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giovedì 18 agosto 2016

Attrezzatura base per pesca col galleggiante


















Questo articolo l' ho fatto per chi intende avvicinarsi alla pesca a galleggiante ma anche per far ricordare al normale pescatore le cose che deve avere dietro dopo il letargo invernale.
Cosa vi deve essere nella attrezzatura del pescatore a passata?
Ovviamente le canne fisse o "bolognesi"cioè con anelli e relativi mulinelli di misura 1000 o 2500; almeno 2 con doppia bobina con fili dallo 0.14 a salire.Una 5 e una 7 metri a fissa e idem dicasi per le canne ad anelli possono bastare per inizare;
Mi raccomando di non comprarle negli ipermercati o altri luoghi non specializati nella pesca. Qualche cannaccia da "sbarco" si può anch comprare ma nulla di più. L' ho sperimentato a mie spese con l' acquisto di 2 mulinelli imballati ove la bobina se non bloccato il filo con il dito o in recupero questo ultimo tornava a terra anche con pochi grammi di peso.
Il mio consiglio è di guardare online varie marche dell' oggetto in modo da avere un prezzo medio e poi ordinare quello o vedere in qualche negozio se vi è l' oggetto al prezzo che avete dedotto dalla ricerca. Oppure comprare usato ma vi è smpre il rischio di fregature. Esche cioè bigattini, vermi, mais e se si punta al cavedano ogni tipo di frutta dolce;
1-2 scatole di mais se si pesca con quello, pastura, contenitore per impastare la pastura, secchiellino per metterci l' acqua da usare per il lavoro detto prima e anche per lavarsi le mani. Leggere http://pescambiente.blogspot.it/2012/04/la-pasturazione.html

Alcuni super tecnici consigliano al pescatore che fuma di impastare con guanti di lattice. Per la pasturazione coi bigattini vi è un altro sistema leggermente compicato cioè incollarli e vi rimando al link:
http://pescambiente.blogspot.it/2012/01/incollare-bigattini-di-michele-moscati.html




Segliendo la postazione sotto alberi è meglio accertarsi che la punta della canna non tocchi qualche ramo.

Lasciamo stare i panchetti che sono roba per "professionisti" ma atteniamoci ad una normale cassetta, tipo quella per gli attrezzi da lavoro, che un "normale" pescatore deve avere per porre gli strumenti idonei a pescare in quasi tutte le acque interne italiane con il galleggiante e la canna fissa (detta anche fiorentina) o ad anelli (detta bolognese.



I galleggianti appunto di grammature diverse partendo da meno di un grammo fino ad arrivare anche a 7-8; di forma diversa a seconda della tipologia di acqua da affrontare.
In sintesi per acque ferme si devono usare galleggianti affusolati, per acque correnti galleggianti a "pera rovesciata" o a " goccia" e dove l’acqua fa dei rigiri o è particolarmente turbolenta a sfera.
E’ chiaro che vi sono molte forme intermedie a seconda delle varie situazioni.
Non fatene un dramma se non avete la forma adatta dietro comunque.
Qualche scorrevole da usare in laghi particolarmente profondi (o in altri spot ma sempre con acqua ferma) non vanno male con gli speciali stoppini posti sopra il galleggiante alla distanza scelta in modo che "il tappo" scorra fino allo stoppino. Cosa serve questa cosa? Con una canna da 6 metri e fondale da 8 metri possiamo pescare sul fondo fermando lo stoppino a 8 metri. Il galleggiante scorrevole salirà dalla posizione iniziale fino allo stoppino!!

Chiaramente del filo per fare le lenze cioè un 0.12/0.14; Con la fissa è meglio non eccedere e nel caso di incontro di pesci grossi veramente sarà utile passare alla bolognese.
Fili per finali partendo dallo 0.06 per cavedani in acqua chiara fino anche a uno 0.14/0.16 nel caso dell’ incoccio di trote di fondovalle, grosse carpe e barbi extra.


