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venerdì 31 gennaio 2014

Pesca in Puglia col farmacista




Siamo con Franco Stanzione nato a Molfetta (BA) il 18 novembre 1955     e residente a Molfetta(60.000 abitanti). Titolare di una rinomata farmacia a Bari, è stato anche lo storico priore di una confraternita della sua città.







-Dicci qualcosa di questo e del significato della cosa nella tua città e credo in molte parti del sud Italia.



Ti riferisci a cosa? All’essere stato priore? Non penso che sia un argomento che possa interessare a qualcuno in questa sede … fa parte di una delle cose a cui tengo di più nella mia vita, fin da quando sono nato, in quanto facente parte della identità della mia città … parliamo di pesca, piuttosto.



Lo conobbi online in un forum oltre 10 anni fa. Ci volle un bel po’ prima di capirci a vicenda e stimarci ma ci siamo riusciti. E’ un blogger come me e il suo blog è Sito Franco



Dove trovate una intervista a lui al link







dove potete desumere molto del personaggio in questione e di cui condivido la filosofia che il No Kill deve essere una scelta individuale e non una imposizione psicologica e che il pescatore deve solo attenersi alle leggi e ha il diritto di non aver rotto i cocones ogni volta che mette ONLINE UNA FOTO DI UN PESCE MORTO. 
Anche dato e considerato che il pesce è sempre stato un alimento per la razza umana e non solo……ditelo a cormorani o e siluri di fare il No Kill…..





-Franco dove eserciti la pesca in acqua dolce? So che fai un mucchio di km anche.



Premesso che la mia scelta di andare a pesca nelle acque interne, anche due volte alla settimana, è motivata dalla necessità di non avere gente tra i piedi (non posso dire tra altro …), per cui frequento posti in cui a volte, nel raggio di diversi chilometri sono completamente solo …

Basentello
a parte i già menzionati laghi Locone e Basentello ed il fiume Ofanto, semidistrutto dalla incuria e dalla inciviltà umana, non ha altre acque interne, per cui devo necessariamente emigrare nelle acque interne delle regioni limitrofe: Basilicata (che adoro), Campania e Molise.

Diciamo pure che se voglio pescare al colpo (canna fissa, inglese e roubasienne) non ho bisogno di  andare oltre il Locone ed il Basentello (molto pescosi, almeno fino a quando lo permetteranno i rumeni), mentre se ho voglia di pescare a spinning i miei fiumi di elezione sono il Basento, l’Agri e il Sinni in Basilicata.

Sinni 

 Se poi voglio pescare a trote, indiscutibilmente vado nella mia seconda patria, cioè nell’alta Valle dell’Agri.




Ultimamente ho invece scoperto un posticino davvero bello ed interessante a Greci (AV), il lago Iliade, un laghetto naturale di origine vulcanica ad 850 metri di altezza, immerso tra i monti irpini, dove è consentita la pesca alla carpa (e che carpe!) in estate e alla trota nel periodo più freddo. 





Quale è l’ acqua a te più cara?



Io parlerei di zona più che di acqua. Mi riferisco all’Alta Valle dell’Agri, dove vado molto spesso a pesca di trote e dove vi sono alcuni corsi d’acqua a cui sono molto legato affettivamente, a motivo di ricordi di gioventù e per le amicizie che ho instaurato con la gente di quei posti, in particolare a Moliterno.

Pensa che quando mi sono laureato ho fatto una tesi sull’uso in passato delle piante medicinali di quella zona, un lavoro di grande valenza storica e scientifica, che mi ha permesso (a spese di mio padre, allora) di rimanere in quei luoghi per diverso tempo … anche a pescare.

Le acque in questione sono quindi i fiumi Agri e Maglia e il torrente Sciaura … che fra i tre è quello che prediligo.
Torrente Sciaura





-E’ insolito che un pescatore che abita vicino al mare frequenti di più le acque interne. Come mai?



Mi pare di averlo accennato all’inizio di questa intervista il motivo di questa scelta: la ricerca di un momento in cui stare completamente da solo. Non a caso vado a pescare prevalentemente durante la settimana (venerdì e sabato) e quasi mai di domenica. Non mi piace nemmeno la compagnia di altri, anche se amici, a parte comunque pochissimi, tra i quali un carissimo amico di Palazzo San Gervasio, persona squisitissima e garbata … chissà perchè lucano e non pugliese o molfettese.



