3.28.2012

Laghi Fipsas a Novara

Da molto tempo esistevano 3 laghetti vicino alla Cascina Obbiadino nei pressi di Novara gestiti dalla locale sezione della FIPSAS. Con la costruzione della LAV o TAV, come la si voglia chiamare, furono ostruiti e col rimborso avuto qualche anno fa fù costruito un impianto sempre in quella zona, i laghi sono sempre 3, più moderno e funzionale. Tutto recintato e con vasche di stabulazione del pesce.



L’utilizzo degli impianti è consentito solo alle Società Affiliate e ai Tesserati FIPSAS. L’esercizio della pesca è consentito solo ai pescatori tesserati FIPSAS,anche se non in possesso della Licenza di Pesca in Acque Interne, muniti degli specifici PERMESSI DI PESCA GIORNALIERI comprabili in loco, nei FIPSAS Point e negli esercizi convenzionati. Gli accompagnatori potranno accedere agli impianti federali previo pagamento di tessera FIPSAS di € 5.00 la quale non ne consentirà la pesca.

Lago Fario:

Il lago è popolato da Carpe di diversa taglia. Il costo del PERMESSO GIORNALIERO è fissato in € 4,00 per contributo alla manutenzione e al ripopolamento.
E’ consentita la pesca con una sola canna armata di un solo amo. È ammesso detenere canne di scorta; si possono utilizzare complessivamente, sia come pastura che come esca, un massimo di 2 Kg di bigattini e di 3 scatole di mais. E' tassativamente vietato l'uso di sfarinati e pellet. Usare ami senza ardiglione; è vietato usare la nassa se non in gara, per trattenere le breme munirsi di una seconda nassa oppure liberarle subito.



Lago dello Storione:



Chissa perché non hanno chiamato questo Fario visto che il lago ospita salmonidi e viene ripopolato periodicamente con trote di taglia superiore a 250 grammi.
Il costo del PERMESSO GIORNALIERO, che da diritto alla cattura di 6 capi, è fissato in € 10,00 per il 2012. E’possibile effettuare la pesca a mosca NO KILL con PERMESSO GIORNALIERO DI €.5.00.
E’ possibile acquistare ed utilizzare nello stesso giorno più di un permesso giornaliero, purché dopo la cattura della sesta trota (salve diverse disposizioni) si sospenda la pesca e ci si presenti al personale addetto per il ritiro di un altro permesso. Obbligatorio, terminata la pesca, annotare negli appositi spazi del permesso il numero delle catture effettuate firmando su entrambi i lati i tagliandi, uno dei quali verrà consegnato all’uscita mentre il secondo dovrà essere conservato dal pescatore per il trasporto del pescato (ne certifica la provenienza, anche in periodo di divieto).




Lago NO KILL:


Il lago è popolato in particolare da Carpe di diversa taglia, ciprinidi, percidi, esocidi. L’azione di pesca può essere praticata con la tecnica del carp fishing.
Il costo del PERMESSO DI PESCA GIORNALIERO per il carp fishing è fissato in € 8,00 per 24 ore di pesca, in € 15,00 per 48 ore di pesca ed in € 20,00 per 72 ore di pesca, versati anticipatamente per contributo alla manutenzione e al ripopolamento. Ai praticanti il carp fishing che acquistano almeno due permessi di pesca giornalieri da 24 ore, verrà assegnata una piazzola ove sarà possibile montare una tenda ed esercitare l’azione di pesca.
Le piazzole devono essere prenotate presso il Sig. Tecchio Marco al numero di cellulare 393 9916581 dalle ore 17.00.alle ore 20.00 tutti i giorni.
I Laghi si trovano in comune di San Pietro Mosezzo- Strada comunale per Nibbia, nella zona industriale. Uscite autostradali consigliate sulla Torino-Milano di Novara Ovest o Biandrate.




Negozio di Pesca: Punto Pesca a Novara Fraz. Lumellogno Via dei Muratori 84


ORARIO INVERNALE


DALL’ULTIMA DOMENICA DI OTTOBRE ALL’ULTIMA
DOMENICA DI MARZO
APERTURA MATTINO ORE 07.30
CHIUSURA ORE 17.00

ORARIO ESTIVO

DALL’ULTIMA DOMENICA DI MARZO ALL’ULTIMA DOMENICA DI OTTOBRE
APERTURA MATTINO ORE 07.30
CHIUSURA ORE 19.00
CHIUSI IL MERCOLEDI’


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Contatti: Contatti segreteria F.I.P.S.A.S.


