2.02.2013

Trota lago

Ad onor del vero eravamo un po’ indecisi se scrivere questo articolo o no e come farlo. Non si trattava certo di “filosofia” cioè che una parte dei pescatori non intende la pesca in laghetto come vera pesca; la perplessità era rivolta se trattare questa tipologia di spot nella sua interezza oppure no; farlo voleva dire trattare tutte le stagioni e anche tutti i pesci presenti generalmente in queste ex cave (generalmente infatti i laghetti erano cave di estrazione inerti) che non sono solo trote (quasi tutte iridee con qualche fario) ma anche carpe ,lucci, talvolta anche Striped Bass, detto Persico Spigola, e in special modo storioni negli ultimi anni.



Abbiamo deciso di farlo riguardo alle trote invernali perché è consuetudine che proprio nel periodo freddo molti pescatori non sapendo più cosa pescare nelle acque “libere” si diano alla frequentazione di tali spot e si uniscano agli abituè. E’ una mentalità sbagliata dato che gli esemplari migliori come taglia, anche di ciprinidi, si catturino col freddo. Pochi ma grossi…..
Ma le cose stanno cosi e quindi dedichiamoci alle nostre trote “pollo” come vengono definite tante volte le iridee. Trote pollo?
In effetti ci sono delle volte che esse si comportano come dei polli a cui appena si dà del mangime lo beccano; Ma questo avviene (ma non sempre) per le iridee immesse in torrente o canale. In laghetto la situazione si fa più complicata; specialmente per le “vecchie” cioè quelle immesse da un po’ di tempo e che hanno visto scorrere davanti ai loro occhi centinaia di esche e magari sono state allamate e perse una o più volte.

Andare a pesca in un laghetto e pensare di fare strage e una pia illusione che è riservata ai garisti più smaliziati. Tante volte anche loro hanno il loro bel tribulare; Abbiam visto una signora, nota garista del varesotto, chiamata a fare un servizio televisivo non riuscire a prendere un pesce colla abituale tecnica a striscio; Passata a pescare con galleggiante e uova di salmone come esca qualche trota l’ ha salpata ma molte di esse agivano come cavedani e sputavano quasi immediatamente. Boh!
Bisogna anche tener conto che il gestore ci deve guadagnare………
Bisogna calcolare che gli esemplari allamati e persi più volte si fanno furbi anche loro. Al di là di questo delle volte si possono ottenere un buon numero di catture con un po’ di fortuna ed abilità.
Vi sono diverse tipologie di laghetto a cominciare dalle dimensioni e profondità ed è quasi essenziale sapere dove abitualmente stazionino le trote. Comunque in inverno con giornate soleggiate e temperatura ancora decente hanno la tendenza a stare a galla e vicino alla riva incominciando i preliminari di quella riproduzione che non avverrà mai dato che è ben noto che nelle nostre acque le iridee non riescono a farla. E’ facile vedere che si rincorrono alla ricerca del partner.



Con temperature molto rigide, ghiaccio sulle rive , giornate nebbiose o nuvolose i pesci si portano sul fondo e nelle anse più riparate dal vento…ovviamente se c’è. Questo perché a 4° l’ acqua va sul fondo ed è ben difficile che alle altre profondità ci sia acqua più calda di quella. Ovvio che ci sono tante situazioni intermedie e variabili.
Prima di passare all’ attrezzatura vera e propria è bene evidenziare che stiamo parlando di pesca a basse temperature ed è quindi bene premunirsi di vestiario adeguato con scarponcini e calze pesanti ed avere gli appositi guanti tagliati per quanto riguarda l ‘indice e il pollice cioè le dita che maneggiano amo ed esca.

La canna da trota lago classica è quella adatta allo striscio e deve essere molto flessibile per fare in modo che ad ogni piccolo movimento l’ esca si muova. La lunghezza è attorno ai 4 metri; Qualcosa di meno per pesca “leggera, qualcosa di più per pesca “Pesante”. I garisti ne hanno decine e i dilettanti almeno 3.
Un principiante è meglio che si affidi ad un buon negoziante spiegando le sue esigenze anche di portafoglio. Ideale sarebbe avere un buon maestro seno bisogna “rubare” le malizie sul posto di pesca .Per i mulinelli consigliamo di non lesinare sul prezzo dato che l’ attrezzo nella pesca a striscio lavora molto e deve avere una buona meccanica. Rapporto di recupero almeno di 5:1 cioè 5 giri della bobina ogni giro di manovella.
Filo in bobina: Dallo 0.18 allo 0.22 da cambiare di frequente oppure…..perché non usare trecciati di piccolo diametro? Oramai nei laghetti è consuetudine immettere grosse trote anche fino a 5 kg e oltre e un trecciatino , specie se si pesca statici a fondo, è l’ ideale; I lanci saranno meno lunghi ma ci permettono finali di maggiori dimensioni e poi chi lo dice che bisogna sempre lanciare il più lontano possibile? Il terminale sarà di qualche decimo inferiore alla lenza madre e lungo 1-2 metri a seconda della situazione.



