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lunedì 22 agosto 2011

Intervista al Dr. Cesare Puzzi sull'avanzamento dei lavori del progetto di contenimento del siluro sul Lago di Varese

Siamo tornati ad intervistare il Dr. Cesare Puzzi per domandargli qual è lo stato dei lavori del progetto di contenimento del siluro sul Lago di Varese.



Siluro, ma non solo quello, poichè il piano di studio e intervento riguarda diverse specie aliene.



Dr. Puzzi: "Sì, infatti il siluro rappresenta la specie più “appariscente” fra le specie aliene, ma come ben sappiamo è in compagnia. Ricordiamo carassio, gardon, pesce gatto tra le più abbondanti, ma anche rodeo amaro, pseudorasbora, abramide, cobite di stagno per citarne altre che abbiamo rilevato nel corso delle indagini."



Quindi entriamo subito nel vivo e cerchiamo di fare il punto della situazione.



Dr. Puzzi: "Il punto della situazione è il seguente: siamo in pieno svolgimento del secondo anno di attività sui tre complessivi, ed è stata consegnata a fine 2010 una relazione di avanzamento lavori al Parco del Ticino e alla Provincia di Varese. Il primo anno è stato caratterizzato dalla effettuazione di campagne di controllo delle specie aliene invasive, che hanno portato alla cattura di un buon numero di pesci esotici. In particolare, sul Lago di Comabbio ne sono stati catturati circa 22 quintali, dei quali 16 q di siluro e 6 q di carassio, oltre a qualche decina di Kg di gardon. Sul Ticino sono stati catturati circa 10 quintali di siluro, e qualche esemplare di altre specie esotiche come rodeo, pseudorasbora, carassio, abramide, cobite di stagno. Sul Lago di Varese sono stati rimossi circa 21 quintali di pesci, dei quali 14 q di carassio, 3,4 di siluro, 2,8 di pesce gatto, 0,6di gardon."



Ci eravamo lasciati più di dodici mesi fa alla vigilia dell'avvio dei lavori e lei ci aveva spiegato in modo dettagliato quali sarebbero stati i vari step del progetto.



Il primo di questi era la creazione di un network per la condivisione delle informazioni raccolte nelle aree di progetto; le chiediamo quindi quali risultati ha prodotto lo studio nelle aree interessate e se sono stati creati dei protocolli di gestione per facilitare il contrasto alla diffusione delle specie aliene.



Dr. Puzzi: "La redazione dei protocolli sarà un’attività del terzo anno, quando potranno essere tirate un po’ di conclusioni sulle migliori tecniche di controllo, con ottimizzazione dei risultati in rapporto allo sforzo di cattura.

Il network di controllo sta nascendo, ed è stata pubblicata una prima versione del sito: http://www.progettosiluro.altervista.org che sarà via via arricchito dai dati del progetto."




Le informazioni ecologiche sul siluro e le altre specie esotiche erano carenti per quanto riguarda il Lago di Varese, quindi sarebbe interessante sapere quali dati sono emersi attraverso le varie attività di studio. Le pescate selettive hanno fornito materiale utile?



Dr. Puzzi: "Senz’altro. In primo luogo la densità del siluro nel Lago di Varese non è ancora arrivata ad essere così massiccia come lo è nel Comabbio e nel Ticino. E’ questione di tempo, e dunque per il Lago di Varese pare che l’intervento di controllo possa essere particolarmente utile poiché colpisce la specie nella sua fase di espansione. I dati autoecologici sono stati raccolti e lo saranno anche per tutto il secondo anno. La loro elaborazione ed interpretazione sarà attività del terzo anno, contestuale alla produzione dei protocolli di contenimento."



Altro punto importante erano i ripopolamenti in programma per aiutare le specie autoctone in difficoltà. Ci aveva parlato di semine di lucci, alborelle e lacustri per il Lago di Varese e di marmorate, pighi e storioni cobice per il Ticino. Queste semine continuano? E soprattutto avete potuto registrare dati positivi riguardo alle popolazioni citate?