Nel qual caso sostituiremo lo 0.14 del mulinello con la bobina di scorta del mulinello contenente un 0.16/018 od al limite uno 0.20 con finali di misura appena sotto quello in lenza madre. Questo è quello che dicono "i sacri comandamenti" ma io ho opinione un pò diversa***

Nei ma nei corsi di pianura non è raro imbattersi in branchi di carpe anche sui 4-5 kg ed oltre conditi con barbi "spagnoli e ibridi con il barbo italico" Over 3 kg oppure in qualche semina di trote come accade a me nei canali gestiti dall’ APD NO (www.apd.no.it).




Per tornare al filo avvolto bene nel mulinello bisogna imbobinarlo fino a 2 millimetri dal bordo inizialmente e quindi se non vi è scritto nulla o ci affida a bobine di 300-500 metri, si spessora la bobina con filo di scarto o lana e poi si spera di aver indovinato; Molti negozianti mettono il filo loro con un apparecchio conta metri.



Piombi sia sotto forma di torpille cioè un piombo bucato all’interno che andrà a tarare il "tappo" per un 65/90% (a seconda del tipo di pesca) sia come pallini spaccati di varie misure che ci serviranno a tarare il galleggiante alla perfezione; deve rimanere fuori solo l’astina ricordatevelo sempre.

Le torpille generalmente sono infilate su della plastica o stecchetti di ferro e dal peso dichiarato esatto ma potremo anche usare normali piombi per altre pesche avendo l’accortezza di verificare la giustezza del peso prima di terminare la lenza con il finale dato che molte volte accade che i piombi messi o il galleggiante siano non perfettamente coerenti con la misura dichiarata cioè ad esempio facciamo che un galleggiante da 1 grammo tarato con un piombo da 0.40, 2 da 0.20 e un altro da 0.10 se la matematica non è una opinione fà 0.90; Eppure il galleggiante da 1 grammo affonda... .
Torpille sopra a sinistra-a destra girelle-n basso stoppini


Per certi tipi di pesca come quella veloce alle alborelle (che si faceva una volta quando le Alborelle erano tantissime----magari in qualche spot ce ne sono ancora tante...speruma) vanno benissimo anche i piombini allungati come mi ha insegnato il mio ex amico Angelo che di gare a tal pesce ne ha fatte migliaia anche di grossissimo livello.

Avesse preso le Alborelle del lago Whorter(Austria) avrebbe sempre stravinto...
Alborelle Carenatus fino a 400 grammi




Gli ami dovremo averne un po’ di tutte le misure a partire dal 20 per piccoli pesci fino ad arrivare a un 0/12 e anche meno per l’innesco di esche voluminose come more, grossi vermi, gatoss, ciliegie ecc ecc

Meglio legati se non si ha troppa manualità anche se è difficile trovarli al di fuori dei comuni schemi ovvero , come esempio non vi sono in circolazione ami del 18 con filo dello 0.14. e quindi dobbiamo far uso di speciali attrezzi lega ami elettrici a pile oppure tipo quell’ "affare" in foto vicino alla pinza.


Ecco…una bella pinza e una forbicina sono indispensabili come è utile avere uno slamatore (ne vediamo 3 in foto) ; Io preferisco il bianco ma anche gli altri funzionano bene con un po’ di esperienza.

E la biro cosa serve?
Moltissimo…i segna-catture e i buoni per le varie riserve sono cose che ogni pescatore odierno ha ben presente ed è fastidiosissimo andar a cercare a destra e a manca la biro per compilarli. Anche se a guardar bene le riserve con "pesce bianco" sono poche ma qualcuna esisente come il Fishing Tour Novara (
www.apd.no.it oppure http://www.fipsas.novara.it/ e mi è capitato sovente di allamarne alcune coi bigattini che si era salvata da qualche lancio precedente oltre qualcuna nella Drava in Austria.




Tornando agli ami bisogna dire che la forma, il gambo lungo o corto sono abbastanza soggettivi ma che tuttavia, specie per la frutta e il mais, è meglio avere a disposizione degli ami specifici.

