4.15.2011

Intervista a CAVEDANO (Walter Scandaluzzi)






Questo Blog è stato gestito per 3 anni circaI
 anche da Damiano M. (NapoleoneIII) ed era anche un mezzo sito. Poi per ragioni di lavoro ha dovuto lasciare. Lui ha intervistato me
.


Molti lo conoscono come Cavedano, altri come l'uomo dai mille e mille nick name (“Cavedanonerotico" su tutti, visto che pare gli piacciono anche le pescie umane :) ) tutti però sono concordi nel riconoscerlo come un grande rompi maroni...stiamo parlando di Walter Scandaluzzi persona che stimo molto e con la quale condivido questo spazio web (che ci sta dando belle soddisfazioni, quindi GRAZIE a voi che ci leggete).

Fate copia/incolla di 

http://www.buonapesca.it/video/la-tragica-intervista-a-walter-il-cavedano/


Facciamo le cose in grande, quindi almeno una parte del suo curriculum di pescatore/giornalista ve lo dobbiamo...

Ha collaborato per 8 anni per PESCARE e Il Pescatore, è stato a pesca molte volte in Carinzia ed anche in Slovenia stando a contatto diretto con alcuni personaggi molto famosi della pesca compreso il grande Franko Gorjan leggendaria guida dell’ Isonzo sloveno.

Ho pensato di fargli una vera e propria intervista, così da svelare gli arcani misteri che lo circondano e per poter carpire i segreti di una delle "memorie storiche" di siti e forum di pesca.




Ciao Walter, è da anni ormai che ci conosciamo attraverso il mondo della pesca on line...ricordo di avere letto per la prima volta i tuoi scritti sul forum di Mikymos, al tempo in cui era anche il tuo, ma in realtà da quanto è che bazzichi questi spazi virtuali?

Sono oramai al limite della arteriosclerosi galoppante (classe 1956) e quindi scusate le date. Direi nel 2000: esisteva solo IHP cioè It Hobby Pescare, un Newsgroup di Libero per lo scambio di idee sulla pesca sia di mare che di acque dolci. Mi introdusse il mitico Titta Di Girolamo (personaggio di un film ambientato nell’ Ossola ) dopo esserci conosciuti in una riunione per i ”preliminari” della nascita del CAGeP***, partito e concretizzato da Renato Pellò cioè l’allora presidente dell’APD NO ed attuale presidente del CAGeP e vicepresidente della consulta regionale del Piemonte (Il presidente è l’ assessore)….Sia maledetto per l’ eternità………..IL Titta!!ah ah ah
Presi nel Terdoppio 

***CAGeP che poi unitosi in buona parte colla FIPSAS Novara ha dato vita al Fishing Tour Novara che vedete nel sito www.apd.no.it

La mia pescia..la CAVEDANESSA


C'erano Actos, l’ ideatore degli AdS , il loro Messia cioè il grande spinnofilo Luciano Cerchi, un noto agente di viaggi di pesca all’ estero, Loris Ferrari, Amerigo Rocchi*** e Gianni Burani(http://xoomer.virgilio.it/cjbur/index.htm). Altri sono ancora in circolazione ma non ho voglia di stare lì a spulciare troppo nei ricordi….Sappi solo che distrussi uno dei più noti in IHP solo ribattendogli per un anno con “ MENABREA” e basta….furono i suoi stessi amici a dirgli di smettere!!!!!! Vero Titta? Ti ricordi di Aber Rock? L’ unico Nick valido a livello mio come controbattute fù un certo Anchise ma spari’ andando a gestire una specie di albergo di pesca diciamo in una isola greca.

***Adesso fà "la guida di pesca" specie al luccio nel centro Italia




E innegabile, e credo che tu vada anche abbastanza orgoglioso di questo, che molti ti considerino un "nemico" mettiamo le virgolette perchè la parola nemico è forse esagerata), ti sei scontrato spesso sugli argomenti più disparati con molte persone, secondo te cosa da maggiormente fastidio di quello che scrivi?

