12.27.2011

Lucci dei laghi

Luccio del lago di Mergozzo(VB)




Chi va a lucci non ci va di certo per prendere roba da 2-3 kg, anche se poi alla fin fine un luccio di tali dimensioni è sempre meglio di nulla… Quindi quali luoghi sono ideali per tentare la cattura di grossi lucci se non i laghi ??? In Italia ne abbiamo a migliaia fra piccoli, medi, grossi e semplici stagni di qualche ettaro o più. Non tutti hanno soldi e tempo per andare a cercarli in Irlanda, Olanda, Svezia, Romania ecc ecc e se all’ estero, forse, ne prenderemo di più, in quanto a dimensioni anche nel nostro paese non scherziamo. La cattura più grossa avvenuta in Italia pare sia stata quella di un esocide di 27 Kg nel Po, ma la foto fece un po’ discutere in quanto fatta con Polaroid istantanea , di pessima qualità ed inviata all’allora articolista di spinning Roberto Cazzola. Anche ultimamente sono usciti grossi pesci oltre i 10 kg con catture oltre i 15 nel Lago di Como e nel Maggiore E lasciamo stare quelle non note e per lo più fatte da professionisti colle reti…



I lucci presenti in Italia sono di 2 specie; una alloctona proveniente dai paesi dell’ Est e una autoctona.
Si riproduce fra febbraio e fine aprile (a seconda delle zone) deponendo uova in più volte e in più giorni: esse sono delle dimensioni di circa 2.5 mm e si schiudono in circa 10-15 gg e gli avannotti sono lunghi 1 cm o poco meno. A 4-5 cm sono già carnivori a tutti gli effetti e una delle difficoltà maggiori dell’ allevamento è il cannibalismo che si registra. Quando insidiarlo? Di certo il periodo migliore è l’ autunno inoltrato quando il predatore deve prepararsi alla dieta dei rigori invernali visto che le prede diminuiranno molto di numero; in inverno si alternano giornate buone a periodi infruttiferi dal punto di vista delle catture. Nelle acque con poca profondità quando il sole scalda un pochino qualche piccolo pesce fa la sua timida comparsa ed ecco che anche Mister Esox si materializza per alimentarsi. Nei periodi caldi esso è ben presente ma anche ben sazio ed è difficile ma non impossibile catturarlo. Comunque il luccio è un pesce a sangue freddo e pertanto la sua biologia o, diciamo, i suoi ritmi biologici risentono di questo e specie l’innalzamento o abbassamento della temperatura e di questo, più che della stagione, dobbiamo tener conto.

Dove? Da riva senz’altro vicino ad ostacoli o erbe sommerse ove esso è nascosto ad attendere i pesci pasto. In barca con l’ecoscandaglio bisogna cercare queste posizioni. Una delle probabilità migliori di trovarlo è nelle vicinanze delle legnaie per persici reali. Comunque in ogni stagione bisognerebbe agire ove stazionano i branchi di pesce che mangia e questo include anche agire a grosse profondità, cioè anche a 15-20 metri. Un grosso luccio mangia di tutto e quindi anche persici reali ed agoni ad esempio o, ove coesistano, le trote.



Quali tecniche? Le principali sono 4 di cui solo 3 applicate in maniera costante nel nostro paese. L’ultima consiste nel presentare il pesce esca morto a fondo ed è tipica di altri paesi ma poco praticata in Italia.
Pesca col vivo: Si tratta di mettere un pesce vivo in acqua nei seguenti metodi:
a) A fondo semplice tenuto fermo in posizione dal piombo e spostato ogni tanto.
b) Tenuto all’ altezza desiderata da un grosso galleggiante
c) Tenuto vicino al fondo usando la “Giostra” che prevede un grosso galleggiante sferico dentro cui passa il filo ove prima avremo inserito uno stopper. Un altro galleggiante più piccolo a 1/1.5 m. dall’ attrezzo speciale detto appunto giostra. Un metro o più di finale di minor sezione della madre e piombo terminale. Il finale “fine” serve in caso di incaglio.