Molte volte ci troviamo a perdere uno dei pezzettini di plastica con cui fermare il filo vicino al galleggiante; Ci sono scatoline con tubetti di tutte le misure e anche "fermafilo" a cono che sostituiscono tante misure.
Una buona fionda per fiondare bigattini se occorre e una matassa di rete metallica o del materiale biodegradabile




retina biodegradabile

per pasturare a fondo ci stanno benissimo anche loro nella cassetta assieme ad un mulinello di scorta sempre con bobina di ricambio.
Ami da Mais gialli

Non indispensabile per l’esercizio della pesca vera e propria ma utilissima per chi voglia pescare bene è la sonda che permette di misurare con precisione la profondità dell’ acqua ove si calerà la lenza. I più accorti usano misurare tutto il percorso della passata in modo da avere presente anche i più piccoli avvallamenti o cunette.




Sonda
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Ovviamente un cestino se volete portarvi a casa il pesce o semplicemente pesarlo a fine pescata.

Nella cassetta non ci stà ma mai dimenticarsi del guadino meglio se allungabile.

Qualche portalenza è meglio averli dietro.

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***http://pescambiente.blogspot.it/2011/10/passata-controcorrente.html

***http://pescambiente.blogspot.it/2015/08/pesca-coi-bigattini-galleggiante.html

Video

Miei barbi
 
https://www.youtube.com/watch?v=AkacsL51fso


https://www.youtube.com/watch?v=hpgf8zmYRYM




Cavedani colle more presi da me
https://www.youtube.com/watch?v=gij4XOf9wTw

https://www.youtube.com/watch?v=r3C0Uzoqy0I




Vari
https://www.youtube.com/watch?v=oMkV96ZvhvM

https://www.youtube.com/watch?v=yZtm5njffW8




Pesca colle ciliegie
https://www.youtube.com/watch?v=nB10fYYqJi8






 

 

mercoledì 10 agosto 2016

Pesca al Cavedano


L'areale copre l'Europa centrale ed orientale fino al bacino del fiume Lena a est. la specie è stata introdotta in Inghilterra ed in Scozia, dove si rinviene sporadicamente. L'Ido vive anche nella Penisola Scandinava, con l'eccezione del nord est della Norvegia e della Penisola di Kola. La specie è diffusa in Europa centrale dal Belgio e dal nord est della Francia fino ai fiumi del nord del Mar Nero e del Mar Caspio. Incredibilmente, durante gli anni '80, le uova dell'ido sono state importate illegalmente per posta in Nuova Zelanda. Rilasci successivi si sono verificati nel 1985 e nel 1986 probabilmente in almeno 8 e località a nord di Auckland. La varietà dorata dell'Ido diffusa in varie località degli Stati Uniti, paese dove viene allevato come pesce ornamentale.



 

Le sue carni sono buone, ma a causa dell'estrema liscosità, non sono generalmente molto apprezzate. Tuttavia gli esemplari adulti e grossi vengono cucinati farciti, mentre gli esemplari più piccoli vengono cucinati come frittura. È uno dei pesci tradizionalmente atti alla preparazione dello Steckerlfisch bavarese. Lo Steckerlfisch (dal bavarese Steckerl, bastoncino, e fisch, pesce) è un piatto tipico della cucina della prealpi bavaresi e dell'alta Austria, presente frequentemente nei Biergarten o nelle feste campestri.


Tradizionalmente venivano utilizzati pesci d'acqua dolce come coregoni, cavedani o abramidi, ma col tempo si sono affermati anche pesci d'allevamento quali trote e salmerini, ma anche di mare come lo sgombro.


Il pesce, dopo essere stato eviscerato, viene marinato intero in olio, spezie ed aglio; viene poi infilzato per tutta la sua lunghezza con un bastoncino (tradizionalmente di salice), e messo a cuocere di norma posto obliquamente a testa in giù sopra la brace. Durante la cottura viene bagnato con la stessa marinatura oppure con del burro, in modo che la pelle risulti croccante.

Viene servito con Brezel o pane bianco.

l’ Ido e il cavedano sono gli unici rappresentati dei leuciscus in europa che si dividono in 2 ceppi.