La verità nuda e cruda fa male e vi sono cose anche nella pesca che riguardano piccoli e medi interessi economici. Il perché e come si agisce nei forum ed in internet, il perché e come si aprono club specialistici ecc ecc . La solita storia della vita: Soldi, potere e vanagloria. Peccato che mancano le donne!!!!!

105 cm



Qual è per te l'effettiva valenza di posti come i forum di pesca. Li hai visti cambiare in tutti questi anni?

La valenza tecnica è buona ; quella filosofica e di razionalita molto meno. Sta sempre tutto nel cervello di chi legge e scrive. Nei forum scrivono Nick che sono poi in realtà dei ragazzini di 14-20 anni e mi dici come possono competere con gente che pesca da 30 anni? Eppure controbattono come se fossero loro i vecchi e chi legge non sa a chi credere visto che non vi è un curriculum esatto per ogni Nick.

Ore 15.30 del 31 dicembre 2003 sulla Drava a Grafestein




Sono cambiati un po’ visto che le solite battaglie sul C&R, siluro o non sluro e alloctoni e autoctoni si sono oramai fossilizzate e quasi esaurite nella razionale e classica via di mezzo: Ognuno, nei limiti di legge, fa quello che vuole.
Vi sarebbe da far comprendere bene che anche la pesca è soggetta a leggi e regolamenti che si possono contestare o meno, ma sono così di legge. Cioè, io sono filosoficamente contro l’ obbligo delle cinture di sicurezza per le auto ma se mi beccano sempre pago senza fiatare…come mi è successo a Verbania anni fa sul serio.




Satira sui forum di pesca". A chi è relativamente giovane come utente sui forum questo titolo non dirà nulla, invece c'è chi sicuramente si ricorderà di questo spazio che ha fatto girare le balle a molte persone.
Che cosa ti aveva spinto a crearlo? Come è andatata a finire?


Storia lunga e pericolosa per fare nomi e cognomi in un sito con server italiano. L’ inizio lo risparmio dato che non ne vale la pena. Io cominciai, Titta, il carparo Gabox mi seguirono, tu e altri Nick di cui manco io so chi siano dal vero ci seguirono e in 8-10 persone facevamo 2000 visite in qualche Thread ironizzando sugli altri forum ma dicendo la verità anche su cose scomode.


Prendevamo in giro ironicamente ma dicevamo la verità e la “massa” capiva…-Poi il mio amore/odio Jhonny intervenne direttamente presso la direzione italiana dei Forum Free con minaccia di denuncia come responsabili (suo vecchio gioco che con me direttamente funziono poco….MA TI AMO JHONNY) del tutto, e chiusero il forum. Si sarebbe potuto riaprire un altro forum similare ma in ogni cosa la seconda non è mai come la prima e rinunciammo.
Aggiungi didascaliaBarbo 61 cm canale Cavour




Hai spesso partecipato in varie parti d'Italia a riunioni, convegni e altro che riguardano la gestione delle acque e la pesca in generale; se dovessi farne un bilancio pensi che ci siano delle figure valide e motivate sparse nelle varie sezioni Fipsas, Consulte e quant'altro?

Valide nella pesca abbastanza, nella gestione delle acque poche e colle “palle” da cambiare il sistema direi quasi zero…….manco io. Il SISTEMA in qualsiasi campo tritura e divora qualsiasi personalità**** Devi essere DIO e io sono solo suo fratello ah ah ah.

Recupero cavo Plezza....media di 30 cm di fango



A tuo avviso, alla maggioranza dei pescatori quanto effettivamente importa degli aspetti burocratici, amministrativi e ambientali?

Per i primi due direi quasi nulla….diciamo 1%; per il terzo qualcosa ma non molto. Il fatto è, come detto prima, è che anche la pesca è regolata da leggi e amministrata e se si vuole cambiare le cose si deve agire in quel campo e non nei forum , nei convegni ecc ecc.