Pesca col Mort Manieè: E’ senza ombra di dubbio la più redditizia se applicata bene. Un pesce morto infilato in una speciale montatura detta Drachkovich (dal nome del suo inventore) con piombo in testa. L’ esca deve essere fatta saltellare di 10-30 cm sul fondo ad intervalli di qualche secondo con il filo ben in tensione. La canna deve essere sensibile in modo da avvertire i saltelli. I pesci esca dovrebbero essere pesci locali uccisi sul momento o poco prima; Roba decongelata si sfalda dopo qualche lancio.

Pesca a spinning: è’ senz’altro la più praticata ma agendo verso il luccio porta sovente il neofita a sbagli specie nei laghi. Il luccio non insegue l’esca per molto spazio ma si limita a veloci scatti della lunghezza di 1/1.5 m. e quindi è essenziale fare arrivare gli artificiali a portata di muso. Questo vuole dire che lanci a casaccio nella vastità lacuale sono solo perdite di tempo e che bisogna agire nelle zone descritte sopra. Quindi è anche essenziale saper scegliere l’ artificiale giusto che lavori all’altezza desiderata; se un leggero rotante o un minnow galleggiante sono adatti nei pressi di cannetti, non lo sono se agiamo su grossi fondali ove, grossi siliconici innescati su teste piombate od al limite Cranck Bait che raggiungano grosse profondità, sono più indicati. L’ ondulante colla sua versalità è molte volte il classico “asso nella manica”.
Sono della convinzione che il luccio attacchi tutto ciò che si muova se ha fame o è un po’ irritato ma comunque un di più è avere minnows colorati secondo i pesci che stazionano nel bacino in cui agiamo. L’ ex “collega” Giorgio Montagna ha più volte scritto che si fa fare minnows color agone quando pesca nel Mergozzo e nel Verbano e mi sembra un ottimo consiglio visto che l’ agone è molto presente in quei laghi.



In qualsiasi tecnica bisogna ricordarsi di alcune essenziali:
a) Finale sempre in acciaio per evitare tagli del filo perdendo il pesce e lasciandolo libero con una ancoretta e/o artificiale che gli procurerebbero problemi

b) Canne, mulinelli e fili in ottimo stato di conservazione in quanto i pesci possono e si spera siano grossi.
c) Non lesinare sulle dimensioni degli attrezzi e dei fili ..vedere punto a
d) Maneggiare il pesce con molta cautela nei pressi della bocca in quanto i suoi affiliati denti procurano ferite dolorose.
e) Per grosse prede guadino capiente o raffio oppure l’ apposita pinza a disposizione.
f) In barca non uscire ,se non espertissimi, con tempo cattivo visto che nei grandi laghi il vento causa moti ondosi quasi marini.
g) “pinze da luccio apri-bocca” e dalle comuni pinze per slamatura. Le pinze da luccio sono utili per tenere aperta la bocca del pesce, che in questo modo può velocemente essere slamato e liberato se non lo si vuole gustare a tavola.
h) La Pazienza!!!

12.20.2011

Centrale di Veveri

Vi è una porzione di circa 200 mq nel novarese in cui si mescolano acque “importanti” per il Piemonte; qui l’acqua passa sopra l’ acqua e il pescatore non sa ove immergere la lenza.

Il Canale Cavour è un canale costruito fra il 1863 e il 1866 a “picco e pala”.
Il suo inizio è a Chivasso (TO) e termina nel comune di Galliate (NO) dopo 85 km. La sua porta massima è di 200metri cubi secondo, che diminuisce gradualmente.
Fra Saluggia e Crescentino riceve il corto ,ma di grossa portata, canale Farini che deriva dalla Dora Baltea. Nel luogo in oggetto la profondità è sui 3 metri. Acqua colore dei fiumi da cui deriva, quindi varia seconda dei momenti.

Il canale Regina Elena è un canale di cemento che origina dal Ticino nei pressi della diga di Porto della Torre, non molto dopo che il fiume è uscito dal lago Maggiore detto anche Verbano.
Costruito fra il 1938 e 1954 è lungo 25 Km con una portata iniziale di 70 mcs e finale di 45 a Novara, frazione Veveri, ove si immette nel Cavour.
Il canale è pescabile solo a monte e leggermente a valle delle centraline idroelettriche. Acqua pulita, quasi trasparente.