-Sei stato un garista e presidente del club pescatori Molfetta. Cosa ne pensi della FIPSAS 

 Sito Pesca Club Molfetta



Sono stato garista, anzi un accanito garista, sia al mare (canna da riva e qualche volta surfcasting) che nelle acque interne (colpo e trota lago), sempre con buoni risultati a livello locale (sempre tra i primi tre di settore). Diversamente è andata quando per dieci anni consecutivi mi sono qualificato alla prima prova del Campionato Italiano al Colpo (Ostellato e Cavo Lama) … ma lì parliamo di livelli proibitivi per i garisti del sud.

Ho smesso per sempre con le gare quando nel 2004 ho raggiunto l’obiettivo massimo che mi ero prefisso: superare la prima prova ed accedere alla seconda.

La F.I.P.S.? … tu mi chiedi della F.I.P.S.? Non la chiamo F.I.P.S.A.S. perché io sono un pescatore e delle attività sub e del nuoto pinnato non può “fregarmene de meno”

Pur essendo il presidente da oltre vent’anni del Pesca Club Molfetta, società affiliata alla Sezione Provinciale di Bari, della F.I.P.S. a livello nazionale non ho una buona considerazione, perché la ritengo una federazione che ha ormai fallito completamente nei suoi obiettivi originari che dovevano essere la tutela e l’incremento del patrimonio ittico nazionale ed il miglioramento dell’ambiente naturale.


In che modo questi obiettivi vengono perseguiti? Organizzando solo gare? Immettendo nella federazione robaccia tipo il nuoto pinnato in cui vedo “menate” del tipo “rugby subacqueo”, e di ciò se ne parla anche nelle riviste ufficiali che dovrebbero essere rivolte solo ai pescatori?

 Non vado oltre perché se dovessi esprimere poi cosa penso di altro rischierei una querela.





- Ho la sensazione che le acque del Sud siano molto poche ma di buon livello ambientale e in grado di regalare catture di pesce  autoctono pregevoli. Sensazione sbagliata? Se sì quali sono le acque migliori per te sotto questo punto di vista?  Il tuo spot preferito?



Dici bene quando esprimi la sensazione che le acque del sud siano poche (anche se bisogna cercarle e cercandole si trovano) e che il pesce è autoctono … e grazie, non si fanno ripopolamenti, tranne che in Basilicata con misere quantità di trotelle immesse tra l’altro in maniera e tempi sbagliati, perché lì la cosa è gestita più da incompetenti che da addetti ai lavori, quali i pescatori, che sono quelli che vivono le problematiche ambientali e della pesca sul campo e non con il sedere appiccicato ad una poltrona di un ufficio della provincia o della regione.


Quanto alla mancanza di degrado ti sbagli, perché invece, a fronte di una bassa pressione piscatoria (i pescatori sono davvero pochi … forse sono più i rumeni e i cinesi) le acque sono poco curate dal punto di vista del rispetto dell’ambiente, perché scarichi fognari e industriali a parte, la gente del sud riversa in esse gli stessi rifiuti che abbandona per strada. Dicono di Napoli, ma provate a venire in Puglia e vedete cosa c’è ai bordi delle strade, statali e provinciali … un vero e proprio schifo, che non c’è invece in regioni civilissime tipo le Marche, in cui ci ho abitato diversi anni per motivi universitari.

I miei spot preferiti sono comunque le acque correnti, più che le acque ferme. Qui mi piace molto pescare a spinning.



-La tua cattura più grossa? Quella che ritieni più insolita e quella più gratificante ?

Val Agri



Non ho mai mirato alla cattura grossa, quanto alla quantità e alla tecnica … non mi piace stare ore ed ore in attesa della cattura da trofeo, preferisco “essere in azione” più che attendere.

Pertanto più che di catture gratificanti, parlerei di giornate gratificanti, che sono senza dubbio quelle passate pescando a trote, anche perché sono quelle più rare, considerati i chilometri che devo macinare per raggiungere i corsi d’acqua idonei a questa pesca.



-Dicono che la tua attrezzatura sia più vasta di 10 negozi di pesca….è vero?



Diciamo di sì, per il semplice motivo che pratico tutti i tipi di pesca, sia al mare che nelle acque interne. Ho circa 500 canne e una ottantina di mulinelli. Ultimamente poi sono stato contagiato dal fascino di una disciplina di pesca di origine giapponese, tipo a mosca, che si chiama “Tenkara”, per la quale mi sono attrezzato acquistando un certo numero di canne direttamente dal Giappone. E’ praticamente la pesca che si vede fare a Sampey nei famosi cartoni.




-Cosa ne pensi degli scrittori di pesca compreso me ?



Non ti considero uno scrittore di pesca ma un malato della pesca a cui piace scrivere di pesca, altrimenti con te nemmeno ci parlerei; quanto agli altri … devo proprio dirlo?