Sesia medio 25 e passa anni fà...notare la varietà



Dalla pesca on line passiamo alla pesca delle riviste e poi alla "pesca-pescata".

Che validità hanno le riviste? Bisogna sempre analizzare i vari scrittori*** e poi interpretare gli articoli. Vi sono anche li’ elementi di tutti i generi come in tutti gli altri campi. Abbondano gli specialisti tecnici che sanno al millesimo di grammo quanto pesa un artificiale ma non sanno cosa sia un vairone oppure scrivono la bozza di un articolo di come si deve appuntare un bigattino su un amo del N 24 collegato ad un filo dello 0.08  per prendere i cavedani e al loro fianco vi è un vecchiotto che ne prende a decine usando filo dello 0.22, amo del N 6 ma innescando delle more. Qualcuno scrive itinerari mal o ben fatti e altri articoli più che decenti se non buoni o ottimi. Diciamo che qualcosa si può imparare ma solo dopo attento esame pratico di quello che è stato scritto. Cioè se si leggono 2 itinerari dello stesso autore ed entrambi sono una bufala nel prossimo numero si prendono senza leggerle le pagine di quell' autore e le si usa per accendere il fuoco per la grigliata.


***Il caporedattore è molto molto facile che di pesca ne sappia poco ma molto poco anche se vi sono in circolazione libri di pesca scritti da lui.....con quale inchiostro non si sà ma risulta scritto da lui un libro sulla pesca al cavedano quando lui pesca 3 volte all' anno e sempre e solo trote nei riali dell' appennino (NB: Non è un esempio)
Barbo cm 64 gr 3500 net T. Elvo







Una domanda banale, ma almeno ci aiuta a conoscerti...da quanto peschi?


Mio padre era accanito pescatore…fai tu; quindi credo che nel 1963-4 ebbi già una canetta in mano e poi dopo anche la bilancia. Terdoppio, Agogna, canali novaresi e Ticino le acque . Un periodo di circa 8 anni di fermo dietro ad altro tipo di pescia e poi ripartito**Conosco bene il novarese e il Vercellese, meno ma decentemente il biellese e il Verbano, La Drava carinziana, , qualcosa del torinese e alessandrino e altri luoghi sparsi in giro.

Whortesee a traina "diciamo"





Tecnica preferita?

Passata. Il Non plus ultra della pesca come orgasmo è la canna fissa senza elastico….possono dire delle altre tecniche ciò che vogliono. A circa 45 anni presi una trota da 1850 gr nel Sesia a Romagnano colla fissa e finale dello 0.12 ed ebbi un orgasmo mentale micidiale.

Canale Sartirana


La cattura della tua vita qual è stata? Fino ad ora, s'intende :) (qui se vuoi fare gli scongiuri fai pure)


Come goduria quella citata; poi una marmorata da 4.4 kg nel Po a Carmagnola colla camola e finale dello 0.22 mi pare ma venne a riva senza lottare molto (in effetti è l’ iridea la trota più combattiva specie se immessa da avanotto) . Come peso una carpa sui 6 kh diciamo ma con finale grosso. Prima pescavo sempre leggero, non avevo assimilato certi concetti di adesso e i pesci grossi grossi che agganciavo (specie nel canale Cavour) spaccavano. ** Nel Cavour a Novara Veveri scendevano dal Po, dalla Dora Baltea e dal tratto iniziale del Ticino post lacuale ogni varietà di pesci di allora e NON PICCOLI!!!! Luccio da 3.4 kg coll’ alborella viva e finale del 0.18. Eravamo a trote io Titta e gabox.




Considerata l'esperienza maturata sul campo, quanto e come ritieni cambiato il panorama alieutico?