Il canale Quintino Sella esce dal canale Cavour appena dopo che vi è entrato il Regina Elena, ma in sponda opposta e la portata è quasi la stessa dell’ Elena. Termina, come nome, a Cilavegna (PV) ove si divide nei diramatori Mortara e Pavia.
La buca ha profondità varie e il corso è sui 3 metri con corrente sostenuta.

Il canalino di Veveri esce dal Regina Elena appena prima che questo finisca, sovrapassa il Cavour con 3 grossi tubi e va a servire industrie di Novara. Poca portata, di cemento, acqua bassa ma con fondo “naturale”. 70-80 cm massimo di fondo e acqua trasparente.




Il torrente Terdoppio ha una portata media di 3.7 mcs e passa sopra al canale Cavour. Essendo alimentato da parecchie risorgive dopo la sua nascita nelle colline novaresi, era considerato acqua pregiata fino pochi km a monte del luogo in oggetto. Acqua più che discreta se non vi è qualche inquinamento.



Siamo in comune di Novara a neppure 500 metri dalla frazione Veveri, arrivando dalla SS che arriva dal lago Maggiore. Il Cavour riceve, a monte della SS, in sponda sinistra il R. Elena che esce dall’ ultima centralina posta sul suo percorso. Appena dopo la SS prende vita il Q. Sella sulla destra del Cavour passando prima entro una grossa centrale e formando dietro la stessa una grossa buca. Voltando lo sguardo verso il sinistra e perciò verso il Cavour, si vedranno i 3 tubi che passano sopra il canale e davanti gli stessi che emettono acqua e danno vita al canalino. Percorsi 100 metri circa si incontrerà il Terdoppio caratterizzato da un ponte stretto di cemento che porta sulla altra riva e il Cavour che gli passa sotto e sbuca dall'altra parte.



Tenete ben presente che i canali, eccetto il canalino, sono soggetti ad asciutte parziali o totali nel periodo autunnale/invernale per cui è bene sempre informarsi in qualche maniera.

C'è da considerare in che critica situazione ittica ci troviamo e quindi facciamo le debite proporzioni, ma vi possiamo assicurare che in quelle acque una volta si potevano trovare, fino a 15-20 anni fa, tutte le specie derivanti dai corsi d’ acqua naturale da cui derivavano e non elemosinate colla fantasia.
Comunque barbi e cavedani sono le specie più comuni nei canali assieme ad ondate di gardon (a seconda delle annate) e un po’ di trote a seconda delle immissioni, oltre ancora a qualcuna di discesa.
Il R. Elena ha portato sempre persici reali e negli ultimi anni anche Lucioperca. Qualche tinca e carpa è presente sia nei canali sia nel Terdoppio; stessa cosa dei lucci. Anzi il Terdoppio è rinomato per questi ultimi anche se non di taglia notevole.
Non presenti, per fortuna, siluri e breme.

Le tecniche dunque sono la passata, il tocco nel canalino e nell’ Elena, il ledgering e la pesca a spinning.

Il Terdoppio è pescabile colla sola licenza governativa mentre le altre acque nel 2011 erano in concessione alla FIPSAS NO/CAGeP ed in internet si può andare a vedere permessi e regolamentazione nel sito della FIPSAS Novara o in www.apd.no.it

12.15.2011

Roberto Ripamonti



Siamo questa volta ad intervistare Roberto Ripamonti nato a Torino nel 1960, ex pilota militare ed attualmente pilota Alitalia.
E’ uno dei padri del carpfishing italiano e senz’altro uno dei più noti pescatori/giornalisti italiani, autore di numerosissimi libri e video di pesca alla carpa, ma non solo, e autore di centinaia di articoli.

Roberto, quale è stata la tua carriera in Olimpia?

