spinning


martedì 28 febbraio 2017

Pescare il pesce Serra





Unico rappresentante della Famiglia dei Pomatomidi, il Pesce serra (Pomatomus saltator) è un predatore che negli ultimi anni, probabilmente a seguito del riscaldamento delle acque, si mostra sempre più di frequente in alcune località costiere, come ad esempio quelle della regione laziale e sicula ma che è arrivato anche nelle acq ue toscane e liguri.  Dalla formidabile dentatura che possiedono le sue possenti mascelle; i denti infatti sono molto affilati e di forma triangolare. Spesso trancia di netto, a metà, le sue prede. Specie dalle abitudini gregarie predilige le acque calde, per cui, nella stagione che va da maggio ad ottobre si avvicina molto spesso sottocosta per poi allontanarsene nel periodo freddo.
Molto comune nelle aree portuali dove trova cibo in abbondanza e nelle foci dei fiumi dove riesce a tollerare le ampie fluttuazioni termiche e saline caratteristiche di questi ambienti particolari. Le sue carni, nonostante siano buone, non sono considerate pregiate in tutte le nostre regioni.
 Possiede mascelle molto forti, come solo ben pochi predatori anno, con denti aguzzi e taglienti per cui per la sua cattura è previsto un terminale in acciaio minimo 40 libre. ( 1 libra equivale a 450 grammi )
Il suo habitat qui da noi è prevalentemente nel porto, dove sicuramente trova parecchio da mangiare. È presente anche di fronte alle spiagge.
 

Gli spot nei quali i pesci accostano a poche decine di metri da riva, benché rari e circoscritti, esistono un pò dovunque, andare a caso non serve a niente, bisogna individuarli con precisione e andare a colpo sicuro

. Un’indicazione quasi sicura sulla presenza del pesce serra, capita anche di averla in spiaggia, magari senza rendersene conto, un colpo sicuro e forte, la canna che si piega, una mormora allamata e recuperata la notiamo tranciata a metà, di sicuro è il serra, quindi conviene provare. Abbiamo la certezza della sua presenza, vedendo la mormora tranciata di netto e senza nessuna striatura
La sua esca preferita è l’aguglia, ecco perché si trova in contemporanea con l’arrivo di questi pesci, non disdegna neanche le piccole spigole, saraghi, occhiate, cefali etc. etc, e perché no anche di qualche orata ma di piccole dimensioni, diciamo che tutto quello che si muove in acqua è il suo cibo, a prescindere dal vivo, e considerando anche le sue abitudini di grufolare, nella sabbia, non disdegna neanche della sarda, e dell’ acciuga, e anche per qualche anellide di media grandezza, tipo americano, rimini e cosi via dicendo, questo per quanto riguarda le esche vive o morte, si puo’ catturare anche a spinning con gli artificiali, considerando anche che è sempre a caccia, si può catturare in ore diurne e notturne  anche nei porti. Inneschiamo ami grossi del N 1/0/2/0.

Il vivo è l’ esca principe , il terminale deve essere di 1.5-2 metri , in acque profonde 3-4-5 metri con opportuno grosso galleggiante (magari un palloncino) si lascia il tutto al bando il filo per 5-6 metri considerando che trancia l’ esca a metà gli ami sul pesce esca devono essere almeno due; Uno in testa e uno in coda.
L’innesco con il palloncino avviene con una girella a tre, legando ad un occhiello, il palloncino, ad un altro occhiello il terminale con l’esca, e ad un altro anello la lenza madre che teniamo in mano in caso di ferrata, per poter recuperare, ( attenzione il terminale sempre in acciaio )
Naturalmente è pescabile anche a surfcasting
Qualsiasi esca morta può andar bene, il terminale adatto per le esche morte, e principalmente per la sarda, da usare nel porto, si usa usare un piombo sui 50 – 70 grammi legato ad un filo di almeno 2 metri, con asola da attaccare al moschettone della lenza madre, più un
terminale sempre a due ami, legati in un filo in acciaio termosaldante, di circa 50 centimetri, che andremo ad allacciare ad un filo del 0.30 di circa 1,5 metri, che allacceremo allo stesso moschettone della lenza madre, insieme al filo con piombo.
a questo punto inneschiamo la sarda od altro pesce, facendo attenzione di rompere con le mani la lisca dell’ultimo pezzo , dalla parte della coda in 2 – 3 punti, cosi facendo una volta lanciata la sarda, e stando a circa 2 metri di altezza, e considerando la corrente che si trova nei porti, la coda rotta tende ad ondeggiare dando la sensazione come se la sarda fosse viva, a questo punto non ci resta che aspettare, lo stesso vale anche con una bella alice, lo stesso metodo si può usare tranquillamente dalla spiaggia.