Il panorama è alla frutta. Pesci pochi e a macchia di leopardo. Licenze in Piemonte calate del 50% negli anni 1995/2005…Credo che le altre regioni abbiano lo stesso trend.
Per chi ha qualche soldo resta una porzione di estero ma attenti bene dove andate, in che periodo andate, chi è l’ agenzia di pesca ecc ecc. Diciamo che 30-40 anni fa potevi fare la corte alla Ferilli, adesso la fai ad una donna di cm 150, 34 kg di peso,senza seno e pure colle lentiggini.



Qualche aneddoto?

1972 o 73. Terdoppio vicino Caltignaga: bilancia da 130 cm per lato e maglia da 2 cm, io e il papi. Avevamo già un 6-8 cavedani medi, 1 tinca, un paio di trote e qualche altro pesce; giungemmo in una lama e ci piazzammo a 50 metri di distanza. Vidi un luccio credo vicino al Kg e gli piazzai piano piano piano la bilancia a 70 cm. Il gioco era semplice...Il luccio generalmente non si spaventa così tu alzi un po’ il lato opposto al luccio, il socio gli tocca la coda e lui si impianta nella rete: chiamo il papi e lui “ho 3 barbetti qua…aspetta”. Me ne arriva un altro similare dal lato opposto. Sono spiazzato…non so che fare!! Lo richiamo e lui ”Anguilla anguilla”….2400 gr di anguilla!!!! 30 minuti per metterla nel cestino a maglie metalliche.



4 anni fa, cava verso Trino; io, Gabox, Titta e un ragazzino…Il ragazzino pescava e Titta lo guardava. Il ragazzino non si sente di lanciare il minnow in un posto per i rami sopra la testa e ci pensa Titta per insegnargli……un lancio e luccio da 3,4 Kg. QUANDO IL C……agisce l’ abilità, l’ esperienza ecc ecc vano a farsi benedire. Poi magari incavolato nero per il c....dell' amico ti fai un 1 km a piedi sulla riva per smaltire la rabbia e incontri quella della foto sotto e benedisci l' amico ah ah ah




Barbo cm 71 gr 3800


Walter lascio a te la conclusione di questa intervista...

Ragazzi giovani datevi ad altre cose…….Io se rinascessi certo non spenderei soldi e tempo adesso colla pesca. Se la passione è AMORE attualmente la pesca è un brutto partner vecchio e senza fantasia ed iniziativa. NON sposatevi colla pesca!!!!!



Video

Anedotti pesca 

Persico reale con amettiera agoni 

Salmetrino a spinning 







4.04.2011

Pesca in Austria


Il titolo non tragga in inganno visto che non vuole porre in evidenza piste e impianti per sport sulla neve della nota regione austriaca, che seppur esistendo, non sono certo l’ oggetto di questo sito, ma della possibilità di pescare il cosiddetto “pesce bianco”; cioè cavedani, barbi, breme e nasen in abbondanza in quel loco quasi sempre nominato per trote e temoli che seppur si prendono anche pescando colle esche tradizionali da galleggiante.


Quando scoprii in internet agli albori del nuovo millennio un sito dedicato a questa pesca per me fu quasi la fine di un incubo; potevo finalmente convincere mio marito a portarmi in Austria! Ci riuscii e lui riuscii a farmi pescare per poi soddisfare le mie richieste turistiche.
Da allora ci siamo tornati una decina di volte, anche con amici, sempre aspettando ansiosi il momento della partenza e sognando il nuovo ritorno quando purtroppo gli impegni di lavoro e famiglia ci riportavano in Piemonte.
La pesca al pesce bianco in Carinzia vuol dire soprattutto Drava; sia Drava Grande dalla diga di Feistrit fino all’ inizio del bacino di Volkermarkt, sia quella denominata in loco “Drava Piccola” da non confondersi con quella a monte di Lienz.

Sono esclusi i grandi bacini a monte delle dighe pare per il limo glaciale che vi si deposita. Infatti molti decenni or sono gli austriaci canalizzarono, seppur non sembri data la vegetazione sulle rive, a scopo idroelettrico buona parte del fiume costruendovi grosse e alte dighe; Viene logico che a monte di esse per qualche km si formino dei laghi di difficoltosa pesca che è praticata invece nei tratti a valle delle stesse.