Tel/Fax 0321-391281
Cascina Posta
San Pietro Mosezzo
Novara
28060
Italia

Email: Accedendo al sito vi è un modulo
Aggiornarsi in
http://www.fipsas.novara.it/



3.24.2012

La roggia Mora

Detto corso diparte dal fiume Sesia nel comune di Prato Sesia. La sua origine è molto antica: il primo tratto, denominato roggia nuova , fu realizzato dal comune di Novara attorno al 1100 per sfruttare a scopo irriguo le acque del fiume Sesia . La denominazione “Mora” venne data nel XV secolo quando Federico il Moro la prolungo fino a Vigevano. Personalmente la vedo come distinti tratti, dato che essa si immette nel torrente Agogna dopo oltre 30 km e ne esce dopo qualche km in sponda opposta. E’ ben evidente che l’ acqua è diversa.



La portata media è di 12 mcubisec. E per la pesca vi è da dire che difficilmente và in asciutta. Il suo corso fino all’ Agogna è abbastanza sinuoso e quasi naturale eccetto dei tratti in Romagnano e a monte di San Bernardino. Possiamo dire che la corrente è abbastanza sostenuta almeno fino alla passerella Merlini, diminuisce oltre e si calma abbastanza prima dell’ ingresso nel torrente.



Divieto di pesca in Romagnano da Centrale a Passoni. Era considerata acqua da salmonidi da cascina Castellazzo all’ Agogna con 2 tratti No kill. Attualmente però  è tutta acqua da salmonidi anche se non se ne capisce il perché.
Essa è gestita dalla FIPSAS Novara/CAGeP (Fishing Tour) e il Regolamento e disposizioni varie le potete vedere al sito www.apd.no.it. Nel 2012 verrà ripopolata con 1360 kg di trote; presenti anche cavedani, barbi e carpe specie nel tratto finale.http://www.provincia.novara.it/Pesca/Progetti/ProgettoTemolo.pdf


In atto anche un progetto Temolo che potete vedere al link:http://www.provincia.novara.it/Pesca/Progetti/ProgettoTemolo.pdf



Secondo lo scrivente il tratto iniziale appena uscito dal Sesia è pescabile al tocco e a spinning con qualche possibilità per i più esperti anche di fare la passata. Il tratto da Ghemme alla passerella Merlini la pesca al tocco è la più indicata con pesanti pallettoni e a seguire un difficile ma attuabile spinning.
Oltre questo tratto si pesca a spinning e a mosca avendo cura di avere stivali a coscia lunga o meglio Wader e stando attenti che in sponda orografica sinistra vi è un fondo chiuso con divieto di accesso.. Oltre il tratto prima citato a vocazione temolo e fino all’ Agogna sono attuabili tutte le tecniche a seconda del pezzo specifico. A Ghemme dà spettacolo...



Negozio di pesca a Prato Sesia in Via Matteotti N 26 (la via principale) ;
tel: 0163 850200 
fax: 0163 850200 
email: info@armeriagioria.com
oppure vedere al sito:http://www.gam-snc.it/

Permessi: Licenza e versamento o integrazione alla FIPSAS NO/CAGeP con possibilità di buoni giornalieri. I luoghi dove potete reperirli sono segnati nel sito prima indicato.


Mangiare e dormire: la zona è a vocazione turistica e non vi sono problemi. Da segnalare che il circondario di Ghemme è famoso per i suoi vini e proprio nel paese ha sede una notissima fabbrica con spaccio di grappa e l’ acetifico Ponti. Specialità: Tapulon di asino….ma pretendetelo spezzettato e non macinato dato che “tabulato” vuol dire spezzettato fine.

3.19.2012

Costruire le nasse per le seppie

Siamo ormai nel periodo buono per calare le nasse, cioè quello in cui le seppie si avvicinano alla costa e cercano supporti adatti dove deporre le loro uova.