A spinning, considerando che stiamo parlando di un predatore-cacciatore, è quello che si muove in acqua lui lo attacca, i minnow sono ideali per questo tipo di pesca, bisogna usare minnow più o meno della lunghezza di almeno 10 – 15 centimetri, tutti i tipi di minnow vanno bene, pero’se consideriamo che la sua esca preferita e l’aguglia, dovremmo portare con noi anche dei minnow snodati, a 2 o 3 pezzi

Se il Serra è medio-grande….tanti auguri, in quanto il pesce in questione si difende con fughe velocissime, ripetuti salti, inversioni di marcia e chi più ne ha ne metta: Se più piccolo, diciamo sotto il Kg e mezzo, vi renderete conto di non aver mai allamato un pesce di questa taglia che tira quanto il  “Killer” in questione con una forza incredibile.

Occore fare molta attenzione nella slamatura in quanto i denti del Serra , capaci di tagliare nylon da 1 mm, possono causare profonde ferite e quindi è meglio usare un paio di pinzette del tipo chirurgico cioè con blocco di presa e tanta calma.

Video: https://www.youtube.com/watch?v=QkfmG_DmIeM

https://www.youtube.com/watch?v=JCCL9UCjx3I






lunedì 20 febbraio 2017

Pescare nelle acque dimenticate






In tutta Italia vi sono acque dimenticate; parlo di canaletti, fossi, rii, lanche piccole, stagni, cave e specie nel Nord bacini usati per irrigare le risaie o le campagne. Qualche anziano frequenta ancora le lanche usando magari la tradizionale polenta e gorgonzola per insidiare qualche carpa e tinca. Ma perché non provarci anche Noi , magari dopo un sonoro “capotto” in acque maggiori? Oppure per non fare tanta strada e sbalcare il lunario ed in ultimus per provare, tentare dove nessuno ci crede….

Non è raro che nelle lanche sia rimasto qualche Black Bass ed anzi sia accresciuto di numero nutrendosi delle scardole e dei piccoli pesci presenti. Non a caso ho messo 2 foto di una bella ragazza con 2 grossi pesci presi nei laghi Mariina nelle campagne di Cilavegna (NO) in gestione al fishing Tour Novara (http://pescambiente.blogspot.it/2017/02/fishing-tour-2017-film-acque-foto.html) in mezzo alle risaie e frequentati solo da dei ragazzotti che effettuano sempre il NO Kill facendo in  modo che i Tanti Black bass e qualche Zander presente accrescano ben bene anche se per i primi le difficoltà di cattura diventano sempre maggiori e forse è questo che cercano….(le altre foto dei Black Bass sono di questi ragazzotti….direi uomini adesso ma io li conosco da anni e li chiamo sempre ragazzotti)


Ma anche nei fossi o piccole roggie come la Busca e la Biraga vi è sempre qualche cavedano o dei barbi o altro, magari anche delle trote; In alcuni casi sono oggetto di risalita per frega di lucci.