Ferlach


Per qualche motivo la prima centrale è stata attivata invece alla fine di un canale lungo qualche Km che preleva gran parte dell’acqua dal grosso fiume; nel grande vecchio letto scorre il rimanente liquido che và poi a congiungersi con quello del canale ed è appunto questo tratto che è detta Drava piccola . Mentre per la Grossa siamo a dimensioni e portata inusuale per le acque italiche a cui solo il Po dopo Cremona può arrivare, riguardo la Piccola la portata è da paragonarsi a una nostra Agogna o Cervo nei tratti medio bassi pur scorrendo in un ampio letto ricoperto in parte da folta vegetazione.



Pesci e loro pesca con esche naturali

Il pesce predominante è sicuramente il Nasen cioè l’equivalente della nostrana Savetta con appunto un grosso naso e ben presente anche nei corsi del Friuli come l’Isonzo. La pezzatura passa dai 700/800 gr fino ai 2 kg abbondanti.
E’ presente in ogni tratto della Drava, sia piccola che grossa.
Segue a ruota la Breme di almeno 2 specie. E’ presente in buona parte della Drava grande ma non ovunque, assente a nostro sapere in quella piccola, e ben presente nel tratto finale del torrente Gurk; la pezzatura dei soggetti che formano grossi branchi và dai 500 a oltre 1000 grammi.
Sotto la diga di Feistrit sono frequenti esemplari di 2-3 kg con qualche soggetto che arriva o supera i 4000 gr.



Il barbo europeo è ben presente ovunque ma presenta difficoltà a catturarlo nella Drava Grande visto che come sua abitudine si piazza nelle correnti più forti. La taglia è decisamente interessante con un record di oltre 5 kg.

Lo spettacolare cavedano a volte dalle marcate pinne rosse non è frequente come le altre specie ma qualche cattura nell’arco della giornata avviene sempre con taglie sbalorditive.

Non vi è da stupirsi più di tanto se si allamano, trote iridee e fario, salmerini alpinus, pighi, temoli e coregoni . Sono presenti huco huco, lucci, lucioperca e grosse carpe anche per altre pesche e ualche volta rrosse alborelle a branchi nella bella stagione. Si può pescare anche a spinning e l' Hotel ha in gestione una risorgiva con trote e salmerini

Salmerino in risorgiva





Come pescarli

Si usa il classico bigattino ovviamente. Qualche scatola di mais è utile averla dietro nel caso delle appena citate alborelle; abbiamo provato anche col pane francese con risultati discreti ma nettamente minori che col “cagnotto”. Da portarsi appresso canne da ledgering (le più potenti possibili) o anche da surf casting visto che l’abboccata non è mai delicata ma sempre ben evidente se non addirittura violenta.
Bolognesi dai 5 metri per la Drava piccola ai 6/7 metri per quella grossa. Mulinelli con bobine caricate dallo 0.18 allo 0.25 per il ledgering, un pò meno ma mai sotto lo 0.16 per la passata.
Fili finali dallo 0.12 minino allo 0.22 per il ledgering pesante. Ami dal N 10 al N 16 a filo medio.
Galleggianti dai 3 ai 10 grammi; qualcosa meno per la piccola se proprio si desidera pescare leggero ma ciò non serve in quelle acque in cui i pesci stanno vedendo il bigattino da pochi anni.
Tanta pastura a base salata e magari qualche sacchetto di pane grattugiato da aggiungervi, almeno 2 kg di bigattini al giorno per ogni giorno preventivato di Drava Grande e pochi per la Drava Piccola. Stivali corti ovunque e lunghi se si vuole esplorare la Drava piccola attraversandola nei raschi.