Dr. Puzzi: "Sì le semine continuano. Nel primo anno di progetto ci sono stati risultati particolarmente buoni per quanto riguarda la produzione di luccetti da ripopolamento, nei due incubatoi ittici del Tinella (Lago di Varese) e di Magenta (La Fagiana, Parco Ticino). Nell’incubatoio del Tinella sono stati prodotti e seminati nel lago circa 270.000 luccetti; nel Ticino e nel Lago di Comabbio sono stati seminati circa 90.000 luccetti prodotti dal Parco del Ticino.

Oltre ai lucci sono stati seminate tinche e storioncini cobice dal Parco Ticino, sempre prodotti nell’incubatoio della Fagiana, e sono state seminate alborelle nel Lago di Varese prodotte al Tinella.



Circa i dati positivi rispetto alle specie citate per ora non ci sono dati quantitativi, anche per la difficoltà oggettiva di avere tali dati in ambienti acquatici così vasti. Ci sono informazioni che arrivano dai pescatori, incoraggianti per lo storione del Ticino e per i lucci del Ticino stesso ma anche dei laghi di Comabbio e di Varese. L’alborella continua invece ad essere in grande crisi e le sue segnalazioni sono davvero poche."




Come ha risposto la comunità dei pescatori al progetto?



Dr. Puzzi: "Non pervenuta. Nel senso che noi non abbiamo avuto riscontri particolari. I pochi pescatori con cui siamo entrati in contatto, in particolare per i laghi di Comabbio e di Varese, erano ben contenti dell’intervento, perché sono molto affezionati ai pesci (magari anche esotici) che hanno pescato negli ultimi decenni, come i boccaloni o i persici sole, le scardole, le tinche, le anguille, il luccio. Ci sono appassionati di pesca al siluro, ma per ora, in questa area, prevalgono decisamente i pescatori contrari al siluro.

La comunità dei pescatori professionali è invece molto contenta del progetto, tanto che ne fanno pienamente parte, anche a tutela della loro attività minacciata da specie esotiche invasive di scarso pregio commerciale."




Sappiamo che parte integrante del lavoro sono proprio attività di sensibilizzazione e divulgazione e che anche i pescatori dilettanti possono prendere parte ai lavori contattando voi, il parco o la provincia.



Dr. Puzzi: "Certamente. Noi, il Parco del Ticino (Servizio Faunistico) e la Provincia di Varese (Ufficio Pesca) siamo a disposizione di chi volesse avere informazioni o partecipare in qualche modo al progetto. La piena divulgazione da parte degli Enti presumibilmente sarà realizzata nel terzo anno, quando ci saranno risultati pressoché definitivi e le idee più chiare su che cosa si possa effettivamente fare."



In cosa consisterà il lavori dei prossimi mesi?



Dr. Puzzi: "Nei prossimi mesi continueranno le pescate selettive, sia con reti che con elettropesca nell’area di progetto: Fiume Ticino, Lago di Comabbio e Lago di Varese. Al contempo si raccoglieranno dati sull’autoecologia delle specie esotiche invasive più importanti al fine della individuazione delle migliori strategie di contenimento. Oltre all’attività di campo c’è quindi un importante lavoro di laboratorio e di elaborazione dei dati raccolti.

Si aggiornerà inoltre il sito del progetto, completando con i dati il database che serve proprio al network di controllo e al coordinamento fra gli enti di gestione.

Nel frattempo si inizia a capire come dovranno essere strutturati i protocolli di controllo, avendo una buona esperienza che consente di valutare attrezzi, periodi, aree, metodi che con più efficacia permettono di intervenire contro le specie invasive."




Dottore, tracci lei un bilancio di questi mesi di lavoro. Avete riscontrato differenze rispetto a quanto pensavate di trovare?



Dr. Puzzi: "Il bilancio sino ad oggi direi che è decisamente positivo. Le attività svolte stanno rispettando il programma di lavoro e si conferma che la presenza e la diffusione di pesci esotici nei nostri ambienti è uno dei più importanti problemi relativi alla perdita di biodiversità. Stiamo raccogliendo moltissime informazioni e contiamo di arrivare in fondo al progetto con le idee chiare su che cosa si possa ragionevolmente fare per contrastare questa minaccia. E’ chiaro, e ne abbiamo piena consapevolezza, che i pesci esotici non sono eradicabili in ambienti acquatici vasti, articolati e complessi come quelli di studio. Si può però fare un contrasto efficace alle specie esotiche, evitando che prendano il completo sopravvento sulle specie native, e sostenendo con le immissioni i pesci autoctoni maggiormente minacciati.