Da semplice autore delle pagine verdi (carta riciclata), passando per la rubrica “Tournament e Surf” sin dal primo numero di Pescare Mare (1988), quindi Pescare dal 1992 ininterrottamente fino al 2010 e quindi, come ideatore e direttore “de facto” di Pescare carpfishing, dal 1994 fino a quando ne decisi la chiusura.
In Olimpia ho fatto l’autore, il consulente del Presidente Cacciapuoti (Renato) e ho diretto con “carta bianca” Pescare carpfishing. Ho quindi costruito la pesca in video partendo da un vhs sul carpfihsing e quindi, La grande collana della pesca in dvd. In ambito video ho praticamente parlato di tutte le tecniche di pesca!
Per Olimpia ho scritto 6 libri e curato e coordinato la Serie “Come Pescare”.
Purtroppo ho dovuto lasciare quando il credito che vantavo e che non veniva onorato ha ampiamente superato i limiti della decenza, raggiungendo cifre molto elevate.


Perché è fallita l’Olimpia? Nella crisi generalizzata qualche testata rimane; L’ Olimpia non poteva rimanere in piedi anche Lei seppur ridimensionandosi?

L’Olimpia è fallita perché non è mai stata capace di rinnovarsi e fare delle scelte. Ha avuto mediocri dirigenti che non hanno capito cosa fare e si sono affidati a personaggi ancora più mediocri che hanno portato alla morte de “Il Pescatore.”
Olimpia è stata per anni una famiglia in cui si spendeva più di quanto entrasse e nella quale, idee strampalate (una web tv totalmente basata sul nulla ad esempio), causavano esborsi di denaro senza risultato alcuno.
Personalmente conservo le mille lettere di allarme che mandavo (senza risposta), i progetti che venivano boicottati senza motivo. Le idee che venivano respinte. Poi alla fine , mi sono reso conto che stavano giocando con il fondoschiena di tante persone e stavano andando verso un burrone. Ho le lettere mandate dall’AD, che mi ringraziavano per l’apporto dato dichiarando che si stava imboccando la strada giusta ma intanto, non venivano pagati gli articoli da circa 3 anni e non venivano onorati contratti che prevedevano i pagamenti ogni 4 mesi. Alla fine, d’accordo con tutti i collaboratori di Pescare Carpfishing, abbiamo deciso di fermarci.




Già prima della grande crisi le riviste erano spesso criticate… secondo te perché?

Troppe riviste, troppi autori improvvisati, troppe cose in contraddizione tra di loro. Ma va anche detto che il pescatore italiano spesso le riviste le guarda ma non le legge; è facile alla critica distruttiva ma, raramente a quella propositiva. In linea di massima direi comunque; troppe riviste spesso fatte con i piedi.

In FaceBook e in internet vedo un sacco di ragazzetti con in mano carpe gigantesche… peccato che siano quasi tutte prese in qualche laghetto. Non credo che questo sia lo spirito di quando hai iniziato tu…..

Quando io ho iniziato i laghetti non contenevano carpe giganti e si andava in acqua libera. Nel 1988 l’Italia era un paradiso del carpfishing; eravamo pochissimi, pescavamo male tecnicamente ma avevamo molte acque e molte carpe. Ora siamo lontani anni luce e io non avrei mai pensato di vedere il carpfishing italiano arrivare così in alto ed essere così condiviso. Quanto alle carpe giganti su FB; questo accade analogamente in tutta Europa per cui non mi stupisco e lo considero naturale.



Quali sono i tuoi record di pesci di AI presi in acque libere?

Diverse carpe attorno ai 25 kg. Ma dei record non mi importa nulla anche perché pesco per stare bene e non per fare record di alcun tipo.

Passiamo alla scottante questione del siluro. Quello che mi stranì , nonostante a verità non ho seguito tutti i tuoi passi, erano le tue posizioni a favore del GSI. Ognuno ha la propria sensibilità e io ancor prima di te (scusa se mi prendo il merito) scrissi in un articolo sui problemi delle acque (PESCARE inizi anni 2000) che il siluro non era un cancro ma che cmq era una verruca e cioè un male. Credo che ben saprai che nelle consulte di pesca vi sono gli ittiologi cioè i medici delle acque…. ERA ed E’ inverosimile che questi non contrastassero gli alloctoni compreso il siluro e che il GSI (che sono 4 gatti…) l’avessero vinta; Anche perché all’ epoca manco sapevano che vi erano le leggi di pesca.. Sono perciò rimasto allibito da alcune tue dichiarazioni a favore del GSI (non del siluro)…. Mi spieghi?