Dal 1976 al 2005 ho acquistato mensilmente quasi tutte le riviste del settore.

Quando mi sono reso conto della differenza tra quello che proponeva un tempo gente del calibro di Mario Altertarelli, Alberto Marchi, Giandomenico Bocchi ed altri di quella generazione, e quello che “propinano” (sì … “propinano” è il termine esatto) attualmente i pennivendoli mercenari della pesca sportiva odierna che io chiamo “pesca di plastica”; quando ho preso coscienza che ormai le riviste di pesca erano diventate inutili ai fini didattici (strapiene di pubblicità e di articoli demenziali che vedevano protagonisti calciatori e gente dello spettacolo televisivo messi lì solo per fini di lucro) e che ormai le leggevo solo seduto di prima mattina sul “water”, prima di andare a lavorare … beh, da allora in poi ho chiuso con le riviste di pesca.


La gran parte di questi pennivendoli non è nemmeno giornalista, ma gente che non volendo o non sapendo fare altro nella vita,  si è inventato di fare lo “scriba” di articoli sulla pesca sportiva, oltretutto redatti in un italiano che mi limito a definire tra i meno corretti.

Non vado oltre, caro vecchio Cavedano, ti ringrazio per la tua attenzione nei miei confronti.



Le leggende dicono che Franco usi additivi speciali nelle pasture e cioè pastiglie sminuzzate di farmaci e che vada a pesca con un TIR dato che tiene dietro tutte le sue 500 canne per far fronte ad ogni evenienza 



L'Ofanto (dal latino Aufidus) è il più importante fiume della Puglia per lunghezza, bacino e ricchezza d'acque; inoltre, con i suoi 170 km totali di corso risulta anche il fiume più lungo fra quelli che sfociano nell'Adriatico. Il bacino è di 2700 e fischia kmq


L'Agri è un importante fiume che scorre interamente in Basilicata, e che dà il nome alla valle omonima. È il 2° della regione per lunghezza dopo il Basento con 136 km di corso, e per ampiezza di bacino dopo il Bradano, ma il primo per ricchezza d'acque. Nel territorio di Montemurro il fiume, dopo essersi arricchito di svariati apporti minori sia da destra che da sinistra (da citare il fiume Maglia), viene sbarrato da una diga e forma il Lago di Pietra del Pertusillo,



 Basento è con 149 km di corso, il fiume più lungo della Basilicata, e il più lungo fra i fiumi italiani che sfociano nel Mar Ionio. La sua estensione di bacino idrografico è di 1.537 km².







mercoledì 29 gennaio 2014

Trote in cucina


Vi voglio parlare di come si cucinano le trote a casa mia ma… prima devo prendere qualcosa ed eccomi che mi attivo in una sera di luglio 2008 sul Cervo pedemontano e a spinning catturo 3 belle fario sui 25 cm. Quale miglior pesce per un degno pranzo che la trota?
Poi le trote fario dei torrenti hanno un sapore delicato che anche i nobili hanno sempre apprezzato. 



Dopo averle prese si abbia però cura di conservarle in un cestino di vimini con delle frasche e di pulirle appena a casa od addirittura sul posto se fa particolarmente caldo. Ritengo che le si apprezzi a pieno cotte in una padella col burro e poi irrorate di limone, magari con una insalatina come contorno.
Se appena di misura le si può anche lasciare intere e rigirarle ogni tanto mentre friggono oppure se più grosse è consigliabile fare dei filetti. Un buon vino bianco fresco è la bevanda che si accosta meglio a tutti i piatti di pesce e quindi anche a questo. 


Una variante detta Trote alla Mugnaia stà nell'infarinare i pesci, farli sempre friggere e poi irrorarli col succo di limone direttamente nella padella e continuare la cottura ancora per qualche minuto.
Io direi di evitare ricette con salse e quanto altro che tolgano il gusto primario della trota… una ricetta semplice-semplice… del resto io sono Walter il Cavedano… mica uno chef!!!