Ovviamente in commercio si trovano nasse di tutti i tipi e per tutte le tasche, ma la loro auto costruzione è semplice e da al tutto un sapore più “rustico”, che non guasta mai...

Per costruire una nassa economica, ma soprattutto catturante, bastano 3-4 cassette in plastica per la frutta, di quelle profonde circa 40/50 cm, fascette da elettricista in abbondanza e della rete per fare il cono, o in alternativa, se non vogliamo o non siamo in grado di cucire la rete, del filo di ferro molto robusto da rivestire poi con la rete, dopo ovviamente avergli dato la forma conica tipica dell'imbocco di una nassa.

Le operazioni da fare sono molto semplici. Prese le nostre cassette, poniamo 4, taglieremo a 3 il fondo e le impileremo una sull'altra, lasciando ovviamente per ultima quella ancora integra (queste cassette hanno il pregio di incastrarsi perfettamente una sull'altra), fissando poi il tutto con le fascette da elettricista. A questo punto dovremo costruire il cono.
Se optiamo per cucirlo, senza quindi un supporto rigido, partiremo creando un cilindro che allargheremo all'entrata della nassa in modo che la ricopra totalmente. Daremo poi la tipica forma conica coi dei piccoli spezzoni di cordino che saranno legati all'estremità del cono che si trova all'interno e che andranno a loro volta legati sul fondo della stessa.
In merito alla lunghezza e alla larghezza dell'imboccatura ognuno ha le sue teorie e le sue preferenze. Io li faccio quasi sempre lunghi circa la metà della nassa, quindi 60-70 cm, con l'apertura più stretta larga quanto il nostro pugno.
Se invece vogliamo fare un supporto rigido, dovremo prima procedere modellando quello, per poi rivestirlo di rete (potremo fissare la rete alla struttura con del cordino oppure con delle fascette da elettricista) e poi posizionarlo come un “coperchio” all'entrata della nassa.


E' ovviamente utile fissare bene il cono sia all'entrata della nassa, usando sempre le fascette, e anche nella parte interna, magari aiutandoci con con degli spezzoni di cordino legati poi al fondo della nassa o ai lati; dovremo comunque fare in modo che il cono non si muova e non esca quindi dalla sua posizione, altrimenti avremo calato in mare solo 3 o 4 cassette per la frutta :-)

Comunque lascio spazio alle immagini, che sono molto più utili e chiarificatrici delle mie parole.

Se però preferite prenderle già pronte, vi segnaliamo quelle più interessanti coi prezzi più contenuti.
Per vederle basta cliccare sul link qui sotto.



NASSE - RETI - RAFFI









3.09.2012

Il Po a Casale Monferrato

Abbandonata la terra torinese e quella vercellese il Po mette “acqua” nella provincia alessandrina o per meglio dire ai piedi delle colline di Casale Monferrato (36.000 abitanti circa) con una portata d’acqua già degna di nota ancor prima che Sesia, Tanaro e Ticino pensino a renderlo maestoso qualche decina di km più a valle. Una diga costruita nel 1874, per permettere l’uscita del canale Lanza, ne sbarra il corso poco a monte dell’abitato cittadino formando due ambienti diversi.



All’apparenza calmo e imponente a monte e dotato di cospicue correnti a valle della citata diga prima di formare lunghe e profonde lame massificate fin verso la frazione di Terranova. Prima della diga 2 (prima erano unite) isolotti allungati formano uno strano scenario. Hanno resistito all’ ultima alluvione alcune casette dove prima vi era un villaggio “domenicale”.