Ma cosa è questo striscio?
Lo striscio è una tecnica di pesca che vuole agire sul naturale istinto predatorio della trota. Nell'azione di pesca è paragonabile un po’ allo spinning e quindi si tratta di lanciare e recuperare ed anche “agitare” l’esca con la canna . Per attuare lo striscio si usa molto come piombo un accessorio di forma ovale più o meno allungata e con una lunga astina, di legno o plastica, detta Bombarda. La scelta della Bombarda giusta è determinante per l’ esito della pescata. Ogni singolo pezzo ha una sigla col peso (Gr) e colla “galleggiabilità” (G); Cioè una Bombarda “Gr 20 G 3” vuol dire che pesa sulla bilancia 20 grammi ma che in acqua la sua azione è come quella di un piombo di 3 grammi.
A complicare la scelta del principiante vi sono 3 “assetti”:
-Di punta: Avremo una bombarda “aggressiva” che sarà ideale per pesci in caccia. Quando è recuperata scende e risale diagonalmente a seconda dei movimenti che imprimeremo alla canna. Se si avverte l’ abboccata bisogna cercare di tenere il filo in tensione per evitare che essa trascini l’esca lontano dal pesce. Cessando il recupero scende di punta diagonalmente.

-Di coda : Col recupero lineare viaggerà piatta ma può venire deviata dalla linea retta di navigazione con movimenti della canna e variazioni di velocità. Anche qua mai mollare la bombarda se si avverte una tocca. Se rilasciata scende ovviamente dalla parte dell’ astina.

-Lineare; La bombarda avanza in maniera lineare. Se rilasciata scende piatta e lentamente.
Ma vi sono delle piombature vere e proprie costituite da catenelle di Styl: Le più usate sono quella dette “raggruppate” e “aperta”. La seconda è lunga 30-50 cm , con styl distaccati, per un peso variabile dai 2 ai 3 grammi circa. La prima invece vede gli styl raggruppati e pesa un paio di grammi in più.

Piombi in un unico blocco sono: Gli Slim, Superslim,Short.
L’ ultimo è tozzo ed è il massimo per pescare vicino al fondo o a galla con trote aggressive e molto veloci, il primo è allungato per pesca in superficie o a mezz’acqua ed infine per pesca a galla e trote svogliate e poco aggressive troviamo il Superslim di forma molto allungata.



Troviamo anche i “vetrini” che hanno le stesse azioni dei piombi sovracitati ma sono fatti di vetro appunto e che in acqua pesano il 40% in meno che in acqua e che quindi permettono lanci più lunghi.

L’esca in tutti i casi deve girare e la maggior parte delle volte si usano 2 camole; Una innescata per tutto il corpo e l’ altra solo per metà. Si può innescare anche solo una camola, le camole finte color naturale o colorate o il tronco di verme. Un ottimo innesco lo si può vedere nel seguente filmato:

http://www.youtube.com/watch?v=mzqVjh75eJE
Queste sono le tecniche più usate ma nulla vieta di fare una statica pesca a fondo oppure di usare il galleggiante. Questo ultimo meglio di forma allungata tipo la classica “penna di pavone” e se la profondità del lago lo richiede anche scorrevole. Con il galleggiante potremo sondare le varie profondità e mantenere l’ esca a quella che avremo più abboccate. Il “tappo” andrà zavorrato quasi del tutto con una torpille ;Generalmente si lancia lungo e si procede ad una serie di recuperi più o meno veloci e momenti statici.

Altri video sono facilmente vedibili andando su You Tube e immettendo parole chiave.

H2O (acqua) con Giorgio Cavatorti

Sono con Giorgio Cavatorti nato nel 1967 a   in provincia di Reggio Emilia              e residente a  Montecchio Emilia  (potremmo a...