Video

Video sfilettatura trota 

Video sfilettatura 2 

Cervo Biella 

Cervo Biella 2 

Cervo Biella 3 

Trote bollano sul Cervo

martedì 28 gennaio 2014

Convegno 2004 La TAV e il Ticino



Parecchi anni fa assistevo a vari convegni e in quei giorni 2 in due giorni!!!!
Si passa temporalmente da domenica 5 a sabato 4 dicembre 2004, si passa logisticamente dalla sede dell' Ovest Sesia alla sala congressi del Parco del Ticino Piemontese presso la villa Picchetta a Cameri (NO), si aggiunge al tema iniziale sulla riqualificazione fluviale anche l'impatto della Linea Alta Velocità (LAV) sul Ticino ma è rimasto un interessante congresso quello svolto colla partecipazione di illustri nomi della scienza.
Dopo i saluti di rito portati dalla signora Maddalena Sacco per il parco del Ticino e da Giovanni Tacchini in qualità di coordinatore regionale dell' UNPeM ha incominciato a parlare Maione prof. Ugo della facoltà di idrobiologia del politecnico di Milano che ha ben evidenziato che i sistemi di regimazione delle acque più comunemente usati cioè le ben note massicciate siano solo uno spostamento più a valle degli effetti delle piene; anzi intensificati ancor di più dall' aumentata velocità dell'acqua a causa della rettificazione del corso.

Galliate

 Si dovrebbe quindi intervenire più a monte e creare bacini di espansione. Da Milano a Torino ecco la voce di uno dei migliori ittiologi cioè Forneris prof. Gilberto con un mucchio di titoli alle spalle. Sempre con ausilio di schede proiettate su telo, come faranno tutti i relatori, e con l'aiuto del giovane collega dott. Fabrizio Merati porta a conoscenza di un interessante studio fatto sul torrenti Chisone e sul fiume Dora Riparia riguardo al popolamento ittico dopo vari tipi di massificazione. Scelta dei corsi d'acqua derivata dal fatto che i 2 corsi sono fortemente interessati da queste opere gravando sul territorio interessato alle Olimpiadi invernali del 2006. Senz'altro da privilegiare quelle che prevedono l'utilizzo di materiali naturali posti alla rinfusa. La scelta migliore in tutti i casi è quella di lasciare degli spazi che possano servire da rifugio ai pesci.
Oleggio

Pur un po' in ritardo visto la difficoltà del suo spostamento (l' ho poi portato io alla stazione di Novara…) ecco anche il Dott Andrea Nardini direttore tecnico del CIRF (www.cirf.org) che spiega cosa sia l'organizzazione in questione e come operi. 

 http://www.cirf.org/italian/home.html



Pseudorasbora
Più noiosetti ma molto interessanti gli interventi del responsabile piemontese della LAV cioè l'ing. Carlo Pierettori e del dott. Gianmario Nava dell' ARPA Piemonte . l primo illustra l'opera della LAV sulla tratta Torino- Milano e il secondo gli studi nel parco del Ticino per l'area interessata al passaggio. Km 124.5 la lunghezza del tracciato con 5.5 km di gallerie di linea; 6500 uomini occupati (dove alloggiavano?)con 12 cantieri di cui 8 fra Torino e Novara. I treni potranno andare a 300 km/h al massimo e fare la tratta in 50 minuti; pendenza massima del 15%. Ad ottobre 2004 i lavori erano al 76% per un costo di 150.000.000 di euro mensili…..Occupati 1313 ettari di suolo e posti ad interventi al verde 700 ettari. Il viadotto sul Ticino ha una lunghezza totale di 1178 metri ed è costituito da 34 campate di luce di 34.5 metri.
Cameri
Un bel scontro si ha alla fine sulla questione illustrata nello schema N 1 che come ben si intuisce sono gli "sghei" che la LAV passerà al parco del Ticino. Una protagonista è la signora Sacco e l'altro chi volete che sia???? Il sottoscritto pensa che se i danni li ha subiti il TICINO inteso come area nel suo insieme TUTTI i soldi di rimborso vadano investiti nel Ticino e non una buona parte in un centro visite. "Il Centro visite potrà fare degli studi e quindi…" la risposta di Maddalena. "Ma se il prof. Forneris ha appena detto…" contro ribatto io. Infatti il Gilberto, uomo cordiale e simpaticissimo a prima veduta, aveva appena contestato gli studi sul Ticino dicendo che erano spreco di denaro pubblico visto che di tali studi, alcuni da lui stesso eseguiti, ne erano stati fatti parecchi e basta attingere ad essi senza farne altri.
Rodeo amaro

Interessante cmq gli schemi 2 e 3: La marmorata non è purtroppo presente, ben presenti gli alloctoni Rodeo Amero e Pseudorasbora e fortunosamente assenti quelli "pavesi" cioè Sandra, Siluro e Aspio. 


 Video








lunedì 27 gennaio 2014

Guida di pesca Paolo Baragioli

Marco Baragioli



Il personaggio più conosciuto della pesca a Novara è Renato Pellò storico presidente dell’ APD Novara e del CAGeP ma dietro di lui nella veste di vicepresidente agiva con discrezione e competenza Baragioli Marco che si occupava nell’ associazione della parte…….