In città una bella passeggiata si alza in sponda orografica destra alta sul fiume fino al ponte; le rive del fiume invece sono lasciate all’incuria e difficile trovare postazioni ben curate su una lama dall’apparenza ottima per la pesca a passata.
Chi vuole può pescare invece risalendo per l’argine in sponda sinistra olografica (argine Morano) o prendendo una delle sterrate che dipartono dalla strada che collega Casale a Terranova.
Anche prendendo Viale Lungo Po verso Torino e successivamente via 20 settembre e poi strada alla diga troverà postazioni ed anzi arriverà sotto la diga. Cosa pescare? Gli inossidabili cavedani resistono ancora anche se in calo ed è per assurdo più facile imbattersi in esemplari di taglia extra che in quelli di pezzatura media.
Nelle veloci correnti in estate è il rotantino argentato classico del N 1 o 2 ad essere l’esca vincente a spinning; Per contro quando la temperatura si abbassa minnows di taglia media indurranno all’attacco questo vorace onnivoro.
Non si abbia paura di eccedere nelle dimensioni in quanto il ciprinide non esiterà ad aggredire quello che lui crede cibo ben conscio che nella stagione rigida ogni occasione non è assolutamente da perdere vista la scarsità di minutaglia. Stando nell’ambito della pesca a lancio incredibile ma vero vi è la possibilità, anche se rara, di aggancio di qualche trota marmorata nella zona sottostante la diga e nelle correnti più a valli.



Esemplari di tutto rispetto che abbisognano di attrezzatura potenti ma soprattutto di tanta e tanta pazienza. Quindi canne anche di cm 270, mulinelli caricati con un buon 0.28 o trecciatino dello 0.12, rotanti del N 5 e tandem , qualche grosso ondulante per le correnti più impetuose sono le armi per insidiare il salmonide unito a minnows di buone dimensioni che tengano il fondo.
Questo naturalmente specie nelle correnti e nel periodo di apertura alla pesca alla trota. Sembra che sia già arrivato anche l ‘ aspio ma non si sa bene in quale quantità. Di grossi qualcuno se ne è già presi.
Ed in inverno? E’ naturalmente Mister Esox ad attirare la nostra attenzione e lo insidieremo con le stesse armi prima descritte aumentando però le dimensioni del filo e non dimenticandoci di inserire fra filo ed esca un cavetto di acciaio per evitare recisioni da parte di qualcuno dei 700 denti che fanno parte dell’apparato boccale del luccio.



Ci recheremo a monte del diga dove l’acqua più calma è più idonea alle caratteristiche di vita dell’ esocide. Inoltre una grossa piena di qualche anno fa ha dato vita alla formazione di una lanca facilmente raggiungibile coll’auto. Nella stessa, restando nel discorso spinning, potremo trovare dei Black Bass nel periodo caldo che seppur non raggiungendo dimensioni ragguardevoli offriranno divertimento aggredendo le nostre esche siliconiche. Pur non raggiungendo grosse profondità ed attestandosi su un massimo di 2 metri la lanca offre buone possibilità di pesca, specie all’inglese, con la cattura di carassi, scardole e carpe di piccole medie dimensioni innescando il classico bigattino o il polivalente chicco di mais.
Siamo entrati nel regno delle esche naturali e quindi della pesca a passata e a ledgering. Beh veramente vi sarebbe anche il carpfishing ma oltre alla disquisizione se le boiles possano essere considerate naturali oppure no vi è da dire che in questa tecnica sono abbastanza ignorante conoscendo tutto al più quello scritto da vari colleghi. Di certo essa è praticata e a quanto di mia conoscenza anche con buoni risultati. Restando al galleggiante i miei posti preferiti sono in località Terranova.



Data la notevole profondità che raggiunge il Po nelle lame canne bolognesi di 7/8 metri sono le più indicate. Solite esche, soliti tattiche; da provare in inverno la pesca col fiocchetto di pane . Chissà che il famelico grosso cavedano sia in circolazione.
A ledgering invece si può agire in tutto il tratto casalese; Method con pastura arricchita da mais a monte della diga per carpe e carassi e pasturatori pesanti caricati con bigattini a valle della diga anche in inverno per la ricerca di grossi barbi attivi anche col freddo. Ho fatto questa ultima precisazione in quanto colla bella stagione la maggior parte delle volte ci troveremo attaccati all’amo barbetti non oltre i 100/150 grammi di peso che non sono certo il massimo per questa tecnica. Manca un pesce!!! E che pesce!!!