A passata non servono particolari accorgimenti e finezze tipiche italiane; A seconda della corrente si sceglie il “tappo” a pera o a pera rovesciata più o meno accentuata, lo si tara al 90% con una torpille e si completa con alcuni pallini . Finali corti dello 0.12/0.14 sui quali legheremo un amo del N 12/14 a cui infilzeremo anche 8/10 bigattini. Naturalmente in Drava Grande pescheremo sulla linea ove abbiamo immesso la pastura. Non è mai conveniente cambiare postazione e bisogna insistere nel punto pasturato dato che prima o poi i grossi branchi troveranno quello che abbiamo immesso.


In Piccola si può anche fare una pesca di ricerca.
A Ledgering si usano pasturatori di grosse dimensioni per la ricerca dei grossi barbi; conviene addirittura portarsene alcuni precedentemente appesantiti anche oltre i 200 gr.
Pagliette in abbondanza, fionda e tutta la normale attrezzatura da portarsi dietro, non dimenticando il guadino, uniti al resto.
Conviene non dimenticarsi nulla a casa visto la difficoltà di reperimento di alcuni oggetti. Un negozio di pesca è in Ferlach a poca distanza dalla banca di Slovenia che fra l’altro è a pochi metri da un piccolo rio dall’acqua trasparente gremito di splendide trote fario.



I bigattini sono introvabili in Carinzia e non è raro che qualche locale venga a chiederne un po’ per farsi i pesciolini che userà per insidiare i predatori magari lasciandoli semplicemente morti sul fondo come ho visto fare. In effetti i pescatori locali sono pochi e con una qualità tecnica media che lascia perplessi a dir poco.
Raramente si scende sotto i 20 kg di pescato a testa.
Nasse vietate e il pesce si libera subito o si trattiene morto nei limiti consentiti della riserva. Non vi è motivo di questo e perciò dopo l’eventuale foto si consiglia il rilascio.
Ogni canna già in assetto di pesca è considerata come fosse in pesca. Per ogni altra questione regolamentare vedere i permessi e/o chiedere in Hotel.
I controlli sono frequenti sia dai guardapesca regionali sia da quelli privati.





Stagioni

Siamo andati anche a capodanno nel 2003 ed è stata una di quelle rare volte di cui accennavo poco sopra; però ho preso un luccio di 63/64 cm con un tandem sotto la diga di Grafestein in un'oretta di un inconsueto spinning, per noi almeno, in Austria.
L’acqua della Drava è fredda e quindi bisogna aspettare almeno maggio per catturare bene anche se già a fine aprile si può tentare ed ottenere discreti risultati.
Fine aprile, maggio e talvolta inizio giugno sono i periodi ideali per divertirsi in Drava piccola anche con fisse da 7 metri durante la rimonta dei Nasen.


Negli altri periodi è meno fruttuosa ma ne resta sempre qualcuno unito a grossi cavedani, barbi, qualche carpa e un po’ di minutaglia; mai vista una breme. Personalmente è il posto che amo di più.
La postazione in assoluto da non perdere è a valle della la Diga di Feistritz dove il divertimento è assicurato dal neofita al campione.


Si pesca poco oltre la punta della bolognese attuando una leggera trattenuta. Diciamo attorno ai 10/12 metri da riva e se non è al mattino di sicuro al pomeriggio, quando l’acqua scende di anche 20 cm per via di una parziale chiusura della diga, è una “sarabanda” di nasen.
Se si vogliono i barbi o le grosse breme conviene però pescare a ledgering in mezzo al grosso rigiro. Abbiamo visto usare anche le roubaisienne.
Qualche cavedano fa sempre la sua visita unito talvolta alle sorprese di cui sopra. Il fondo sulla linea citata è attorno ai 2.5/3 metri.

Tratto finale della Drava piccola

Anche in altre postazioni a Feistrit più lontane dalla diga, a Ferlach presso i “barconi” e a Grafestein abbiamo fatto ottime pescate alternate però da uscite meno fruttuose con comunque al guadino, oltre altri pesci sganciati, sempre almeno 15/20 pezzi oltre il kilo. Probabilmente non pasturavamo abbastanza in quelle occasioni non riuscendo a fermare sul posto gli enormi branchi di pesce.
La profondità è maggiore che a Festritz e si attesta verso i 4 metri. Il tratto finale del Gurk ci ha regalato solo Breme di media stazza e qualche Blicca.