Siamo con suo figlio Paolo classe 1986 che da qualche mese è diventato guida legale di pesca e ha fatto una tesi parlando della pesca sportiva. . Ho soprannominato Renato il Messia, suo figlio Marco il Satana Ittico…..Come sopranomino te? Anguilla barbuta ti và bene o preferisci Siffredi ittico?
Paolo e Marco

-Parlaci della tua tesi.
Si intitola “ambiente e pesca sportiva: una prospettiva di turismo sostenibile in Italia”
Racconto della attuale disastrosa situazione dei nostri fiumi (in particolare il Po) degli ultimi anni, inquinati, soggetti a continui lavori d’alveo, e depredati da parte di bracconieri est europei che vendono il pescato (abusivamente) nel loro paesi. Racconto inoltre come il “problema” siluro e pesce alloctono potrebbe essere sfruttato in maniera sostenibile (come avviene in buona parte d’Europa) e non visto come una minaccia, incentivando appunto il turismo piscatorio, un fenomeno già molto presente soprattutto nel Po basso, ma svolto in maniera totalmente illegale da parte di pescatori soprattutto Tedeschi ed austriaci.


 -Le tue catture di maggior peso?
Sicuramente siluri, ma non  li peso mai, basta la misurazione e poi si va ad occhio…comunque più di 80 kg


-La tua soddisfazione anche se non di notevole mole?
Bhe ne ho avute parecchie, su due piedi me ne vengono poche, ma sicuramente mi ricordo di un combattimento epico con una tinca  sui 2 kg presa in corrente con uno 0.10…ah e avevo 10 anni ..poi in realtà negli anni di soddisfazioni ce ne sono state moltissime…avrei bisogno di un po’ di tempo per pensarci e almeno una ventina di pagine per  rispondere..ahaha



-Quali tecniche eserciti ?
Principalmente pesco pesci predatori…quindi spinning, morto manovrato e esca viva…anche se non disdegno le altre tecniche e i pesci senza denti.

-utlimamente si parla tanto di street fishing e light game con microgomme. Dicci qualcosa.
Si è l’ultima frontiera dello spinning, lo street è praticato in una dimensione cittadina, noi novaresi praticamente lo abbiamo sempre fatto.
Il  light game sostanzialmente “gioco leggero” prevede l’utilizzo di micorgomme imitanti pesciolini o piccoli invertebrati innescate su piccole teste piombate o a drop shot…una tecnica dinamica e tremendamente efficace dove si riescono a catturare non soltanto i classici predatori ma anche carpe, barbi ecc..


-La tecnica di più resa per i predatori?

Beh domanda difficile:..ti direi lo spinning cosi su due piedi, però anche il morto manovrato, ma anche il vivo però…ahah ..io sono un sostenitore della tecnica giusta al momento giusto..

_La tecnica di più resa per i ciprinidi?

Cosi su due piedi ti direi il ledgering



-Quali acque frequenti?

In generale tutte…passo dai grandi fiumi di fondovalle alle limpide acque montane, passando per canali, rogge e fossi, un po’ meno i laghi, preferisco l’acqua che scorre…ultimamente mi sono buttato anche sullo spinning marino
Logicamente tutte quelle attorno Novara dove vi sono acque di tutti i generi. Ticino e Sesia come fiumi principali, Terdoppio ed Agogna come torrenti, canali Cavour, Regina Elena e Quintino Sella come canali; Vi sono anche miriadi di canali e roggie di cui alcuni dall’ aspetto insignificante ma con dentro parecchio pesce.
Molte sono in gestione Fishing Tour Novara e le vedete nel sito APD Novara





-Interpreti il lavoro di guida portando i clienti negli spot che conosci meglio o insegni loro a pescare andando da loro e pescando nelle loro acque?
Entrambe le cose in base a ciò che richiede il cliente, stando sempre ben attento a non “sputtanare” gli spot e portando avanti una  dottrina quanto più rispettosa e cosciente della pesca e dell’ambiente che ci circonda..divulgando ovviamente un catch and release responsabile.


-Per il tuo lavoro come sei attrezzato?
Ho un grosso fuoristrada munito di gancio traino che ci porta ovunque su terra, due barche e un piccolo gommone per ogni corso d’acqua..e tutta l’attrezzatura necessaria per la pesca e il camping…basta?..ahaha


 
-Come ti si può contattare?
Sul mio sito o tramite facebook, si trovano tutte le info necessarie e i vari contatti

Cosa dire di più? Che se mia figlia che ha un anno in meno lo avesse conosciuto e sposato  avrei nel mio palmares molti pesci in più……