Odiato da tanti, amato da qualcuno anche in queste acque è bene presente il siluro con esemplari pescati vicino al mezzo quintale. Pescato con svariati sistemi in estate da molti è snobbato in inverno dove invece meriterebbe maggior attenzione. Specialmente gli esemplari di maggiori dimensioni hanno bisogno di un po’ di nutrimento specialmente se questo non è troppo difficile da catturare; cioè bisogna portarglielo il più vicino alla bocca.
Ecco quindi che non resta che cercarlo nelle buche più profonde che solitamente sono all’ inizio di grosse primate.
Certo che la possibilità di avere a disposizione una barca e l’ecoscandaglio aiuta parecchio. Di facile reperibilità negli allevamenti ma di difficile conservazione (occorre buon ossigenatore) in questa stagione l’esca migliore è la trota iridea che risulta molto vivace. Di certo in inverno non lo pescheremo di notte ma piuttosto in pieno giorno e possibilmente nelle giornate di sole che intiepidiscano leggermente l’acqua. Pescando con il grosso galleggiante dovremo cercare una zona del fiume con corrente non troppo elevata cercando di sfruttare i rigiri e tenendo il pesce esca a 70/100 dal fondo.


 
Negozi di pesca e notizie
 
Cartosport (s.n.c.) Pesca Sport Cartoleria
15033 Casale Monferrato (AL) - Piazza Castello, 23 Tel :0142 7611
Mister Fish Strada Statale per Asti n. 7 CASALE MONFERRATO (AL) Tel/fax : 0142451793
 
Casale Monferrato si raggiunge uscendo al casello di Casale Nord dell’autostrada Voltri-Sempione. Saremo sulla strada che porta alla frazione Terranova che si raggiungerà svoltando a sinistra. Verso destra andremo verso la città e verso l’unico ponte che attraversa il PO.
 
Nel Monferrato si mangia bene e si beve ancora meglio:
alcuni piatti tipici della variegata cucina locale sono il bollito misto (sette tagli, sette ammennicoli, sette salse), gli agnolotti monferrini, la finanziera (ricco intingolo composto di frattaglie di pollo e di vitello con funghi e capperi), il fritto misto (piatto unico composto di cervella, animelle, fegato, polmone, e frittura dolce), la Tirà (torta rustica) e il Bunét (specie di budino).
Per finire il profumato tartufo bianco di Moncalvo, autentico protagonista della cucina piemontese. Questo accompagnato magari da Barbera del Monferrato; E’ giudicato il fratello minore del Barbera d’Asti, vino robusto, duttile per l’origine, la tecnica di cantina, l’età.
Da giovane è vivo, fragrante, di intenso colore, con gli anni diventa più morbido. Ha colore rosso vivo più o meno intenso, odore vinoso, accompagnato da sapore asciutto a volte leggermente abboccato, mediamente di corpo, talvolta frizzante. Si addice con molti tipi di primi piatti, antipasti, salumi, bolliti misti, carni bianche e arrosti leggeri. Va servito a 18° C. Oppure dal Ruche’ di Castagnole Monferrato E’ prodotto con le uve dell’omonimo vitigno presenti nelle colline della zona di Castagnole M.to (a nord-est del capoluogo).
Il vino ha un colore rosso rubino, non troppo carico, con leggeri riflessi violacei, talvolta anche tendenti all'arancio. L’odore è intenso, persistente, aromatico e fruttato, al quale si accompagna un sapore secco o amabile, armonico, talvolta leggermente tannico, di medio corpo con leggera componente aromatica. E’ un vino fine, da tutto pasto, si accompagna in particolare con piatti di carne rossa e selvaggina, formaggi forti a pasta dura, ma può anche essere consumato fuori pasto. Si serve a 20° C.
Di certo la specialità culinaria che più si ricerca nel Monferrato è il tartufo. Essi si dividono in due famiglie principali: le Tuberacee e le Terfeziacee.
Le più importanti specie di tartufi ricercate e conosciute per scopi alimentari appartengono al gruppo delle tuberacee che pur essendo classificate come funghi ipogei, possono in determinate condizioni affiorare dal terreno. Esse vivono in simbiosi con piante come querce, pioppi, noccioli, salici, faggi ed anche conifere. La stagione migliore è l’autunno ma vi sono anche specie che crescono nelle altre stagioni. La specie più pregiata è quello di quercia che è bitorzoluto e scuro.

