROTE/ PERSICI
BOTTATRICI
LUCCI
MINUTAGLIA assortita
La formazione del lago di Cavedine risale al 1° sec. d.C. , quando un’ imponente frana staccatasi dai monti Brento e Casale sconvolse la piana del Sarca, portando alla formazione anche di altri bacini lacustri minori.
Immerso in un aspro paesaggio e circondato dai massi della frana (“Marocche”) , il lago si posiziona in un area poco frequentata dal turismo di massa e lontana dal traffico urbano.
Il lago è a Nord di Riva del garda e facilmente raggiungibile da due diramazione della Strada Statale 45 bis; una nei pressi dell’abitato di Pietramurata, e l’altra nei pressi di Dro.

Immissario del lago è il fiume canale Rimone, emissario del lago di Toblino; In effetti il lago di Toblino ha acqua del vicinissimo lago di Massenza che è acqua che arriva da altri 2 laghi più a nord  e cioè del lago di Molveno e del lago di Ponte Pià. Questo ultimo  lago fu creato nel 1956 sbarrando la stretta forra in cui scorre il fiume Sarca vicino a Ponte Pià.  In seguito dal lago di Cavedine l' acqua esce e và a finire nel lago di Garda attraverso conduttore sotteranee.
La specie ittica più presente nel lago è senza dubbio il lavarello o coregone, con taglie spesso superiori al chilo e mezzo di peso, ma si hanno notizie di catture che sfioravano i quattro chilogrammi (??? di questa affermazione appresa da un sito ho dei forti dubbi***) . Il coregone viene pescato: dalla riva con le tradizionali canne “in verticale” usando come esca normalmente tre “moschette” di vari colori, e dalla barca con il galleggiante(a passata) con esca le camole del miele o i lombrichi. Il periodo in cui si ottengono le catture più numerose è tra aprile – maggio e settembre.

Oltre al coregone sono presenti la trota Fario, il pesce Persico (reale), lucci, cavedani, carpe, e tinche. Ultimamente in questi anni è apparsa la bottatrice introdotta abusivamente da qualcuno, che oltre a commettere un illegalità non ha pensato che questo pesce si ciba di macroinvertebrati mettendo in discussione l’equilibrio del lago.

In sostanza un ottimo lago per lo spinning, col Mort Manieè e col vivo ma solo quello  autoctono  e discreto per la pesca col galleggiante, meglio se scorrevole, e a fondo magari facendo ledgering col Method. Per la pesca al luccio a spinning leggere il link:
http://pescambiente.blogspot.it/2012/10/artificiali-da-luccio.html






Nel 2015 è stato preso un luccio di 10 kg che vedete nella foto sotto e potete verificare  in internet al link:

http://www.valledeilaghi.it/jcms/201505136203/articoli-di-valle/pesca-da-record-lago-di-cavedine.htm


Info: Famiglia cooperativa lago Valle di Cavedine
 Via Don Negri  N 24
38073 Cavedine
Tel: 0461/568517

Regolamento 2015 vedibile al link 

http://www.valledeilaghi.it/jcms/200904081384.htm

che dice:

 Nella Valle dei Laghi, ovviamente, molti gli iscritti alle diverse associazioni di pesca, anche se la maggiore società (e concessionaria delle acque fluviali e lacuali della zona), è la storica «Società Pescatori Basso Sarca», con sede al Lago Bagatol nel comune di Dro. Società fondata nei primi anni ’50, ora presieduta Stefano Trenti che coordinata l’attività di ben 734 soci (tra le quali ben 30 signore). Gli specchi lacuali di competenza sono S.Massenza, Toblino, Lagolo, Cavedine e Tenno. A questi possono accedere i residenti dei sei comuni della Valle dei Laghi (Terlago, Vezzano, Padergnone, Calavino, Lasino, Cavedine), e quelli dei comuni di Drena, Dro, Arco, Riva del Garda e Tenno. La pesca è consentita dal 1° gennaio al 30 settembre (tranne il giovedì), e un eventuale permesso di pesca per gli “esterni” costa 14 euro al dì. Il costo annuale di permesso alla pesca, per i residenti degli undici comuni citati è di 95 euro, mentre è di 120 euro per gli extra-comunali. Il Lago di Cavedine è senz’altro il miglior per pescare, vista la grande quantità e varietà a disposizione (lavarello, persico, cavedano, trota, luccio, barbo, carpe, alborella, bottatrice, temolo). Per ogni giorno di pesca, con un massimo di due canne a disposizione per pescatore, si possono catturare sino a cinque esemplari (quattro se coregoni, tre se lucci, due se tomoli). L’esca consentita è quella con camole finte, con la tecnica dell’amo al fondo oppure su galleggiante. In un anno, un singolo pescatore, non può catturare più di 200 esemplari di salmoidi, rigorosamente segnati sull’apposito libretto-permesso di pesca. Pressoché quotidiani i controlli dei guardiapesca o degli agenti forestali, per rispettare le norme di pesca e per un giusto equilibrio ittico-naturale.






Bar Pizzeria Windsurf, via lungo Lago, 25 Tel. 0461/568340
Sarche, Hotel Ideal, via Caffaro, 41 Tel. 0461/564131
Bar Parete Zebrata, Gaggiolo, 4 – Tel. 0464/507146.
Hotel Stella Alpina – Lago di Tenno – tel. 0464/502121
Hotel Bella Speranza, Ville del Monte – tel. 0464/502120
Mangiare e dormire essendo la zona vicina al lago di Garda non vi è problema per ciò con sistemazioni e ristoranti adatti a tutte le tasche.

*** Da Wikypedia “Il coregone Laverello può raggiungere i 70 cm di lunghezza, ma la taglia più comune è di 30-40 cm.



Lanca del fiume Sesia in comune di Prarolo

Una lanca è un meandro fluviale abbandonato per la diversione dell'alveo principale. Le cui acque sono stagnanti. Le lanche sono pre...