 Nei riali di montagna o collinari , specialmente se escono da riserve di acque maggiori, non è raro trovare qualche trota decente di immissione  ed altre piccole autoctone 


.Non dimentichiamoci però che in questi ambienti è essenziale agire colla massima circospezione senza far rumore e farsi scorgere dai pesci.
Sempre nelle lanche a spinning possiamo provare ad insidiare i persici reali oppure, con spinnerbaits i lucci e i Persici trota;

Non è detto che proprio la non frequentazione di questi specchi di acqua non abbia permesso ai pochi esemplari rimasti di accrescersi notevolmente. Ed anzi quel fortunello del mio ex socio Cristiano alle sue prime esperienze a spinning prese , quasi a notte inoltrata, un luccio sui 10 Kg come documenta la mia foto con un ondulante antialga che gli avevo prestato io in una lanca pochissimo frequentata derivante dal Sesia dopo Vercelli ed invasa dal fiume solo dopo grosse piene.

 In una altra occasione, dopo un pranzo fra pescatori in un ristorante con un laghetto, il mio amico Luca prese a mosca un Amur e una carpa vicino al Kg.


Una alternativa , specie per i neofiti, è in questi ambienti la classica pesca col galleggiante alla ricerca di scardole, triotti, persici sole e magari carassi o piccole carpe. Abbondanti erano una volta le scardole coda rossa e adesso anche se rarefatte qualcuna è rimasta e anche se non raggiungono le dimensioni della scardola normale sono però divertenti da pescare con una corta canna fissa sui 5 metri facendo divertire il piccolo pescatore.


Una altra bella fortuna la ebbi io in ferie nei pressi Massa Marittima dove tentando le prime esperienze a carpfishing , in costume estivo e con al seguito la famiglia e col permesso del proprietario che mi aveva assicurato la presenza di belle carpe, presi in un laghetto un luccio di 125 cm (misurato a spanne) mentre recuperavo 2 boiles giallo/rossa. Non è una novità questa cattura come effettuazione ma comunque una rarità.

Nelle roggie piemontesi e lombarde  diminuiti di molto le specie come alborella, varione e triotto (anche se in qualche caso si trovano ancora delle colonie discrete) è aumentata la presenza di pseudorasbore e rodei amari anche se questi ultimi ben difficilmente si catturano coll’ amo avendo dimensioni troppo piccole. mentre qualche pseudorasbora abbocca; Queste specie non hanno però colonizzato le rogge derivanti da sorgenti o da torrenti con acque limpide e veloci.


In queste ultime non è raro, specie nelle rogge novaresi e nelle 

domenica 19 febbraio 2017

pesca a mosca-Pupa di chirinomo vetrificata EPOXY BUZER




 MATERIALI
-AMO: Mustad Mod. 80150dal N. 16 al N 8
-Seta di montaggio nera
-Addome: Ultra Lace trasparente
-Anellatura: Seta di montaggio arancione
-Torace: Seta di montagio nera
-Bozze alari:Blots di penna d’oca tinta di giallo
L’ intera mosca è verniciata con una mano colla epossidica a rapido essiccamento).
Mosca molto efficace nei laghetti sulle trote iride e molto facile da realizzare; adatta per i neofiti della costruzione.

---Il primo passo della realizzazione si affronta innescando lla ganascia del morsetto e legando la seta di montaggio nera sul suo gambo, che impieghiamo  per bloccare, in prossimità della curva, le estremità di Ultra luce trasparente e di uno spezzone di seta da costruzione arancione-


---Lungo Lungo i 2 terzi posteriori del gambo dell’ avvolgiamo in strette spire, l’ Ultra Lace trasparente, formando l’ addome.


---Realizziamo ora l’ anellatura della mosca girando la seta di montaggio attorno alle spire dell’ Ultra Lace.


---Leghiamo 2 blots di penna d’ oca davanti all’ addome, ponendoli ai fianch dell’ aamo e in modo che il loro tratto basale si protragga all’ indietro e leggermente verso il basso.