3.05.2012

Torrente Terdoppio

Il Terdoppio è un torrente del Piemonte e della Lombardia che nasce sui rilievi delle Colline Novaresi nei pressi dei comuni di Agrate Conturbia.
Dopo aver attraversato la provincia di Novara e la periferia est del capoluogo, dove riceve anche alcuni piccoli apporti sorgivi, giunge all’altezza del comune di Cerano dividendosi in due rami: il primo, detto Roggia Cerana va a sfociare nel Ticino, l’altro invece attraversa per buona parte la zona della lomellina in provincia di Pavia scorrendo quasi parallelo all’Agogna, per poi sfociare nel Po presso Zinasco, dov’è noto col nome di Tardubi.
Per la caratteristica di ricevere subito molte risorgive era considerato quasi un chalk Strema e classificato acqua pregiata fino quasi a Novara.



Il torrente è un corso d’acqua di origine prealpina che attraversava le province
di Novara e Pavia e con uno sviluppo di circa 90 km confluiva in Po a sud di Zinasco. Bacino idrografico di 515 kmq con una portata media di 3,7 metri cubi secondo.
La sua continuità fu interrotta artificialmente in epoca medioevale, quando per esigenze approvvigionamento irriguo le sue acque furono intercettate poco a sud di Novara e quindi deviate verso la valle del Ticino. Da questo intervento si generò un nuovo assetto del Torrente, che oggi può essere suddiviso in due porzioni distinte, Terdoppio novarese e Terdoppio lomellino.



Il Terdoppio lomellino, anticamente unito al tratto di monte, prende invece origine da diversi corpi idrici minori che nella porzione più meridionale della provincia di Novara confluiscono nel Torrente Refreddo. Quest’ultimo entra in provincia di Pavia e all’altezza di Gravellona Lomellina cambia il suo nome in Terdoppio. Da qui incrementa la sua portata grazie all’apporto di risorgive, colature e scaricatori di corsi d’acqua a uso irriguo, percorre tutta la lomellina orientale con andamento subparallelo al Ticino e confluisce in Po in comune di Sommo.

Attualmente tra i due tratti di Torrente non esiste più una connessione diretta,sebbene acque provenienti dalla porzione novarese giungano comunque al Terdoppio lomellino per mezzo di corpi idrici minori; in condizioni ordinarie il loro contributo è molto modesto ma in occasione di forti precipitazioni nel sottobacino piemontese la loro influenza sulle portate in transito nel tratto pavese sono assai rilevanti. Quale sarà la verità?



Quello che interessa è la popolazione ittica. Una volta strabbondante di vaironi e colmo di lucci e cavedani univa non rare trote , tinche e carpe. Dal ponte della strada di Cameri a monte di quella di Caltignaga non vi era metro che io e mio padre non conoscevamo e frequentavamo molto anche colla bilancia. Significativa una anguilla di 2400 gr del genitore colla bilancia e sempre collo stesso attrezzo ben 6 tinche mie. Attualmente la mia conoscenza si allunga fino a Cerano ove il torrente si ramifica ma soprattutto perché le buche maggiori, atte ad ospitare lucci e belle carpe, sono lì.



Si consiglia pesca a spinning al luccio, a fondo per le carpe (anche grosse) e col galleggiante per le altre specie.
Per gli accessi consigliamo presso il ponte sulla strada che collega Caltignaga alla statale che và al lago maggiore. Oppure proseguire sulla stessa statale verso Novara e si avrà un altro ponte. Altro ponte sulla strada che conduce da Novara a Cameri. Oppure uscire al casello di Novara Est, prendere per Trecate e uscire ove indica Novara-Corso Trieste; Davanti c’è una strada asfaltata e dopo a sinistra uno sterrato. Posteggiare ed andare a piedi verso gli alberi che si vedono.



In video l’ ultimo tratto citato
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Qua lo vediamo a Cerano dove è campo gara e finisce
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Negozio di pesa: Punto Pesca a Novara Lumellogno corso dei muratori 84

Permessi: Licenza B

3.03.2012

Aspio del Po

Il nostro lettore, Giorgio Fenati, ci ha inviato questa foto di un bell'aspio catturato sul Po nel settembre scorso.

Lanca del fiume Sesia in comune di Prarolo

Una lanca è un meandro fluviale abbandonato per la diversione dell'alveo principale. Le cui acque sono stagnanti. Le lanche sono pre...