2.01.2012

Guardiapesca

Siamo questa volta con Maurizio, abitante in val Sangone nel torinese, volontario come Guardia Ecologica Volontaria della provincia di Torino; cioè uno dei tanti che opera volontariamente e gratuitamente nel nostro campo e a cui bisogna dare onore e merito, anche perché tali personaggi ci mettono il loro tempo e, ale volte, pure i loro soldi.

Ciao Maurizio, da quanto tempo operi?

Dunque,il mio percorso con le Guardie Ecologiche Volontarie della provincia di Torino è iniziato nel 2009 con il corso di formazione.

Come si fa ad avere il decreto prefettizio?

Questo è quello che occorre ,direttamente dal sito della provincia di Torino:

La partecipazione al corso di formazione è Gratuita, il corso ha durata di 165 ore in orario serale o preserale, di cui 98 ore di lezioni teoriche, 42 ore di lezioni pratiche, 25 ore di tirocinio con frequenza obbligatoria per l'80% delle lezioni ed il 100% del tirocinio. il corso è autorizzato e finanziato dalla Regione Piemonte, organizzato e gestito dalla Provincia di Torino. Al termine del corso di formazione per aspiranti G.e.V., è necessario sostenere un esame finale (una prova scritta con domande a risposta multipla su argomenti di cultura generale ambientale,legislazione e procedure di verbalizzazione svolti durante il corso, e una prova orale.
Sostenuto l'esame finale con esito positivo, deve essere svolto un periodo di tirocinio di sei mesi all'interno del gruppo di assegnazione con valutazione del servizio svolto; al termine del periodo di prova deve essere presentata la documentazione per ricevere la nomina a Guardia Particolare Giurata da parte del Prefetto.




Requisiti:

per accedere al corso di formazione per aspiranti G.e.V. è necessario disporre dei seguenti requisiti:
- maggiore età;
- cittadinanza italiana;
- licenza di scuola dell'obbligo;
- certificato medico di idoneità fisica;
- non aver riportato condanne per delitti;
- essere persona di ottima condotta morale.

Gli ultimi due requisiti sono indispensabili per ottenere la nomina da parte del Prefetto a Guardia Particolare Giurata.


Nel mio corso ricordo molte persone ,ma alla fine eravamo poco più della metà,non tanto per la difficoltà del corso ,ma più che altro per l’impegno e il tempo che bisognava dedicargli.
Per farla breve ,per arrivare ad avere il decreto ,divise e quelle poche risorse destinate ad una guardia per essere operativa ,ci vogliono circa due anni.
Vi chiederete ,cari lettori ,che cosa porta in tasca ad un cittadino che decide di intraprendere questo percorso.
La risposta è nulla in termini economici,ma molto in termini morali e per cercare di lasciare qualcosa di ancora intatto alle prossime generazioni…i nostri figli.
Ci vuole passione,nel mio caso è stato l’amore per l’ambiente e la pesca.
Quindi sé qualcuno pensasse di ottenere chi sa quale super potere è meglio che non perda tempo.


Il decreto, in cosa consiste e dove vale legislativamente?


Diventi a tutti gli effetti un pubblico ufficiale con funzioni di polizia amministrativa,in teoria vale su tutto il territorio provinciale,ma in realtà si opera nell’ambito del proprio gruppo di appartenenza.

Tutti i gruppi hanno gli stessi poteri oppure c’è chi occupa solo di pesca e chi solo di ambiente?

Si,tutti i gruppi hanno gli stessi poteri,ma operano secondo le esigenze del territorio.
Per esempio nella mia zona siamo molto attivi sulla raccolta funghi,ma finita la stagione operiamo anche negli altri settori.
Ma non dimentichiamo l’attività della didattica svolta con molto zelo,soprattutto dai membri più anziani ,nelle scuole elementari della nostra vallata,con lezioni in classe e uscite sul territorio.
Sicuramente è l’attività a cui viene dedicato più tempo ed è anche la più utile in quanto è sicuramente più efficace educare che punire.