---Con ripetuti passaggi del filato nero attorno al terzo anteriore del gambo creiamo il tore dell’ artificiale. Fatto ciò, corichiamo in avanti i 2 blots di penna d’oca e li fissiamo subito dietro l’occhiello.


---Eliminate le eccedenze dei blots gialli componiamo la testa della con la seta di montaggio e dopo effettuiamo una serie di nodini con apposito accessorio.

---Uniamo assieme una modica quantità dei componenti per la rapida essicazione per la preparazione della colla a rapido essiccamento e distribuiamo poi una abbondante mano del composto su tutta la mosca. Ruotiamoper alcuni minuti l’ artificiale su se tesso per evitare che la colla, mentre indurisce, coli via e formi antisestiche gibbosità. Quando la ninfa darà perfettamente asciutta potremo inserirla nella nostra scatola




Pescare nel lago del Letino





Nella pianura delle Secene nasce in cinque o sei polle la piccola sorgente del fiume Lete, anticamente Ete. Il Fiume Lete sorge per fenomeno carsico alla quota di m. 1028. Il nome richiama inevitabilmente una nota marca di acqua minerale che viene imbottigliata proprio alle sorgenti del fiume. La qualità delle acque è eccellente. La temperatura alla sorgente è di 8° C.; la portata il secondo è di l. 119.
Il Lago di Letino o di Cauto è un bacino artificiale sito poco lontano dal centro abitato.

Venne costruito agli inizi del XX secolo per alimentare la centrale idroelettrica di Prata Sannita sfruttando l’ acqua del tratto montano del fiume Lete la cui acqua viene catturata e attraverso una condotta forzata percorre circa un Km fino alla centrale sbarrato da una diga.

Ha una superficie di 1,1 km², un volume d'acqua di 925 000  e un limite massimo di invaso di 908 metri cubi.
 Il territorio comunale si estende per 31 kmq con un'altitudine che varia dagli 828 metri della località "cavuto" ai 1725 della località "Vallocchie scure", ai piedi di monte Miletto e il paese
Il  ridente paese del matese è sito a 961 metri sul livello del mare è aggrappato ad un colle esposto l sole che tempera l’ aria tagliente della  sua altitudine.
Comunque Prima che la Società Meridionale costruisse l'alta diga di sbarramento, il fiume Lete, sempre per fenomeno carsico, s'inabissava nel profondo e misterioso inghiottitoio del Càuto, ricchissimo di formazioni stalattitiche e stalagmitiche, per ricomparire sull'orrido precipizio sopra Prata, non lungi dall'antico castello medioevale dei Pandone. Ancora prima che fosse costruito lo sbarramento artificiale voluto dall'uomo, durante la stagione invernale e nel corso del disgelo primaverile, le acque del Lete formavano un vasto bacino naturale (ancora oggi sono visibili le sue sponde, se si osserva il paesaggio dall'alto del paese), per poi tracimare in cascata nella ripida, scoscesa e sassosa Valle delle Rav
La fauna ittica del lago è costituita essenzialmente da trotefario, lucci,carpe, scardole,
cavedani,persici reali, alborelle,anguille, carpe e tinche e dall’ alloctono (per il lago) pigo che nessuno sà spiegare come ci sia arrivato; e comunque data la taglia notevole devono essere presenti da molti anni. Ci sono carpe anche se proprio non da carpfishing pescabili a fondo col classico mais o altri legumi tipo i grossi fagioli fatti bollire preventivamente ed innescati ; la pasturazione è vietata essendo classificata acqua pregiata.
Pescando colla bolognese con galleggianti scorrevoli o all’ inglese con piccoli vermi di letame si catturano i  cavedani(ma che abbocano anche sui vermi destinati alle trote)
e  i pighi e le tinche oltre ai persici reali