Squalius squalus, noto comunemente come cavedano italico è un pesce d'acqua dolce della famiglia Cyprinidae



Questa specie è endemica dell'Italia e della fascia costiera dalmata fino ai laghi di Scutari e di Ocrida. È presente anche in Francia meridionale nel fiume Varo. Tutti i cavedani d'Italia non appartenenti alla specie Squalius lucumonis, molto localizzata, ed eccettuate alcune popolazioni di Squalius cephalus di origine alloctona, appartengono a questa specie.

Si tratta di una specie diffusa praticamente in tutti gli ambienti d'acqua dolce, dai torrenti ai grandi fiumi, ai laghi. L'habitat preferito comunque sono le acque correnti dei fiumi a fondo

Si tratta di un pesce praticamente identico al cavedano europeo (S. cephalus) tanto che la validità della specie S. squalus è stata accertata solo di recente mentre prima venivano considerate un'unica specie. Il carattere più facilmente rilevabile è la colorazione delle pinne ventrali e della pinna anale che è grigia (o trasparente negli individui giovani) mentre nel cavedano europeo sono rossicce.
Cavedano austriaco


La taglia massima è di circa 60 cm per un peso massimo superiore ai 3 kg. Raggiunge le massime dimensioni nei laghi e sono tutte femmine. Non è raro vedere andare avanti e indietro nei lungo lagh 2 enormi esemplari che sembrano ignorare qualsiasi cosa.

Il cavedano europeo (Squalius cephalus, Linnaeus 1758) è un pesce di acqua dolce appartenente alla famiglia dei Ciprinidi dell'ordine dei Cypriniformes


È diffuso in tutta l'Europa centrale ad eccezione delle tre penisole mediterranee e in alcune zone del Medio Oriente (bacino del Tigri e dell'Eufrate). È naturalmente assente dall'Italia (dove è sostituito dall'affine Squalius squalus), da Spagna e Portogallo, da gran parte della Francia meridionale e dalla regione balcanica occidentale e meridionale. È stato introdotto in varie regioni d'Italia.


Abita le acque dolci correnti, limpide e calme. Nei laghi si distribuisce lungo le acque litorali, nei fiumi fino agli estuari. È un pesce molto resistente agli inquinamenti, in quanto può risultare presente anche in acque rese eutrofiche da scarichi industriali o in siti a bassa concentrazione di ossigeno.




 

È caratterizzato dalla bocca grande e terminale, e dal corpo affusolato. La livrea è uniforme, grigio-verdastra (più chiara sul ventre), con scaglie bordate delicatamente di scuro. Le pinne sono bruno-giallastre tranne le pinne ventrali e la pinna anale che hanno una colorazione rossastra (in S. squalus sono grigie o trasparenti). Nei luoghi dove raggiunge le maggiori dimensioni può arrivare ad una lunghezza di circa 60 cm e al peso di 3,5 kg, ma solitamente rimane di dimensioni più modeste.


I giovani formano piccoli gruppi, gli adulti hanno abitudini più solitarie.

La riproduzione avviene in tarda primavera (maggio-giugno) vicino a riva su fondi ghiaiosi: le uova, gialle e molto piccole (0,7 mm) sono deposte su massi e tronchi sommersi, oppure sul fondo ghiaioso, e si schiudono entro una settimana.

Lo sviluppo è mediamente lento: la maturità sessuale giunge a 3-4 anni nei maschi e a 4-5 anni nelle femmine.

Viene pescato sportivamente con l'ausilio di bigattini, lombrichi, pane ed anche frutta di stagione (es.:uva.ciliege,more ecc ecc).
Si cattura sia con esche naturali che artificiali, ad esempio la pesca a mosca e lo spinning.Gli esemplari giovanili hanno una dieta onnivora, così come gli adulti, che però si cibano soprattutto di pesci.

L'estrema furbizia (tutta da dimostrare..) e la combattività fanno di questo pesce una delle prede più ambite dai pescatori sportivi.