Le cose che dico vanno ascoltate attentamente e senza trarre conclusioni affrettate. Io sono favorevole a quelle associazioni (tra cui GSI) che si battono, mettendoci la faccia.
GSI è stato un rullo compressore e la sua difesa è un atto dovuto. Adesso, al suo interno ci sono frange di ultra conservatori che forse esagerano e questo mi piace meno. Che poi siano 4 gatti o 5 topi a me non interessa mi interessa il tipo di messaggio che cercano di dare e a loro garantisco libertà di parola (sulla mia testata) e piena presa di responsabilità.




Sono rimasto stupito che si sbandierassero 300 ungheresi (non nego che ve ne fossero ma 300 mi sembrava esagerato) e che le forze dell’ ordine non fossero mai intervenute dietro a denuncie. Ma le han fatte stè denuncie? Sai bene che una indagine deve essere fatta dietro una denuncia se no si rischia omissione di ufficio.
Cosa mi dici in proposito? Non vi sarà qualche giro di vil denaro anche li’?

Non ne ho idea. Se GSI dichiara di aver fatto denunce non ho ragione per dubitarne. GSI è un aspetto della pesca sportiva italiana, io cerco di studiare il fenomeno nella sua totalità e non dal punto di vista di una piccola parte.

Con la domanda precedente volevo entrare nel discorso delle leggi di pesca? Non trovi assurdo che via una LR Italiana del 1931, via siano leggi regionali e specie al Nord le disposizioni siano provinciali con decine di tesserini segnacatture provinciali e FIPSAS che servono a nulla e costringono chi viaggia per pesca a sapere 3000 disposizioni magari per lo stesso pesce? Tieni presente inoltre che abbiamo una miriade di Diritti Esclusivi di Pesca (che sono solo espropriabili) specie in Piemonte e Lombardia (Ma anche il lago di Nemi ad esempio) che vanno ad ingarbugliare le cose oltre ad intaccare il portafoglio se mal gestite.

Ho personalmente scritto un progetto di legge insieme a Gianluca Milillo qualche anno fa che sarebbe stato molto funzionale ma, non siamo riusciti a portarlo avanti. E’ chiaro che la situazione attuale è paradossale e va cambiata ma, con il federalismo demaniale andremo anche peggio



Cosa mi dici della FIPSAS e di tutte le miriade di sigle di 3 gatti che stanno nascendo e che qualche volta litigano fra di loro anche?

Io opero con la FIPSAS all’interno dell’Agenzia di Comunicazione e come esponente (unico tra i pescatori ricreativi) nel progetto UE, “Shark Like”. La federazione è del CONI e deve assoggettarsi a certe regole del CONI ma, sta facendo passi da gigante per soddisfare le esigenze dei non agonisti. Diamo tempo al tempo e questa gestione Matteoli /Gigli / Natucci /Nolli etc. darà i suoi frutti. Poi vedo associazioni di massa come CFI, Spinning Club e poche altre (legering, Esox) che sono ultra specialistiche che soddisfano quelle nicchie che necessariamente, la FIPSAS, non può soddisfare pienamente. Tutte dovrebbero collaborare con la federazione e viceversa. Questo è il mio sogno. Che poi in Italia ognuno voglia fare il presidente della propria associazione non è solo nella pesca ed è questa la ragione di “associazioni” con 12 iscritti che reclamano credibilità e peso a livello nazionale.

Noi di Pesca&Pesca ti ringraziamo per la disponibilità e ti auguriamo “Peter Heil” e buona vita a te, famiglia e al mio grande amore/odio Johnny Paolicchi

pane, salame e trote di Nico Guerra pro staff T2

Questa volta sono con Nico Guerra residente a Barghe (BS) nella val Sabbia ma nato a Gavardo, sempre il Val Sabbia nel 1977. Esso è Pro...