e alle trote che possiamo insidiare anche a spinning con attrezzatura leggere con rotanti del N 2/3 o Martin di gr. 6-9 oppure ancor meglio ondulantini lunghi e stretti ricco rendo anche a piccoli/medi minnows che possono attirare anche i cavedani .
Rende bene anche il classico striscio tipo laghetti con le camole ma alternando parecchie pause in modo che possa interessare anche i ciprinidi.
Per il luccio andremo più sul pesante con canne da 8-9 piedi, filo dello 0.30 minimo o trecciato dello 0.16 , cavetto di acciaio e come esche pesanti rotanti od ondulanti (il meglio è sempre il classico Martin di 28 grammi) non disdegnando spinnerbaits e grossi siliconici con testine piombate da far ballare nei sottoriva con profondità almeno di qualche metro.
Il punto migliore per i salmonidi è dove la condotta immette acqua nel lago e i punti più profondi sono raggiungibili dalla diga.

Come arrivare: Il comune dista 37 Km dall’ autostrada del sole conuscita al casello di Catanello. Proseguire poi per Vairano, po per Fontegrada e poi fino in cima passando da Gallo matese. Alcune stradine raggiungono poi il lagodi cui molte vicino alle poste italiane situate in via Marconi anche se è meglio chiedere in loco la strada migliore.

Licenza: governativa
Negozi di pesca: nessuno nelle vicinanze

Soggiornare in alcuni B&B vicini vedibili al link: http://www.bb30.it/dormire_vicino/50/1-bb_vicino_Lago_di_Letino__Letino.htm






Video:



lunedì 13 febbraio 2017

Trote marmorate del Brenta

Testo e foto di Alberto Sambugaro. Prefazione di Walter Scandaluzzi.

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La (o il) Brenta (Medoacus maior, poi Brinta in latinoBrandau in tedescoBrint in cimbro) è un importante fiume italiano che nasce dal lago di Caldonazzo e di Levico in Trentino-Alto Adige; è uno dei principali fiumi tra quelli che sfociano nell'alto Adriatico, a nord del Po. La sua lunghezza complessiva è di circa 174 km che lo colloca al tredicesimo posto in Italia.

I suoi affluenti sono:
roggia molina (Lobia di Persegara)

I defluenti sono:






Sito Web di  autostruzione minnows  di Alberto:


Il fiume la Brenta  è a mio avviso,  per il pescatore che cerca di insidiare la trota Marmorata,
uno dei fiumi che può  ancora farti emozionare con dei pesci selvatici e di taglia, anche se  a causa di una forte pressione da parte dei pescatori  le Marmorate sono diventate di una astuzia e diffidenza mostruosa,  penso che ormai quando getti  l’ artificiale in acqua la grossa marmorata  ti sa dire già all’ istante marca e misura del minnow !    Nel fiume sono presenti ( trote iridee, fario, Marmorate , Ibridi, Temoli, Barbi, cavedani e Lucci.   ( ponte degli alpini ) interamente costruito in legno; 

Una cittadina caratteristica del Veneto con il famoso Ponte Vecchio

 Il tratto che ritengo più bello per pescare diciamo che parte proprio al centro di Bassano del Grappa ( VI ),

 Ora in fase di restauro e che vale la pena di visitare, fino a Primolano passando da sud a nord le seguenti cittadine :  Solagna, Campolongo, Oliero, Valstagna, S. Gaetano, Cismon, questi i principali centri abitati, siamo nella ValSugana.