Differenze su quanto pensavamo di trovare ce ne sono. Ad oggi, una sorpresa negativa è la rapida affermazione del gardon anche nei laghi di Comabbio e di Varese, nei quali è comparsa solo di recente, ma dove pare in rapidissima affermazione a discapito dell’autoctona scardola con la quale condivide la base alimentare (lo zooplancton) e con la quale dunque compete. Altra specie che mostra abbondanze superiori a quanto ci aspettassimo è il carassio, poco “visibile” nei laghi, ma molto abbondante nell’evidenza dei risultati delle catture.

Il siluro, specie simbolo del progetto, corrisponde grosso modo alle attese: abbondante nel Comabbio e nel Ticino, presente e in espansione nel Lago di Varese."




Ringraziandola per il tempo concessoci, le auguriamo buon lavoro e restiamo assolutamente disponibili a divulgare in futuro novità riguardo al progetto.



Ricordiamo ai lettori che sul sito è presente l'intervista rilasciataci dal Dr. Puzzi all'avvio del progetto. Potete leggere questa intervista cliccando QUI

giovedì 18 agosto 2011

Vaironi





Ero in Austria e incontro un gruppo di milanesi; vengono a sapere che sono un esperto della zona novarese e “ Dove sono i vaironi?”…Siamo nel regno delle Breme, dei grossi barbi, dei Nasen,degli Huco Huco e di ogni altro ben di Dio e questi mi chiedono dei vaironi…???

Stessa cosa ovunque incontri un milanese, brianzolo,varesotto o giù di li.. . Ed allora adesso nel 2011 (PRRRRRR) glielo dico ma pubblicamente cosi ne potranno approfittare tutti i lettori ed è l’ occasione buona per rendere omaggio a questo piccolo ciprinide ed a tutti i piccoli pesci. Tenete conto che adesso (2016) negli spot citati la popolazione di detto pesce è calata paurosamente.



Chi è il vairone?

NOME LATINO: Telestes souffia muticellus della Famiglia dei Cyprinidae ordine Cypriniformes Taglia media 10-15 cm con rare eccezioni fino a 25. Sono presenti nei corsi d'acqua, ma anche zone litorali lacustri, delle regioni settentrionali e centrali fino alla Campania. Si raduna in grandi branchi e predilige acque limpide con fondo ghiaioso, ma è rinvenuto anche in acque stagnanti con fondali fangosi; nelle acque montane è stato ritrovato fino sul Monviso (2113 m s.l.m.). RIPRODUZIONE: ha luogo tra fine Aprile e Luglio in acque a corrente vivace , su fondali ghiaiosi. Le uova sono piccole e numerose. I riproduttori, dopo la deposizione migrano a valle. Le larve schiudono in 10-20 giorni e si portano in acque più calme per nutrirsi di organismi planctonici. L'accrescimento è rapido e la maturità sessuale è raggiunta a tre anni.







Come lo si pesca?

A spinning! Beh è successo anche questo essendo il piccolo ciprinide molto vorace, ma restano episodi più unici che rari nella vita. A mosca senz’ altro delizia e fa da scuola a pescatori non sofisticati ed umili, ma quasi sempre viene pescato con il bigattino, vermettino di letame e comunque con esche animali di piccole dimensioni. Si usano canne fisse generalmente non superiori ai 6 metri per non far stancare il braccio anche visto che una volta individuato il branco è possibile pescargli a ridosso facendo movimenti pacati. Dopo un iniziale spavento infatti tornano subito nei luoghi in cui dimoravano. Galleggianti sferici o a pera rovesciata ben tarati sono l’ideale per vincere le correntine e i piccoli gorghi dei rigiri. Piccola torpille per il 75% circa e piombi del n 7/9 a tarare bene. Ami dal 16 al 20 a seconda della taglia media del luogo. Assieme ai vaironi generalmente possiamo allamare cavedani, gobioni, sanguinerole, barbi e una volta anche lasche. Da cercarsi sul fondo anche se….vedere capitolo sotto. L’abboccata è generalmente decisa specie in corrente. Nei grossi giri d’acqua può però capitare che esso spiombi il galleggiante o fermi semplicemente la sua corsa.