Potete agire sempre oppure solo se in divisa; Quali altri obblighi ha la guardia volontaria per espletare la sua funzione?

Agire si può sempre ,per raccogliere informazioni e materiale fotografico per fare segnalazioni ,ciò non vuole dire che ci si può infilare nella proprietà private senza subirne le conseguenze che la legge prevede.
Se invece per agire intendi fare le multe,naturalmente bisogna essere in divisa e comandati di servizio,nel senso che la presenza della pattuglia sul territorio deve essere segnalata e quindi autorizzata dalla provincia .
Nel corso dell’anno dobbiamo effettuare un certo numero di servizi per poter mantenere il decreto,e ancora abbiamo l’obbligo di non fare cavolate alla Chuck Norris e possibilmente di tornare a casa con le ossa tutte intere.
Ricordo che le G.E.V. anche se abilitate all’uso di armi ,come tutte le guardie giurate,effettuano e effettueranno sempre servizio disarmati.

Quale è stata l’azione più significativa del suo gruppo in ambito ambientale?

Né verbali ,né sequestri clamorosi ma quando ci siamo tirati su le maniche e abbiamo ripulito sponde del torrente e dei riali della nostra vallata ,un operazione che ha raccolto quasi tutti i comuni bagnati dal nostro torrente,in cui sono intervenute anche vigili del fuoco volontari,A.I.B. e molti cittadini interessati dalla cosa.





Sul verbale che stendete a un multato questi può fare le sue osservazioni?

Certo,bisogna sempre chiedere al verbalizzato se ha qualcosa da dichiarare e anche spiegare come e a chi può fare ricorso e quanto tempo ha per farlo.

Se una guardia fa un controllo in una zona DeP deve conoscere il regolamento di questa ultima?

Una guardia ambientale,pesca o venatoria si presume che sappia i regolamenti del territorio su cui si muove.
Guardie G.E.V.,Fipsas ,Arci sono al tenute al controllo di tutte le acque della provincia ,anche quelle date in concessione dalla stessa.

Un episodio particolarmente fastidioso?

Quando trovi qualcuno che si agita e non vuole fornire i documenti perché sa già di essere in torto , puntualmente bisogna chiamare i carabinieri e finisce che l’esagitato becca verbale e denuncia….diamine, era solo un controllo ,può anche finire con una semplice ammonizione verbale.


Un episodio particolare?


Lo scorso anno,mentre mi trovavo sul Po torinese a pescare sono stato controllato da una pattuglia di volontari ,i quali molto gentilmente mi hanno chiesto la licenza .
Dopo il controllo ebbero però la cattiva idea di cercare di indottrinarmi su regolamenti che neanche conoscevano.
Purtroppo ho dovuto qualificami (cosa che non faccio mai sé sono a Pesca) e mostragli il mio prontuario sulle sanzioni.
Questo non vuol dire che io sapevo i regolamenti perchè sono una guardia,ma li sapevo perché prima di tutto sono un pescatore e che i vari regolamenti che si sono succeduti negli anni li ho consumati a forza di leggerli da quando ero un bambino.
Ricordo la guardia rurale che batteva tutto il torrente con il suo motorino rosso,ero contento d’ incontrarlo,anche sé mi chiamava “citù bracunè”(piccolo bracconiere),non mi ha mai fatto una multa , mi spiegava perché certe cose non si potevano fare a prescindere dalle leggi……e soprattutto era un gran trotaro.
Quindi nessuno si lamenti quando si viene controllati da qualcuno poco pratico della materia ,perché non è colpa sua sé non distingue una fario da una marmorata o un gobione da un barbo canino,il fatto è che non li ha mai visti o che li ha visti solo in foto o su un disegnino fatto male.
La colpa di questo è di noi pescatori, perché lasciamo che altri facciano il nostro lavoro,noi gli abitati dei fiumi e dei laghi li chiamiamo per nome ,gli altri li chiamano semplicemente pesci.


Ringraziamo Maurizio per la sua disponibilità ed invitiamo chi avesse tempo e voglia ad imitarlo.

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