Per pescare in questi tratti di fiume ( zona A ) bisogna essere soci di : associazione acque bacino brenta  o farsi sempre tramite   l ‘ associazione un permesso giornaliero  (rilasciai a partire dal primo maggio )dal costo di 20 Euro  info@bacinofiumebrenta.it  o  www.bacinofiumebrenta.it  entrando nel sito si può avere qualsiasi informazione,  prenotare i permessi giornalieri o farsi  socio, con il permesso  viene rilasciata anche una cartina geografica molto dettagliata su tutte le zone di pesca della riserva.
Purtroppo questo lungo tratto del Brenta  ( 20 – 25 Km )  è suddiviso in una infinità di zone  pesca  dunque onde evitare di incappare in un verbale da parte della sorveglianza consiglio di fare molta attenzione alla cartina chiedendo sempre informazioni ai pescatori del posto se non accompagnati,  in ogni caso tutte le varie zone    “ pronta cattura , trofeo , no kill, Brenta Normale, Sperimentale, ripopolamenti  ecc … “ sono ben indicate.
Valstagna
Mia opinione queste suddivisioni  sono un vero problema per il pescatore foraneo che vuole passare una giornata tranquilla di pesca in questo tratto di fiume magico magari spostandosi in continuazione da uno spot all’ altro.

A nord di Valstagna anche sopra
 Le tecniche che si possono praticare sono : Spinning, mosca, esca naturale “ solo Verme “ e pesciolino morto  forse dal 2017  vietato, sono già vietati  i siliconici.
Diga di Campolongo
Resta inteso che la trota Marmorata e il suo ibrido sono protetti  dunque se pescati  devono essere subito rilasciati.
Se un pescatore vuole affrontare il fiume a mosca il mio consiglio è di pescare in zona Trofeo e no kill a nord del ponte degli alpini a Bassano zona straricca di trote fario e iridee , temoli e di grosse ma grosse MARMORATE;
ottima anche la zona sperimentale trofeo a Valstagna  e il tratto anche se molto tecnico del Cornale .

Chi lo affronta a spinning come mè  lo può insidiare praticamente in maniera uniforme a eccezione delle zone solo Mosca,  il periodo migliore è naturalmente dopo la prima piena primaverile.


Con le esche naturali si è un po’ più penalizzati ma in ogni caso ad accezione delle zone trofeo e mosca il fiume ha molto spazio da offrire anche a chi pratica questa tecnica.

Per chi volesse fermarsi qualche giorno la possibilità di trovare alloggio a prezzi  modesti  è facile io consiglio la zona fuori Bassano, Solagna o Valstagna  paesini turistici proprio lungo il fiume.
Anche per le vostre  famiglie è possibile  visitare qualche bel posto nei dintorni consiglio oltre che Bassano del Grappa , la tipica città murata di  Marostica con la sua famoso  piazza con la scacchiera,  Asiago cittadina turistica dell’altopiano e lungo il fiume più precisamente a Oliero il Parco con le sue grotte visitabili con la guida.

Comunque tutta la zona in concessione offre dei panorami e dei sentieri per fare delle passeggiate bellissime, molto bello è anche il Lago del  Corlo  famoso per la pesca al luccio dove nel periodo estivo si possono trovare anche dei campeggi aperti,  entriamo purtroppo in un ‘ altra concessione di pesca, si possono in ogni caso reperire nei Bar lungo il lago i permessi di pesca giornalieri e noleggiare barche.
In prossimità di Bassano per chi avesse bisogno di integrare la sua attrezzatura da pesca consiglio due negozi Silva Sport a Nove via della residenza  10 e Brunello Pesca a  Rosà  questo ultimo molto attrezzato per lo spinning.
Cosa posso dire in conclusione se non invitare un po’ tutti voi appassionati di questo magnifico  sport avendone la possibilità di non lasciarsi sfuggire l ‘ occasione di passare qualche giorno in riva al fiume Brenta, fiume di un fascino che non vi potrà non coinvolgere ricordandovi in ogni caso che il Brenta  può essere tanto avaro in fatto di catture ma che in dei momenti particolari vi può regalare veramente il pesce della vita ! 

Video

La marmorata

https://www.youtube.com/watch?v=3kxtRJorhC8

Altro 

https://www.youtube.com/watch?v=PLg5RtQ9gqI

https://www.youtube.com/watch?v=2jvoOTHjgHM

Temolo

https://www.youtube.com/watch?v=uwf0t_v3S5c