Un paio di vecchi luoghi oramai in netto declino per la sua cattura che frequentavo erano:



Torrente Cervo in piena città. L’entrata è in Corso Milano vicino al ponte di Chiavazza . Sono indispensabili gli stivali a tutta coscia . A risalire per circa un km è ancora acqua normale e quindi si può usare il bigattino; oltre vermettini di letame. Nel primo tratto sono correntine con grossi sassi e rigiri dietro a questi. Meglio una pesca al tocco come si pescasse trote. E queste vi sono anche se non di taglia; appena oltre la misura minima. Quindi conveniva stare con finali dello 0.12 ed ami del 16/18 invece che quelli del 20/22. I soggetti erano di media taglia con qualche esemplare notevole. Mia figlia ne ha preso un paio di 18 cm. Oltre il ponte lame ampie e buche permettono di usare il galleggiante meglio se a pera rovesciata. Colla nuova regolamentazione biellese si può pescare solo a spinning o mosca. In questi luoghi il ciprinide non era sempre sul fondo specie nelle buche e nei rigiri e quindi prima di abbondare uno spot credendo che non vi fosse nulla era meglio sondare vari strati d’acqua.

Torrente Cervo Biella inizio 2014 

https://www.youtube.com/watch?v=3BFVDNTIahs


Si pescava fra muri di vecchie fabbriche ed era uno scenario inconsueto. Vi pescavo in maggio/giugno e a settembre specialmente dopo che l’acqua era ben calata da piene. Luglio ed agosto rendevano anche loro ma era facile trovare poca acqua e pesci un po’ svogliati. Oltre a trote e vaironi erano rare altre catture anche se qualche volta si allamava qualche gobione e barbo canino. Abitandovi a 4 Km ci dedicavo parecchie uscite serali per metterli “in brusco” (sotto aceto e vino bianco magari aggiungendovi aromi come salvia, menta, carotine a pezzi ecc) per l’inverno e consumarli come antipasto. Preferivo schiacciare l’ardiglione per slamare senza danni le trote che giudicavo piccole per essere trattenute anche se misura legale.







Il Terdoppio a Novara Veveri nel tratto fra la strada che da Novara Vereri porta verso Cameri a risalire fino al ponte sito sulla statale che da Novara porta verso il lago Maggiore detto della PanElettric per via di una vecchia fabbrica oramai chiusa che sorgeva accanto alle sue rive. Si accede comodamente dove il torrente è scavalcato da una piccola passerella in cemento che permette ai “campè” di controllare i livelli del canale Cavour che passa sotto. Lo troviamo uscendo al casello di Novara Est, percorrendo la circonvallazione ed uscendo all’ indicazione Novara Veveri. Poi si svolti verso sinistra, passeremo il ponte sullo stesso torrente(ci si può fermare lì volendo) , proseguiremo e al bivio obbligatorio a destra fino a quando, prima del canale Cavour, troveremo uno spazio. Seguendo il canale al di là della statale in 200 metri siamo alla passerella. Acqua a normale normativa e pescabile con la sola licenza B . Nei periodi caldi conveniva portarsi appresso un buon antinzare. A disturbare parecchie simpatiche sanguinerole ed a integrare il fritto gobioni.

https://www.youtube.com/watch?v=8ssSXK9F09M



Lo scenario è molto migliore che sul Cervo visto che si pescava fra la vegetazione ed anche ben consistente nei periodi caldi.











Piccole lame e correntine si alternano. Corte canne fisse (4-5 metri) con in lenza uno 0.12 sono più che sufficienti per qualche ora di divertimento. Ami del 20/22 legati sullo 0.08 o 0.10. Solo un paio di lame meritano l’uso del mulinello e sempre se si vuole provare ad insidiare qualche bella carpa o cavedano ivi presente.