Furbo o stupido? Questa è la domanda principale che ci si pone solitamente!!!
E’ senza ombra di dubbio un attento osservatore di ciò che accade in acqua ma molte volte la sua golosità lo tradisce. Evita con astuzia, scartandola all’ ultimo istante, la rete della bilancia ed evita l’unico bigattino infilzato mangiando solo quelli di pasturazione ma ingoia l’amo senza remore se questo ha innescato un guizzante pesciolino vivo. Ingurgita tutte le esche naturali come vermi, gattos, lumachine, grilli ecc ecc
Pasturato con dovizia e per qualche giorno abbocca alle lenze a fondo e/o passata a:

1) Mais
2) Frutta dolce a piccoli pezzi compresa anguria
3) Budella di pollo (in inverno)
4) Fegatini di pollo
5) Formaggio a cubetti
6) Larva di crisalide
7) Pastarello (ovvero palline di pastura)
8) Piccole boiles
9) Bacche varie come More o sambuco




La sua leggenda di furbizia è dovuta al bigattino. E’ vero che pescando a passata evita quello innescato ma generalmente per un errore tecnico del pescatore che abbonda nella pasturazione. Come tante volte è il caso che ci fa apparire le cose sotto un aspetto diverso. Moltissimi anni fa ero su un grosso lago con famiglia; Tirando fuori la bolognese dall’ auto ruppi la puntina e cosi mi tocco mettere una vecchia canna che avevo a fondo con una amettiera. La piccola rovescio il secchio dei bigattini e me ne resto una manciata. Pasturando sopra l’amettiera a 5-6 bigattini per volta tirai a riva 3 grossi cavedani benché la sezione dei braccioli fosse dello 0.16. La cosa mi fece rimanere perplesso… Giunsi a pensare che in effetti con esche diverse dal bigattino e più pesanti avevo già preso grossi esemplari anche collo 0.20…Era l’amo che influiva tanto sul peso complessivo di esca/amo col "cagnotto"!!!

Ma…
1) L’amo in questo peso complessivo era ininfluente o quasi con mais, grossi vermi, gatoss ecc

2) Anche col bigattino l’ ingordigia del singolo individuo inserito nel branco era più forte della diffidenza e quindi pur di arrivar prima di un altro simile mangiava anche "gianin" appesi e fermi su una amettieria!!!

Attualmente anche se pesco col "cagnotto" ove vi sono molti cavedani l’ innesco è multiplo, anche con 6-8 larve, in modo da creare un qualcosa di diverso ma sempre di commestibile che il cavedano non scambi per i bigattini in pasturazione. Insomma questi ultimi sono usati al solo scopo di far accorrere e tenere i cavedani in quel luogo

. A spinning abbocca con parecchie tipologie di esche e soprattutto le 3 classiche

. In generale e per via sommaria posso scrivere che: a) In acque ferme o poco correnti la miglior esca è il piccolo/medio minnow


b) In acque veloci con acqua caldine la fa da padrone il piccolo rotante argentato ma anche abbocca al pesciolino artificiale
 



c) L’ ondulantino è il jolly come al solito

Molte volte coi minnows ho avuto modo visualmente di vedere che attacca per rabbia o per scacciare un intruso e se il cavedano girandosi si trova improvvisamente il pesciolino artificiale il suo scatto è bruciante e rabbioso.
Nei laghi rendono ottimamente pesciolini senza paletta di color argento come le alborelle tipo il "Filibustiere" o Il "Tranviere".




Le piccole alborelle infilzate per la bocca su ami del N 10-12 e sorrette da galleggiante invogliano gli esemplari maggiori. Capita sovente di vedere con questa tecnica il grosso galleggiante ballonzolare senza una abboccata decisa; Al ritiro della lenza state certi che l’ alborella ha la coda pizzicata e sono stati piccoli cavedani.

Abboccano anche nella pesca a mosca effettuata in tutte le versioni ma sinceramente di questa tecnica ne mastico quasi niente.



All' inizio che apparvero gli Amur venivano scambiati per enormi cavedani.