Hotel e permessi

L’ Aktiv Hotel si trova a Frog in comune di Rosegg proprio in mezzo all’isola che formano la Drava Piccola e il canale e quindi a un “tiro di schioppo” dai luoghi di pesca.
Si entra in Austria dal passo del Tarvisio dopo essersi lasciati alle spalle Udine oltre 100 km; si devia in direzione Slovenia e si esce al primo svincolo.
Dopo St Jhoann si devia per Rosegg e si arriva alla frazione Frog. Volendo cogliere subito l’atmosfera austriaca si può uscire ad Arnoldstein e farsi una trentina di km.
Ricordarsi di munirsi del bollino per le autostrade austriache all’ ACI locale o presso gli ultimi autogrill prima del confine del costo di euro 7.60 per 10 gironi. Sito internet: www.trophyclub.it

Sport e turismo

La verde Carinzia possiede oltre 200 fra laghi e laghetti di varie dimensioni fra cui i più grossi sono il Whorter ( a 5 km dall’ Hotel), Il Milstatter e l’ Ossiach oltre al mitico Weiben.
Una visita alla bellezza selvaggia e alle acque cristalline di quest’ultimo è d’obbligo come salire verso il Gerlitzen (stazione sciistica) e godersi il panorama splendido dell’ Ossiach, magari gustando qualche tipico piatto della zona in una terrazza di un ristorante a metà strada.
A Velden sul Whortersee (see sta per lago) un casinò può allietare le serate o alleggerire il portafoglio.
Klangfeurt la capitale della Carinzia offre un centro storico classico ma nulla più. Mete più interessanti ma più lontane sono Salisburgo e Graz.
Salisburgo
Graz
Sport acquatici in abbondanza per i giovani ma anche molte piste ciclabili di cui ben 200 km lungo la Drava.
Passeggiate a piedi e equitazione sono l’alternativa nei periodi senza funghi.
Essi sono il secondo scopo per cui ci rechiamo in Carinzia pur non essendo dei “fungaioli”…e penso sia capibile quanti ve ne sono in estate.



I prezzi sono mediamente come in Italia ad eccetto della benzina che si paga circa 20cent in meno. Si consiglia di evitare di prendere il caffè nei bar ed invece di gustarsi dolci e piatti a base di carne nei pranzi durante le gite turistiche accompagnati naturalmente da birra.
Da portarsi a casa acquistando nei tanti piccoli e medi supermercati Wusterl e salumi affumicati oltre al già citato liquido biondo.
Quello che piace del luogo sono soprattutto il grande verde e la quasi assenza di traffico appena fuori dai centri abitanti maggiori che sono anche pochi.


4.02.2011

Economia della Biodiversità

Questo volume realizzato dall'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) offre elementi molto utili per valutare meglio l'importanza della conservazione della biodiversità, anche per l'impatto che la sua perdita ha sull'economia.

Gli autori hanno anche cercato di dare una definizione di biodiversità che sia più adatta alla realtà socio-politica nella quale viviamo e che quindi si inserisca meglio nelle dinamiche economiche della nostra società.

Nel concreto il testo spiega in modo molto dettagliato qual è il doppio filo che lega economia e conservazione e perchè adesso uno sviluppo sostenibile non è più solo un'esigenza di carattere ambientale, ma è anche un'esigenza economica.

Per leggere questo lavoro a tutto schermo è sufficiente che clicchiate su

Il volume è scaricabile anche dal sito dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana ( ARPAT )




Economia della biodiversità

pane, salame e trote di Nico Guerra pro staff T2

Questa volta sono con Nico Guerra residente a Barghe (BS) nella val Sabbia ma nato a Gavardo, sempre il Val Sabbia nel 1977. Esso è Pro...